Ordinanza interlocutoria di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 1161 Anno 2023
Civile Ord. Sez. 5 Num. 1161 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data pubblicazione: 16/01/2023
ORDINANZA INTERLOCUTORIA
sul ricorso iscritto al n. 10451/2014 R.G. proposto da:
-ricorrente –
NOME (CODICE_FISCALE) , rappresentata e difesa dagli AVV_NOTAIO. AVV_NOTAIO, NOME COGNOME e NOME COGNOME, elettivamente domiciliati presso lo studio di quest’ultimo in RomaINDIRIZZO INDIRIZZO, il tutto come da procura in calce al ricorso;
contro
RAGIONE_SOCIALE , in persona del Direttore pro tempore , rappresentata e difesa ex lege dall’Avvocatura RAGIONE_SOCIALE dello RAGIONE_SOCIALE, e presso di essa elettivamente domiciliata in Roma, INDIRIZZO;
– controricorrente – avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della LIGURIA, n. 19, depositata in data 25 febbraio 2013;
udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 23 novembre 2022 dal consigliere NOME COGNOME.
RILEVATO CHE:
Oggetto: definizione agevolata
La ricorrente premette che a seguito di ricostruzione induttiva dei ricavi, con conseguente maggior IRPEF, ILOR, IVA e sanzioni. Gli avvisi venivano impugnati e la CTP, con due distinte sentenze, annullava gli avvisi.
La CTR, adìta dall’RAGIONE_SOCIALE, confermava le sentenze, ma le relative decisioni venivano cassate da questa Corte che stabiliva come anche in presenza di corretta tenuta della contabilità si poteva procedere alla rettifica della dichiarazione, purché a mezzo d i presunzioni assistite dai requisiti di cui all’art. 2729 cod. civ., senza che occorrano, come invece ritenuto dalla CTR, ulteriori elementi di supporto.
In sede di rinvio la CTR disponeva C.T.U. Quest’ultima, secondo la parte ricorrente, determinava il costo del venduto per tipologia merceologica, stimava le percentuali di resa e i prezzi di vendita. Per le vendite al dettaglio, preponderanti, ricavava le stesse dall’elaborazione degli studi di settore. In definitiva i ricavi venivano ricavati per l’anno 1995, di verifica, in L. 783.342.367. Il C.T.P. criticava le conclusioni sotto il profilo della determinazione del prezzo di vendita, stabilito con riferimento agli studi di settore anziché dai dati di contabilità; in particolare della determinazione del prezzo del pane, calcolato con riferimento ai dati relativi all’anno 1997, per cui, facendo riferimento ai dati ISTAT del 1995, anziché aversi un prezzo di L.4.519,23 al kg, si aveva quello inferiore di L.3.800 al kg, che al netto dell’IVA era portato a L. 3.654; inappropriata appariva poi la ricostruzione dei ricavi applicando un moltiplicatore partendo dalla percentuale di utilizzo della farina, mentre per la vendita al dettaglio ha applicato una percentuale di ricarico propria di prodotti forniti da terzi. Si giungeva così, da parte del consulente di parte, ad un ricavo di L. 645.470.715.
La CTR, nella propria decisione, avallava l’entità dei ricavi determinata dal C.T.U.
La contribuente propone così ricorso in cassazione affidato a due motivi. L’Ag enzia si è costituita con controricorso per resistere all’impugnativa.
Veniva nel presente giudizio depositata una memoria di parte ricorrente, priva di data, intestata a questa procedura, con cui si chiedeva la sospensione del giudizio per sopravvenuta definizione agevolata in base all’art. 6 del d.l. 23 ottobre 2018, n. 119.
Tuttavia, in tale istanza si indicava la sentenza della CTR n. 18 del 2012, laddove il presente giudizio ha ad oggetto la sentenza n. 19 del 2013.
Sempre nell’istanza era indicato l’ avviso di accertamento NUMERO_DOCUMENTO, mentre nella specie si tratta dell’avviso NUMERO_DOCUMENTO, come da intestazione della sentenza impugnata. In ogni caso è in atti il decreto 13 maggio 2022 di questa Corte con cui, proprio con riferimento all’avviso NUMERO_DOCUMENTO , veniva estinto per definizione agevolata il procedimento RG 10449/2014.
Con memoria datata 10 novembre 2022, la ricorrente ha insistito per la declaratoria d’estinzione sulla base della domanda di definizione agevolata già depositata, di cui sopra, in allegato riprodotta nuovamente negli esatti termini riportati.
CONSIDERATO CHE:
Preliminarmente dev’essere disposto il rinvio a nuovo ruolo, per richiedere alla parte ricorrente la produzione in giudizio, se sussistente, della domanda di definizione agevolata riferentesi all’oggetto del presente giudizio (che dal ricorso in atti attiene esclusivamente alla ripresa IVA, ma dall’intestazione della sentenza impugnata atterrebbe a ILOR e IRPEF) ed il relativo avviso di accertamento, al fine di consentire a questa Corte l’avvenuto compimento o meno della fattispecie estintiva invocata, anche alla luce della presenza di altro giudizio (RG 10449/2014) definito per estinzione facendo apparentemente valere la medesima istanza di estinzione prodotta in allegato all’istanza, come emerge dalla
coincidenza fra il numero di avviso di accertamento ivi citato e quello indicato nel decreto del Presidente datato 13 maggio 2022.
P. Q. M.
Dispone che la parte ricorrente, o comunque quella più diligente, produca copia della domanda di definizione agevolata della lite riferentesi all’oggetto del presente giudizio ed il relativo avviso di accertamento, il tutto nel termine di giorni sessanta dalla comunicazione della presente ordinanza.
Dispone conseguentemente il rinvio della causa a nuovo ruolo.
Così deciso in Roma, in data 23 novembre 2022