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Definizione agevolata liti: estinzione del processo

L’Amministrazione Finanziaria ha impugnato una sentenza favorevole a un istituto di credito riguardante l’IRES. Durante il giudizio, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata liti versando quanto dovuto. La Corte ha dichiarato l’estinzione del processo per cessazione della materia del contendere.

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Pubblicato il 21 marzo 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Definizione agevolata liti: la fine del contenzioso

L’istituto della definizione agevolata liti rappresenta uno strumento fondamentale per la chiusura dei contenziosi tributari pendenti. Nel caso esaminato, un istituto di credito si era opposto a un avviso di accertamento relativo all’imposta sul reddito delle società (IRES), ottenendo esiti favorevoli nei primi due gradi di giudizio. Tuttavia, la pendenza del ricorso dinanzi alla Suprema Corte ha permesso l’accesso alla sanatoria prevista dal legislatore per deflazionare il carico giudiziario.

Il quadro normativo della definizione agevolata liti

La controversia tra l’Amministrazione Finanziaria e il contribuente riguardava la deducibilità di accantonamenti per rischi su crediti. Mentre il ricorso in Cassazione era ancora in fase di istruzione, la parte privata ha depositato istanza per avvalersi della definizione agevolata liti, come consentito dal Decreto Legge n. 119 del 2018. Questa procedura permette di estinguere il debito fiscale, spesso con il versamento di una quota ridotta, determinando la cessazione dell’interesse pubblico alla prosecuzione della lite.

L’estinzione del giudizio in Cassazione

Una volta presentata la domanda e verificato il decorso dei termini previsti dalla legge senza che nessuna parte abbia manifestato l’intenzione di proseguire il giudizio tramite istanza di trattazione, la Corte ha preso atto del mutato scenario. La volontà del contribuente di definire la pendenza, unita al silenzio dell’Ufficio, ha condotto inevitabilmente alla pronuncia di estinzione.

Le motivazioni

Le motivazioni che hanno spinto i giudici di legittimità a dichiarare l’estinzione risiedono nell’applicazione rigorosa dell’articolo 6 del D.L. n. 119 del 2018. Tale norma stabilisce che l’adesione alla definizione agevolata liti, perfezionata con il deposito della documentazione e il pagamento delle somme dovute, comporta la cessazione della materia del contendere. Inoltre, il superamento della data del 31 dicembre 2020, senza che fosse stata presentata alcuna istanza di trattazione da parte dei legali, ha cristallizzato l’impossibilità di proseguire l’esame del ricorso, portando all’estinzione processuale d’ufficio.

Le conclusioni

Le conclusioni della Corte sanciscono che la definizione agevolata liti non solo risolve il rapporto tributario sottostante, ma ha un impatto diretto sul processo in corso. Per quanto riguarda le spese di lite, la disciplina speciale deroga al principio della soccombenza: le spese restano a carico di chi le ha anticipate. Questo provvedimento conferma l’efficacia delle misure di pace fiscale nell’eliminare carichi pendenti risalenti, garantendo al contempo certezza giuridica al contribuente e una riduzione dei fascicoli per l’Amministrazione.

Cosa succede se il contribuente aderisce alla definizione agevolata liti pendenti?
Il giudizio in corso si conclude con una dichiarazione di estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, rendendo superflua ogni ulteriore decisione sul merito della controversia fiscale.

Qual è la sorte delle spese processuali in caso di condono fiscale?
La normativa speciale prevede che le spese sostenute restino a carico di chi le ha anticipate, escludendo la condanna alle spese per la parte soccombente o per l’Amministrazione Finanziaria.

È necessaria una specifica istanza per riprendere il processo dopo la tregua fiscale?
No, se scade il termine previsto dalla legge senza che nessuna delle parti presenti un’apposita istanza di trattazione, il giudice deve procedere d’ufficio alla dichiarazione di estinzione del giudizio.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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