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Decadenza TARI: quando scade il potere di accertamento

La Corte di Cassazione ha confermato l’annullamento di un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti (TARES 2013) notificato da un Comune a un’impresa balneare. La Corte ha stabilito che la notifica, avvenuta nel 2019, era tardiva perché il termine di decadenza TARI di cinque anni era scaduto il 31 dicembre 2018. Il caso chiarisce che il termine per l’accertamento decorre dall’anno in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata, consolidando un importante principio a tutela del contribuente.

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Pubblicato il 9 gennaio 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Decadenza TARI: La Cassazione fissa i paletti per l’accertamento del Comune

L’ordinanza n. 29154/2024 della Corte di Cassazione offre un chiarimento fondamentale sui termini entro cui i Comuni possono notificare gli avvisi di accertamento per i tributi sui rifiuti. Il principio della decadenza TARI rappresenta una garanzia essenziale per il contribuente, stabilendo un limite temporale invalicabile all’azione impositiva dell’ente locale. La vicenda, che ha visto contrapposti un Comune e un’impresa balneare, ruota attorno a un secondo avviso di accertamento notificato oltre il termine di cinque anni, sollevando la questione cruciale del momento esatto da cui tale termine inizia a decorrere.

I Fatti di Causa: Un Avviso di Accertamento Tardivo

La controversia trae origine da un avviso di accertamento per la TARES relativa all’anno 2013, emesso da un Comune nei confronti di una società che gestisce uno stabilimento balneare. L’ente locale contestava l’utilizzo di una superficie imponibile maggiore rispetto a quella dichiarata. Un primo avviso era già stato annullato in sede giudiziale con sentenza definitiva. Successivamente, il 16 dicembre 2019, il Comune notificava un secondo avviso per la medesima annualità.

La società contribuente impugnava anche questo secondo atto, ottenendone l’annullamento sia in primo che in secondo grado. I giudici di merito, pur con motivazioni diverse, avevano ritenuto l’azione del Comune illegittima. In particolare, la Commissione Tributaria Regionale aveva rilevato la tardività della notifica, sostenendo che l’avviso avrebbe dovuto essere emesso entro il 31 dicembre 2018.

La Questione della Decadenza TARI: L’analisi della Cassazione

La Corte di Cassazione, investita della questione dal ricorso del Comune, ha confermato la decisione dei giudici di merito, ma ha colto l’occasione per precisare in modo definitivo la normativa applicabile e il corretto calcolo del termine di decadenza.

Il punto centrale della decisione risiede nell’interpretazione dell’art. 1, comma 161, della Legge n. 296/2006. Questa norma stabilisce che gli avvisi di accertamento per i tributi locali devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati.

Il Calcolo del Termine di Decadenza

La Corte ha chiarito il concetto di “anno in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere effettuata”. Richiamando una giurisprudenza ormai consolidata, ha spiegato che, per le occupazioni di immobili già in corso all’inizio dell’anno (e comunque prima del 20 gennaio), il termine per la presentazione della denuncia dei locali tassabili scade il 20 gennaio di quello stesso anno.

Di conseguenza, per un’occupazione relativa all’anno d’imposta 2013 e già esistente al 20 gennaio 2013, il quinquennio inizia a decorrere proprio dal 2013. Il calcolo è quindi il seguente: 2013 (anno di riferimento) + 5 anni. Il termine ultimo per la notifica scadeva improrogabilmente il 31 dicembre 2018.

Poiché l’avviso di accertamento in questione è stato notificato solo il 16 dicembre 2019, l’azione del Comune è risultata tardiva e il suo potere di accertamento era ormai estinto per decadenza.

Le motivazioni della decisione

La Suprema Corte ha motivato la sua decisione rigettando le argomentazioni del Comune e consolidando un orientamento giurisprudenziale chiaro. La motivazione si fonda sulla necessità di garantire certezza giuridica nei rapporti tra fisco e contribuente, stabilendo un limite temporale preciso all’azione impositiva. La Corte ha sottolineato che la Legge n. 296/2006 ha voluto unificare i termini di accertamento per tutti i tributi comunali e provinciali, superando le precedenti discipline frammentarie. Il combinato disposto dell’art. 70 del d.lgs. n. 507/1993 (che fissa al 20 gennaio il termine per la denuncia) e dell’art. 1, comma 161, della L. n. 296/2006 (che stabilisce il quinquennio) non lascia spazio a interpretazioni diverse. L’annullamento di un precedente avviso non concede all’ente locale un nuovo termine per agire, dovendo comunque rispettare il termine di decadenza originario. La decisione, pertanto, ribadisce che il potere impositivo non è illimitato nel tempo e deve essere esercitato entro i confini perentori stabiliti dal legislatore, a pena di invalidità dell’atto emesso.

Le conclusioni: Implicazioni Pratiche per Contribuenti e Comuni

Questa pronuncia ha importanti conseguenze pratiche. Per i contribuenti, essa rafforza la tutela contro pretese fiscali tardive. In caso di ricezione di un avviso di accertamento per TARI, TARES o TARSU, è fondamentale verificare non solo il merito della pretesa, ma anche e soprattutto la data di notifica. Se l’atto è stato notificato oltre il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di riferimento, è molto probabile che sia illegittimo per intervenuta decadenza.

Per i Comuni, la sentenza rappresenta un monito a esercitare il proprio potere di accertamento con tempestività ed efficienza, monitorando attentamente le scadenze per non perdere il diritto al recupero dei tributi evasi. L’inerzia o il ritardo nell’azione amministrativa si traducono, infatti, nella perdita definitiva del potere impositivo.

Qual è il termine di decadenza per la notifica di un avviso di accertamento TARI/TARES?
L’avviso di accertamento deve essere notificato, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento avrebbero dovuto essere effettuati, secondo l’art. 1, comma 161, della Legge n. 296/2006.

Da quando inizia a decorrere il termine di cinque anni per l’accertamento della TARI/TARES?
Il termine decorre dall’anno d’imposta di riferimento, se l’occupazione dell’immobile è già in corso al 20 gennaio di quell’anno. Ad esempio, per la TARI 2013, il termine di cinque anni è scaduto il 31 dicembre 2018.

Se un primo avviso di accertamento viene annullato, il Comune può notificarne un altro per la stessa annualità?
Sì, il Comune può emettere un nuovo avviso, ma solo a condizione che non sia ancora scaduto il termine di decadenza di cinque anni. L’annullamento del primo atto non fa ripartire da capo né sospende il termine per l’esercizio del potere impositivo.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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