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Decorrenza interessi rimborso IRES: il contrasto

La Corte di Cassazione ha analizzato il contrasto giurisprudenziale relativo alla decorrenza interessi rimborso IRES spettante a seguito della deducibilità IRAP del 10%. La controversia nasce dalla necessità di stabilire se gli interessi debbano essere calcolati a partire dalla data di entrata in vigore della norma agevolativa o dalla presentazione dell’istanza di rimborso originaria. Data la presenza di orientamenti divergenti all’interno della stessa sezione, i giudici hanno disposto il rinvio alla pubblica udienza per garantire un’interpretazione univoca della norma.

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Pubblicato il 29 marzo 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Decorrenza interessi rimborso IRES: la Cassazione affronta il contrasto giurisprudenziale

La determinazione della corretta decorrenza interessi rimborso IRES rappresenta un tema centrale per molte società che hanno richiesto la restituzione di imposte versate in eccedenza. Recentemente, la Corte di Cassazione è intervenuta con un’ordinanza interlocutoria per fare chiarezza su un conflitto interpretativo che divide i giudici di legittimità, riguardante specificamente i rimborsi derivanti dalla deducibilità forfettaria dell’IRAP.

Il caso e il contrasto sulla decorrenza interessi rimborso IRES

La vicenda trae origine dal ricorso presentato dall’Agenzia delle Entrate contro la decisione di una Commissione Tributaria Regionale. Al centro della disputa vi è un primario istituto bancario che ha richiesto il rimborso IRES basandosi sull’articolo 6 del D.L. n. 185/2008. Il punto critico non riguarda il diritto al rimborso in sé, ma il momento esatto da cui devono iniziare a maturare gli interessi spettanti al contribuente. Esistono infatti due correnti di pensiero opposte all’interno della Suprema Corte che rendono incerta l’applicazione della norma.

Le due tesi contrapposte

Il primo orientamento sostiene che gli interessi debbano decorrere esclusivamente dalla data di entrata in vigore della disposizione legislativa che ha introdotto il beneficio. Al contrario, una seconda tesi, più favorevole al contribuente, ritiene che la decorrenza debba essere ancorata alla data di presentazione dell’istanza di rimborso originaria, anche se questa è avvenuta prima dell’entrata in vigore della legge specifica.

La decisione della Corte

I giudici della quinta sezione civile hanno rilevato che questa divergenza interpretativa crea un’incertezza del diritto non trascurabile. Da un lato, la sentenza n. 16566/2023 punta sulla vigenza della norma; dall’altro, la sentenza n. 11262/2023 valorizza il momento della domanda amministrativa. Per risolvere questo stallo, la Corte ha deciso di non emettere una sentenza immediata ma di rinviare la causa a nuovo ruolo per una trattazione in pubblica udienza.

Le motivazioni

Le motivazioni alla base di questa scelta risiedono nella necessità di garantire l’uniformità dell’applicazione del diritto. Il contrasto giurisprudenziale interno alla sezione tributaria impedisce una decisione univoca e richiede un approfondimento collegiale più ampio. La questione della decorrenza interessi rimborso IRES ha un impatto economico rilevante, poiché lo scarto temporale tra le due date può comportare differenze sostanziali nelle somme liquidate ai contribuenti.

Le conclusioni

In conclusione, l’ordinanza interlocutoria segna un momento di attesa fondamentale per il diritto tributario. La futura decisione in pubblica udienza dovrà stabilire un principio di diritto definitivo che possa guidare sia l’amministrazione finanziaria che i contribuenti. Risolvere il dubbio sulla decorrenza interessi rimborso IRES permetterà di stabilizzare i rapporti pendenti e di offrire criteri certi per il calcolo degli accessori del credito d’imposta, evitando ulteriori contenziosi basati su interpretazioni oscillanti della normativa vigente.

Qual è il tema principale del contrasto giurisprudenziale?
Il conflitto riguarda il momento esatto in cui iniziano a maturare gli interessi sui rimborsi IRES legati alla deduzione IRAP del 10%.

Quali sono le due date di decorrenza ipotizzate?
Le due opzioni sono la data di entrata in vigore del D.L. 185/2008 oppure la data di presentazione della domanda di rimborso originaria.

Cosa ha deciso la Cassazione con l’ordinanza interlocutoria?
La Corte ha rinviato la causa a una pubblica udienza per risolvere il contrasto tra i diversi orientamenti dei giudici.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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