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Decadenza agevolazioni agricole: la Cassazione decide

Una società agricola, dopo aver acquistato un terreno beneficiando delle agevolazioni per la piccola proprietà contadina, lo ha concesso in affitto a un’altra società prima dei cinque anni previsti dalla legge. L’Amministrazione Finanziaria ha contestato l’operazione, chiedendo la restituzione delle imposte. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell’Agenzia, stabilendo che la decadenza delle agevolazioni agricole non si verifica se esiste una ‘perfetta sovrapponibilità’ tra la società acquirente e quella affittuaria, tale da garantire la continuità della gestione agricola e il mantenimento dello scopo della norma agevolativa.

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Pubblicato il 29 agosto 2025 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Decadenza Agevolazioni Agricole: La Cassazione salva il beneficio in caso di affitto a società ‘sorella’

La questione della decadenza delle agevolazioni agricole è un tema cruciale per gli operatori del settore. Un’ordinanza recente della Corte di Cassazione ha fornito chiarimenti importanti, stabilendo che affittare un fondo a una società strettamente collegata non comporta automaticamente la perdita dei benefici fiscali, a condizione che sia garantita la continuità dell’attività agricola. Analizziamo insieme questa decisione.

I Fatti del Caso: Un Terreno Agricolo tra Due Società

Una società agricola aveva acquistato un fondo rustico nel 2011, usufruendo delle agevolazioni fiscali previste per la piccola proprietà contadina. La normativa impone di non cessare la coltivazione diretta e di non alienare il fondo per un periodo di cinque anni. Tuttavia, prima della scadenza di tale termine, nel 2015, la società ha concesso il terreno in affitto a un’altra società agricola.

Di conseguenza, l’Amministrazione Finanziaria ha emesso un avviso di liquidazione per recuperare le imposte ordinarie, ritenendo che l’operazione avesse violato le condizioni per il mantenimento del regime agevolato, causando così la decadenza delle agevolazioni agricole.

La Difesa del Contribuente

La società contribuente si è opposta, sostenendo che le due società, quella acquirente e quella affittuaria, avevano la medesima compagine societaria e gli stessi amministratori. Questa ‘perfetta sovrapponibilità’ garantiva, a suo dire, la continuità nella coltivazione diretta del fondo, rispettando la ratio della norma agevolativa.

L’Iter Giudiziario e la questione della Decadenza Agevolazioni Agricole

Sia in primo grado (Commissione Tributaria Provinciale) che in secondo grado (Commissione Tributaria Regionale), i giudici hanno dato ragione al contribuente. Hanno riconosciuto che, data la stretta interconnessione tra le due entità, l’operazione non configurava un’interruzione dell’attività agricola che giustificasse la revoca dei benefici. L’Amministrazione Finanziaria, non soddisfatta, ha quindi proposto ricorso per cassazione.

Le Motivazioni della Cassazione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, confermando le decisioni dei gradi precedenti. Il punto centrale della motivazione risiede nel concetto di ‘accertamento in fatto’. I giudici di merito avevano verificato e confermato l’esistenza di una ‘perfetta sovrapponibilità’ tra le compagini sociali delle due società. Tale valutazione, essendo di natura fattuale, non è sindacabile in sede di legittimità.

La Suprema Corte ha richiamato un suo precedente (Cass. n. 15905/2022), secondo cui l’esclusione della decadenza opera anche quando l’affitto o la vendita avvengono a favore di una società composta esclusivamente da soci legati da vincoli familiari stretti con il beneficiario originario. Nel caso di specie, il legame era ancora più forte, poiché i soci erano gli stessi. Pertanto, il requisito della continuità della gestione agricola era pienamente soddisfatto.

La Corte ha concluso che la doglianza dell’Amministrazione Finanziaria era inammissibile, in quanto mirava a ottenere una nuova valutazione dei fatti, compito precluso alla Corte di Cassazione.

Conclusioni: L’Importanza della Sostanza sulla Forma

Questa ordinanza rafforza un principio di fondamentale importanza nel diritto tributario: la prevalenza della sostanza sulla forma. La decadenza delle agevolazioni agricole non scatta in modo automatico per il solo fatto di un’operazione formalmente traslativa come un contratto di affitto. Ciò che conta è lo scopo della norma: incentivare e mantenere la coltivazione agricola. Se questo scopo è salvaguardato, come nel caso di un passaggio di gestione tra due società ‘sorelle’ che garantiscono la continuità operativa, il beneficio fiscale deve essere mantenuto. La decisione offre quindi una maggiore certezza giuridica agli imprenditori agricoli che strutturano le proprie attività attraverso più veicoli societari.

Si perdono le agevolazioni per la piccola proprietà contadina se il terreno viene affittato entro cinque anni dall’acquisto?
Non necessariamente. Secondo la Corte, se l’affitto avviene a favore di una società che presenta una ‘perfetta sovrapponibilità’ (stessi soci, stessi amministratori) con la società acquirente, tale da garantire la continuità della coltivazione diretta del fondo, le agevolazioni non decadono.

Cosa intende la Cassazione per ‘perfetta sovrapponibilità’ tra due società?
Si riferisce a una situazione fattuale in cui le due entità giuridiche, pur essendo formalmente distinte, sono gestite e controllate dagli stessi soggetti, avendo la medesima compagine sociale e i medesimi amministratori. Questo garantisce che l’attività economica e la gestione del bene (in questo caso, il fondo agricolo) proseguano senza soluzione di continuità.

L’affitto di un fondo a una società ‘sorella’ causa la decadenza delle agevolazioni agricole?
No, sulla base di questa ordinanza, l’affitto a una società ‘sorella’ (con medesima compagine sociale) non causa la decadenza, perché la Corte ritiene che un’operazione del genere non violi la ratio della norma agevolativa, che è quella di assicurare la continuazione dell’attività agricola sul fondo.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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