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Esenzione IMU abitazione principale: la Cassazione decide

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 11128/2024, ha rigettato il ricorso di una contribuente che chiedeva l’esenzione IMU per un immobile in cui risiedeva il coniuge, ma non lei stessa. La Corte, pur correggendo la motivazione della sentenza di secondo grado alla luce della pronuncia della Corte Costituzionale n. 209/2022, ha stabilito che l’esenzione IMU abitazione principale spetta solo se il contribuente possiede personalmente i requisiti di residenza anagrafica e dimora abituale nell’immobile, indipendentemente dalla situazione del coniuge.

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Pubblicato il 6 febbraio 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Esenzione IMU Abitazione Principale: Novità per Coniugi con Residenze Diverse

La questione dell’esenzione IMU abitazione principale per i coniugi che hanno stabilito la propria residenza in immobili diversi è da anni al centro di un acceso dibattito giuridico. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione, la n. 11128 del 24 aprile 2024, offre un’importante occasione per fare il punto sulla situazione, soprattutto alla luce del rivoluzionario intervento della Corte Costituzionale. Vediamo insieme i dettagli di questa decisione e le sue implicazioni pratiche per i contribuenti.

I Fatti del Caso: Una Richiesta di Esenzione Multipla

Il caso ha origine dall’impugnazione di un avviso di accertamento per il parziale versamento dell’IMU relativa all’anno 2017 da parte di una contribuente, proprietaria di sei immobili a Napoli. L’ente impositore aveva riconosciuto l’esenzione per l’abitazione principale solo per l’immobile in cui la contribuente stessa aveva la propria residenza anagrafica. La contribuente, tuttavia, richiedeva che l’esenzione venisse applicata anche a un altro immobile, di cui era comproprietaria con il marito, nel quale solo quest’ultimo aveva fissato la propria residenza.

Sia la Commissione tributaria provinciale che quella regionale avevano respinto le ragioni della contribuente, basandosi su un’interpretazione della norma che legava il concetto di abitazione principale all’unicità dell’immobile per l’intero nucleo familiare.

L’Analisi della Cassazione e l’Impatto della Corte Costituzionale

La Corte di Cassazione, nel decidere il ricorso, ha svolto una meticolosa ricostruzione dell’evoluzione normativa e giurisprudenziale in materia. Il punto di svolta è rappresentato dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 209 del 2022, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma che definiva l’abitazione principale come quella in cui risiedono e dimorano non solo il possessore, ma anche i componenti del suo nucleo familiare.

Questo intervento ha di fatto scardinato il principio dell’unicità dell’abitazione principale per famiglia, ripristinando un criterio individuale. La Consulta ha stabilito che la norma precedente creava una discriminazione ingiustificata, penalizzando i coniugi che, per necessità lavorative o personali, sono costretti a vivere in comuni diversi.

Esenzione IMU Abitazione Principale: il Principio Decisivo

Sulla scia della decisione della Corte Costituzionale, la Cassazione ha ribadito il nuovo principio: il diritto all’esenzione IMU abitazione principale deve essere valutato in capo a ciascun singolo contribuente. Non è più richiesto che l’intero nucleo familiare risieda e dimori nell’immobile.

Ciò significa che, in linea di principio, due coniugi con residenze e dimore abituali in immobili diversi, situati anche in Comuni differenti, possono entrambi beneficiare dell’esenzione, ciascuno per il proprio immobile. L’importante è che per ciascuno di essi siano soddisfatti i due requisiti fondamentali:

1. Residenza anagrafica: il contribuente deve aver registrato la propria residenza presso l’immobile.
2. Dimora abituale: il contribuente deve effettivamente e stabilmente vivere in quell’immobile.

Le Motivazioni della Decisione

Nonostante questo importante chiarimento, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della contribuente. La motivazione, seppur corretta rispetto all’orientamento precedente, conduce allo stesso risultato. La Corte ha spiegato che, sebbene il diritto all’esenzione sia ora individuale, esso postula il concorso imprescindibile della residenza anagrafica e della dimora abituale del soggetto che invoca il beneficio.

Nel caso specifico, la contribuente chiedeva l’esenzione per un immobile in cui lei non risiedeva né dimorava, essendo questi requisiti soddisfatti solo dal coniuge. L’esenzione era stata, invece, correttamente riconosciuta per l’altro immobile, dove la contribuente stessa aveva la propria residenza. Pertanto, la richiesta è stata respinta perché la contribuente non possedeva personalmente i requisiti di legge per l’immobile in questione.

Le Conclusioni

L’ordinanza in esame consolida un principio fondamentale per i contribuenti: l’esenzione IMU abitazione principale non è più legata al concetto di nucleo familiare, ma alla situazione soggettiva di ciascun possessore di immobile. La decisione della Corte Costituzionale ha ripristinato il diritto di ciascun coniuge a beneficiare dell’agevolazione per la propria abitazione, a condizione di poterne dimostrare l’effettiva residenza e dimora abituale. Tuttavia, resta fermo il paletto che nessuno può beneficiare dell’esenzione per un immobile in cui non vive, anche se questo è l’abitazione principale del proprio coniuge.

Due coniugi con residenza in immobili diversi possono beneficiare entrambi dell’esenzione IMU per l’abitazione principale?
Sì. A seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 209/2022, il diritto all’esenzione è valutato individualmente. Ciascun coniuge può beneficiare dell’agevolazione per la propria abitazione principale, a patto che in essa abbia stabilito la residenza anagrafica e la dimora abituale.

Per ottenere l’esenzione IMU, è sufficiente che il proprio coniuge risieda nell’immobile?
No. La sentenza chiarisce che il contribuente che richiede l’esenzione deve soddisfare personalmente il doppio requisito della residenza anagrafica e della dimora abituale nell’immobile per il quale si chiede il beneficio. Non è possibile reclamare l’esenzione per l’immobile in cui vive solo il coniuge.

Cosa si intende per ‘abitazione principale’ ai fini IMU dopo gli ultimi interventi delle Corti?
Per ‘abitazione principale’ si intende l’immobile in cui il possessore (il contribuente) dimora abitualmente e risiede anagraficamente. Il riferimento al ‘nucleo familiare’ come prerequisito unitario è stato dichiarato incostituzionale, rendendo la valutazione del diritto all’esenzione soggettiva e individuale, non più legata all’intera famiglia.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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