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Definizione agevolata: sospensione del processo

Una società di costruzioni ha impugnato un avviso di accertamento relativo a presunti maggiori redditi derivanti dalla vendita di immobili. L’Agenzia delle Entrate aveva basato la rettifica su scostamenti tra i prezzi dichiarati e i mutui erogati, oltre a prelievi in contanti non giustificati. Durante il giudizio di legittimità, la società ha richiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata prevista dalla Legge 130/2022. La Corte di Cassazione ha accolto l’istanza, disponendo la sospensione della causa in attesa del perfezionamento della sanatoria fiscale.

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Pubblicato il 1 aprile 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Definizione agevolata: la Cassazione sospende il giudizio tributario

La definizione agevolata rappresenta uno strumento strategico per i contribuenti che intendono risolvere pendenze fiscali annose. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha affrontato il tema della sospensione del processo tributario in presenza di una richiesta di sanatoria, delineando i confini applicativi della normativa introdotta con la riforma della giustizia tributaria.

I fatti di causa

La controversia trae origine da un avviso di accertamento emesso nei confronti di una società operante nel settore immobiliare. L’amministrazione finanziaria contestava la dichiarazione di ricavi inferiori rispetto al valore reale di vendita di alcuni immobili. Gli elementi indiziari utilizzati dall’ufficio includevano lo scostamento tra il prezzo indicato nell’atto notarile e l’importo del mutuo concesso all’acquirente, nonché prelievi in contanti effettuati dai compratori in prossimità del rogito senza apparente giustificazione. Dopo una vittoria parziale in secondo grado, la società ha presentato ricorso per cassazione, contestando la validità delle presunzioni utilizzate e la violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.

La decisione della Corte

Nelle more del giudizio di legittimità, la società ricorrente ha depositato un’istanza formale di sospensione del processo. Tale richiesta è stata formulata ai sensi della Legge 31 agosto 2022, n. 130, che ha introdotto la possibilità di definire in modo agevolato le liti tributarie pendenti innanzi alla Suprema Corte. I giudici hanno preso atto della volontà del contribuente di avvalersi di questa misura deflattiva del contenzioso, che prevede il pagamento di una percentuale ridotta del valore della lite a seconda dell’esito dei precedenti gradi di giudizio.

Le motivazioni

Le motivazioni della sospensione risiedono nell’applicazione diretta dell’articolo 5 della Legge 130/2022. La norma stabilisce che le controversie tributarie definibili non sono sospese automaticamente, ma richiedono un’apposita istanza del contribuente che dichiari di volersi avvalere della sanatoria. Una volta presentata tale dichiarazione, il processo deve essere sospeso fino alla scadenza del termine per la presentazione della domanda definitiva e del relativo pagamento. La Corte ha verificato la sussistenza dei requisiti oggettivi e soggettivi, confermando che la pendenza del ricorso alla data prevista dalla legge legittima l’accesso alla procedura agevolata, prevalendo sulle questioni di merito precedentemente sollevate.

Le conclusioni

Le conclusioni della Corte portano al rinvio della causa a nuovo ruolo. Questo provvedimento garantisce al contribuente il tempo necessario per perfezionare la definizione agevolata, che si conclude con il pagamento degli importi dovuti o con la sola presentazione della domanda qualora non vi siano somme da versare. L’estinzione del processo avverrà solo in un secondo momento, previa verifica del regolare adempimento degli obblighi previsti dalla sanatoria. Tale meccanismo conferma il favore del legislatore per la chiusura agevolata dei contenziosi pendenti, riducendo il carico di lavoro della giurisprudenza di legittimità e offrendo certezza giuridica alle parti coinvolte.

Quali sono i vantaggi della definizione agevolata?
Permette di chiudere il contenzioso pagando una quota ridotta della pretesa tributaria, eliminando sanzioni e interessi, a seconda dello stato della lite.

La sospensione del processo in Cassazione è automatica?
No, il contribuente deve presentare un’apposita istanza dichiarando di volersi avvalere delle disposizioni sulla definizione agevolata previste dalla legge.

Cosa accade se la domanda di sanatoria viene negata?
Il diniego è impugnabile entro sessanta giorni davanti alla Corte di Cassazione e il processo riprende il suo corso ordinario.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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