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Definizione agevolata: stop al giudizio in Cassazione

L’Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza favorevole a una società commerciale riguardante la deducibilità di perdite su crediti ai fini IRES. Durante il giudizio di legittimità, la società ha presentato istanza per avvalersi della definizione agevolata prevista dalla Legge 130/2022. La Corte di Cassazione, preso atto della volontà della parte di chiudere la lite pendente, ha disposto la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo, permettendo così il perfezionamento della procedura amministrativa di definizione.

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Pubblicato il 6 aprile 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Definizione agevolata e sospensione del processo tributario

La recente normativa in materia di giustizia tributaria ha introdotto strumenti fondamentali per la risoluzione delle liti pendenti, tra cui spicca la definizione agevolata. Questo istituto permette ai contribuenti di chiudere i contenziosi con il fisco attraverso il pagamento di somme ridotte, ottenendo contestualmente la sospensione dei procedimenti giudiziari in corso, anche dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione.

Il caso della deducibilità delle perdite su crediti

La vicenda trae origine da un avviso di accertamento emesso nei confronti di una società operante nel settore della vendita all’ingrosso. L’amministrazione finanziaria contestava l’indebita deduzione di perdite su crediti ai fini IRES per l’anno d’imposta 2014. Dopo un esito favorevole per il contribuente nei gradi di merito, la questione è approdata in Cassazione su ricorso dell’Agenzia delle Entrate.

La richiesta di sospensione ex Legge 130/2022

In prossimità dell’udienza pubblica, la società controricorrente ha depositato un’istanza formale chiedendo di avvalersi della definizione agevolata delle controversie tributarie. Tale facoltà è espressamente prevista dalla Legge 31 agosto 2022, n. 130, che mira a deflazionare il contenzioso tributario pendente, specialmente quello giunto nelle fasi finali del giudizio.

Come funziona la definizione agevolata nelle liti pendenti

L’ordinamento prevede che, qualora il contribuente dichiari di voler aderire alla definizione agevolata, il processo debba essere sospeso. Questa sospensione non è automatica ma richiede un’espressa dichiarazione di volontà della parte interessata rivolta al giudice. Nel caso di specie, la Corte ha rilevato la sussistenza dei presupposti legali e l’assenza di opposizione da parte della Procura Generale.

L’effetto immediato di tale istanza è il rinvio della causa a nuovo ruolo. Questo tempo tecnico è necessario per consentire al contribuente di perfezionare i pagamenti previsti e all’amministrazione di verificare la regolarità della procedura, portando infine all’estinzione del giudizio per cessata materia del contendere.

Le motivazioni

La decisione della Suprema Corte si fonda sull’applicazione letterale dell’art. 5, comma 10, della Legge n. 130/2022. La norma stabilisce che le controversie definibili non sono sospese di diritto, salvo che il contribuente faccia apposita richiesta al giudice dichiarando di volersi avvalere delle disposizioni agevolative. Una volta resa tale dichiarazione, il giudice è tenuto a disporre la sospensione del giudizio per un termine congruo, in attesa degli adempimenti amministrativi.

Le conclusioni

L’ordinanza interlocutoria conferma l’importanza della definizione agevolata come strumento di pace fiscale. La sospensione del giudizio rappresenta una tutela per il contribuente che intende regolarizzare la propria posizione, evitando il rischio di una sentenza definitiva sfavorevole mentre è in corso la procedura di sanatoria. La causa viene quindi rinviata a nuovo ruolo, in attesa che la definizione si concluda positivamente.

Si può sospendere un processo in Cassazione per chiudere la lite?
Sì, il contribuente può richiedere la sospensione del giudizio dichiarando formalmente di volersi avvalere della definizione agevolata prevista dalle norme vigenti.

Cosa succede se l’Agenzia delle Entrate non si oppone alla sospensione?
Se sussistono i requisiti di legge e non vi è opposizione, il giudice accoglie l’istanza del contribuente e dispone il rinvio della causa a nuovo ruolo.

Qual è l’effetto pratico della Legge 130 del 2022?
Consente di risolvere in modo agevolato le controversie tributarie pendenti, bloccando temporaneamente l’iter giudiziario per permettere il pagamento delle somme dovute.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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