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Errore materiale: Cassazione corregge la sentenza

La Corte di Cassazione, con una nuova ordinanza, ha corretto un errore materiale presente in una sua precedente sentenza. L’errore riguardava l’indicazione numerica dei motivi di ricorso che erano stati rigettati in una causa su tasse portuali. L’ordinanza chiarisce che i motivi corretti sono i numeri 3, 6 e 7, e non 3, 5 e 6 come erroneamente riportato, garantendo così la coerenza del provvedimento senza alterarne la sostanza.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Errore Materiale: La Cassazione Corregge Se Stessa

Anche il più alto organo della giurisdizione italiana, la Corte di Cassazione, può incorrere in sviste. Il concetto di errore materiale si riferisce proprio a questi casi: imprecisioni, refusi o sbagli di trascrizione che non alterano il cuore della decisione, ma che necessitano di una correzione per garantire la chiarezza e la certezza del diritto. Un’ordinanza recente ci offre un esempio lampante di come funziona questo meccanismo di autocorrezione.

I Fatti del Caso Originario

La vicenda nasce da una controversia fiscale tra una importante società di raffinazione e l’Amministrazione Finanziaria (Agenzia delle Dogane e Agenzia delle Entrate – Riscossione). L’oggetto del contendere era il pagamento di tasse portuali relative a merci sbarcate e imbarcate in un terminale petrolifero per gli anni dal 2004 al 2007.

Il caso, dopo i vari gradi di giudizio, era giunto dinanzi alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione per risolvere una complessa questione sulla compatibilità di tali tasse con il diritto dell’Unione Europea. Con una sentenza, la Corte aveva risolto la questione principale, rigettando alcuni motivi del ricorso presentato dalla società.

La Scoperta dell’Errore Materiale nella Sentenza

Proprio in questa importante sentenza si è insinuato l’errore materiale. Sia nella parte della motivazione (il punto 29) sia nel dispositivo finale, la Corte aveva indicato come rigettati i motivi di ricorso nn. 3, 5 e 6. Tuttavia, dall’analisi complessiva del provvedimento e degli atti, risultava evidente che i motivi effettivamente esaminati e respinti erano i nn. 3, 6 e 7.

Il difensore della società, accortosi della discrepanza, ha presentato un’istanza formale chiedendo alla Corte di procedere alla correzione di questo palese errore di trascrizione.

La Procedura di Correzione dell’Errore Materiale

La Corte di Cassazione ha esaminato l’istanza e ha riconosciuto l’esistenza dell’errore. La decisione è stata formalizzata tramite una nuova ordinanza, che è l’oggetto della nostra analisi. Questo provvedimento non riapre la discussione sul merito della causa, ma si limita a rettificare il testo della sentenza precedente.

L’ordinanza dispone quindi che, ovunque nella sentenza n. 28621/2023 sia scritto «motivi nn. 3, 5 e 6», si debba leggere correttamente «motivi nn. 3, 6 e 7». Un intervento chirurgico, preciso, finalizzato unicamente a ristabilire la corretta corrispondenza tra la volontà del collegio giudicante e il testo scritto del provvedimento.

Le Motivazioni della Corte

Le motivazioni alla base dell’ordinanza di correzione sono semplici e dirette. La Corte ha constatato che la sentenza era ‘effettivamente affetta da errore materiale nei termini dedotti con l’istanza’. Non vi è stata alcuna valutazione di merito, ma solo una presa d’atto di una svista evidente. La procedura di correzione serve proprio a sanare queste imperfezioni formali, assicurando che l’atto giudiziario sia privo di ambiguità e rifletta fedelmente quanto deciso. La Corte ha quindi disposto la correzione e ordinato alla cancelleria di annotare la rettifica sull’originale della sentenza.

Conclusioni

Questo caso dimostra l’importanza del procedimento di correzione dell’errore materiale come strumento a tutela della certezza del diritto. Anche una decisione delle Sezioni Unite della Cassazione può contenere un refuso, ma l’ordinamento prevede un rimedio rapido ed efficace per porvi rimedio. Per gli operatori del diritto e per i cittadini, ciò rappresenta una garanzia fondamentale: la sostanza della giustizia prevale sulla fallibilità della forma, e gli errori di penna possono essere emendati senza dover rimettere in discussione l’intera decisione.

Cosa si intende per errore materiale in un provvedimento giudiziario?
Si tratta di un errore di trascrizione, di calcolo o di altra svista che non incide sul contenuto logico e giuridico della decisione. In questo caso, l’errore consisteva nell’indicazione sbagliata dei numeri dei motivi di ricorso rigettati.

È possibile modificare una sentenza della Corte di Cassazione dopo la sua pubblicazione?
Sì, ma solo attraverso la procedura di correzione di errore materiale, che non permette di riesaminare il merito della causa. Serve unicamente a emendare errori palesi e sviste nella stesura del provvedimento, senza alterare la sostanza della decisione presa.

Qual è stata la conseguenza pratica della correzione in questo specifico caso?
La conseguenza è che la sentenza precedente deve essere letta e interpretata correttamente, considerando rigettati i motivi di ricorso n. 3, 6 e 7, anziché quelli erroneamente indicati (3, 5 e 6). Questo assicura la coerenza formale del provvedimento e la corretta esecuzione della decisione.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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