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Differenza da recesso: non è costo deducibile per Srl

Una società a responsabilità limitata si è vista negare la deducibilità del costo sostenuto per liquidare due soci parzialmente receduti. L’importo, definito come “differenza da recesso”, ovvero l’eccedenza tra il valore di mercato e quello nominale della quota, è stato qualificato dalla Corte di Cassazione non come un onere deducibile, ma come una remunerazione e un’anticipata distribuzione di utili. Pertanto, la somma non può essere sottratta dal reddito imponibile della società.

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Pubblicato il 5 febbraio 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Differenza da Recesso: la Cassazione nega la Deducibilità per le Srl

Con l’ordinanza n. 10815 del 22 aprile 2024, la Corte di Cassazione ha affrontato una questione cruciale per le società di capitali: la qualificazione fiscale della cosiddetta differenza da recesso. Questa somma, corrisposta al socio uscente, non costituisce un costo deducibile per la società, bensì una remunerazione del capitale, con importanti conseguenze sul piano fiscale. Analizziamo insieme la vicenda e il principio di diritto enunciato dai giudici.

I Fatti del Caso

Una società a responsabilità limitata (Srl) aveva liquidato la quota di due soci che avevano esercitato il diritto di recesso parziale. La società aveva corrisposto loro una somma calcolata sulla base del valore di mercato delle quote, superiore al valore nominale iscritto a bilancio. La società aveva quindi dedotto dal proprio reddito imponibile, ai fini Ires e Irap, la differenza tra il valore di mercato e quello nominale, qualificandola come “differenza da recesso” e, dunque, come un costo inerente all’attività d’impresa.

L’Agenzia delle Entrate, a seguito di un accertamento, contestava tale deduzione, rettificando il reddito dichiarato dalla società per l’anno 2005. Ne scaturiva un contenzioso tributario che vedeva la società soccombente sia in primo che in secondo grado. La questione giungeva infine dinanzi alla Corte di Cassazione.

La Questione della Deducibilità della Differenza da Recesso

Il cuore della controversia ruotava attorno all’interpretazione dell’art. 109 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi). La società sosteneva la piena deducibilità dell’onere, in quanto costo sostenuto nell’esercizio dell’attività. L’Amministrazione finanziaria, al contrario, ne negava la natura di costo, riqualificandolo come una forma di distribuzione di utili.

La società ricorrente lamentava inoltre vizi procedurali, tra cui l’illegittimità dell’autorizzazione all’ispezione fiscale e il vizio di ultra petizione da parte dei giudici di merito, che avrebbero fondato la loro decisione su norme anti-elusive non invocate dall’Agenzia.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione ha rigettato integralmente il ricorso della società, fornendo una chiara chiave di lettura sulla natura della differenza da recesso nelle società di capitali.

In primo luogo, i giudici hanno respinto le censure procedurali, ritenendo legittima la delega di funzioni per l’autorizzazione all’accesso ispettivo.

Nel merito, la Corte ha stabilito un importante principio di diritto. La differenza da recesso non può essere considerata un costo deducibile per la società. Essa deve essere qualificata come una remunerazione per il socio, una sorta di liquidazione anticipata di redditi futuri o di utili latenti nel patrimonio sociale (come l’avviamento o le plusvalenze non realizzate).

Questa qualificazione fa rientrare la somma nell’ambito di applicazione dell’art. 109, comma 9, lett. a) del TUIR, che sancisce l’indeducibilità di ogni forma di remunerazione che comporti una partecipazione ai risultati economici della società. La norma, infatti, richiama espressamente l’art. 44 del TUIR, relativo ai redditi di capitale.

La Corte ha sottolineato la distinzione fondamentale con le società di persone. Mentre in queste ultime la differenza da recesso ha natura di reddito di partecipazione, nelle società di capitali (come le Srl) essa assume la natura di reddito di capitale per il socio percipiente. Di conseguenza, per la società erogante, non si tratta di un costo legato alla produzione del reddito, ma di una modalità di distribuzione della ricchezza societaria.

La condotta della società, inoltre, è stata ritenuta in violazione della normativa civilistica (art. 2473 c.c.), che impone di liquidare il socio uscente utilizzando primariamente le riserve disponibili e, solo in mancanza, riducendo il capitale sociale. Gravare tale onere sul conto economico è una prassi non consentita che, secondo la Corte, produce effetti elusivi, indipendentemente dalla formale contestazione di un abuso del diritto ai sensi dell’art. 37-bis.

Le Conclusioni

La decisione della Cassazione consolida un orientamento fondamentale in materia di fiscalità d’impresa. La differenza da recesso corrisposta al socio di una Srl non è un costo deducibile. Si tratta, invece, di una erogazione che attinge alla ricchezza già prodotta o latente della società, configurandosi come una remunerazione del capitale investito dal socio. Le imprese devono quindi prestare massima attenzione alla corretta imputazione contabile e fiscale di tali operazioni, per non incorrere in rettifiche da parte dell’Amministrazione Finanziaria. La liquidazione del socio uscente deve seguire le rigide regole del codice civile, attingendo a riserve e capitale, senza mai incidere sul risultato economico d’esercizio come se fosse un costo operativo.

La “differenza da recesso” corrisposta al socio di una Srl è un costo deducibile per la società?
No, secondo la Corte di Cassazione non è un costo deducibile. Deve essere considerata una spesa che non può essere sottratta dal reddito imponibile della società.

Come deve essere qualificata fiscalmente la “differenza da recesso” in una società di capitali?
Deve essere qualificata come una remunerazione per il socio e un’anticipata liquidazione di redditi futuri o di utili latenti nel patrimonio aziendale. Rientra, pertanto, nella previsione di indeducibilità dell’art. 109, comma 9, lett. a) del TUIR.

Qual è la differenza di trattamento fiscale della “differenza da recesso” tra società di capitali e società di persone?
Nelle società di capitali (come Srl e Spa), la differenza da recesso è una remunerazione del capitale e quindi un onere indeducibile per la società. Nelle società di persone, invece, ha natura di reddito di partecipazione e segue regole diverse.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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