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Deducibilità TFM amministratori: la Cassazione decide

Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, confermando le condizioni per la deducibilità TFM amministratori. La Corte ha ribadito che l’accantonamento è deducibile per competenza se il diritto all’indennità risulta da un atto scritto con data certa, anteriore all’inizio del rapporto, che ne specifichi l’importo. In assenza di tali requisiti, si applica il principio di cassa. Il ricorso è stato respinto poiché contestava un accertamento di fatto, insindacabile in sede di legittimità, relativo all’esistenza di tale documento.

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Pubblicato il 3 gennaio 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Deducibilità TFM amministratori: La Guida Completa alla Luce della Recente Ordinanza della Cassazione

La questione della deducibilità TFM amministratori rappresenta un tema di grande interesse per le società e i professionisti del settore fiscale. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha fornito chiarimenti cruciali, consolidando un orientamento giurisprudenziale ormai stabile. Analizziamo nel dettaglio la pronuncia per comprendere quali sono i requisiti indispensabili per dedurre correttamente gli accantonamenti per il Trattamento di Fine Mandato.

I Fatti di Causa: La Controversia Fiscale

Il caso ha origine da un avviso di accertamento notificato dall’Agenzia delle Entrate a una società in accomandita semplice (s.a.s.). L’amministrazione finanziaria contestava l’indebita deduzione di accantonamenti per il TFM a favore degli amministratori per un importo di quasi 68.000 euro, relativi all’anno d’imposta 2011. La tesi dell’Ufficio si basava su una constatazione: nell’anno in questione, non erano stati corrisposti compensi agli amministratori, e di conseguenza, secondo l’Agenzia, non potevano esserci quote di TFM da accantonare e dedurre.

Sia la Commissione Tributaria Provinciale che la Commissione Tributaria Regionale avevano dato ragione alla società, accogliendo i ricorsi e annullando gli atti impositivi. L’Agenzia delle Entrate, non soddisfatta, ha quindi presentato ricorso per Cassazione.

L’Unico Motivo di Ricorso dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia ha basato il suo ricorso sulla presunta violazione e falsa applicazione dell’articolo 105 del T.U.I.R. (D.P.R. 917/1986). Secondo la tesi erariale, la CTR avrebbe errato nel non applicare al TFM le stesse limitazioni quantitative previste per il TFR dei lavoratori dipendenti. In pratica, l’Agenzia sosteneva che l’accantonamento annuale deducibile non potesse superare l’importo della retribuzione annua diviso per il coefficiente 13,5. Inoltre, l’Agenzia ha sottolineato che il diritto alla deduzione è condizionato all’esistenza di un atto con data certa, anteriore all’inizio del rapporto, che stabilisca l’indennità e il suo ammontare.

La Deducibilità TFM Amministratori secondo la Cassazione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendolo in parte infondato e in parte inammissibile. La decisione si fonda su principi ormai consolidati in materia di deducibilità TFM amministratori.

Il Principio di Competenza e i Requisiti Fondamentali

La Corte ha ribadito un principio chiave: le quote accantonate per il TFM possono essere dedotte secondo il principio di competenza, ma solo a determinate condizioni. È necessario che la previsione del trattamento risulti da un atto scritto avente data certa anteriore all’inizio del rapporto di amministrazione. Questo documento deve, inoltre, specificare l’importo dell’indennità.

Se questi presupposti mancano, la deducibilità del costo non segue più il principio di competenza, ma quello di cassa. Ciò significa che la società potrà dedurre l’importo solo nell’esercizio in cui il TFM viene effettivamente corrisposto all’amministratore.

La Corte ha anche escluso, come già fatto in precedenti pronunce, che al TFM si applichino automaticamente le rigide regole di calcolo previste dall’art. 2120 del Codice Civile per il TFR dei lavoratori subordinati.

Inammissibilità del Motivo di Ricorso sulla “Data Certa”

Un punto cruciale della decisione riguarda l’inammissibilità della censura relativa alla mancanza dell’atto con data certa. La Corte ha osservato che la CTR, nel suo giudizio di merito, aveva accertato l’esistenza di un verbale di assemblea dell’8 marzo 2011 che stabiliva espressamente l’accantonamento e il suo “quantum”.

Poiché questo costituisce un accertamento in fatto, non può essere riesaminato in sede di legittimità dalla Corte di Cassazione. L’Agenzia delle Entrate non ha preso una posizione specifica contro questa affermazione fattuale della CTR, rendendo il suo motivo di ricorso su questo punto inammissibile.

Le Motivazioni della Decisione

Le motivazioni della Corte si basano sulla distinzione tra la disciplina del TFR per i dipendenti e quella del TFM per gli amministratori. Mentre la prima è rigidamente normata, la seconda trova la sua fonte in pattuizioni negoziali. Per questo motivo, ai fini fiscali, è fondamentale che l’accordo che istituisce il TFM sia formalizzato in un atto con data certa e anteriore, per evitare che la sua determinazione avvenga a posteriori con finalità elusive. La presenza di tale atto, accertata nel merito dalla CTR, ha reso legittima l’applicazione del principio di competenza da parte della società, anche in assenza di compensi erogati nello stesso anno. La Corte ha quindi confermato che l’onere deducibile matura per competenza con l’accantonamento annuale, a patto che i requisiti formali e sostanziali siano rispettati fin dall’origine.

Conclusioni

L’ordinanza conferma un orientamento consolidato e offre importanti indicazioni pratiche per le società. Per garantire la deducibilità TFM amministratori secondo il principio di competenza, è imprescindibile che le aziende si dotino di un verbale di assemblea o di altro atto scritto, con data certa anteriore alla nomina dell’amministratore, che definisca chiaramente il diritto all’indennità e i criteri per la sua quantificazione. In assenza di questa formalizzazione preventiva, il costo sarà deducibile solo al momento dell’effettivo pagamento, con evidenti svantaggi in termini di pianificazione fiscale.

Quando sono deducibili gli accantonamenti per il TFM degli amministratori secondo il principio di competenza?
Gli accantonamenti per il TFM sono deducibili per competenza a condizione che il diritto all’indennità e il suo importo risultino da un atto scritto avente data certa, anteriore all’inizio del rapporto di amministrazione.

Le regole di calcolo previste per il TFR dei lavoratori dipendenti si applicano anche al TFM degli amministratori?
No, la Corte di Cassazione ha escluso che le norme specifiche per il calcolo del TFR dei dipendenti (come il divisore 13,5 sulla retribuzione annua) si applichino automaticamente al TFM degli amministratori, la cui disciplina deriva da accordi negoziali.

Cosa succede se manca un atto scritto con data certa che stabilisce il TFM?
In mancanza di un atto scritto con data certa anteriore all’inizio del rapporto che ne specifichi l’importo, il costo per il TFM non può essere dedotto per competenza tramite accantonamenti annuali. La sua deducibilità seguirà il principio di cassa, e quindi il costo potrà essere dedotto solo nell’esercizio in cui l’indennità verrà effettivamente corrisposta all’amministratore.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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