LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

COSAP viadotto autostradale: chi deve pagare

La Corte d’Appello ha stabilito che una società concessionaria autostradale è tenuta al pagamento del COSAP viadotto autostradale per l’intero ingombro del viadotto che sovrasta una strada comunale. Anche se i terreni sottostanti sono in parte di proprietà di terzi, l’occupazione del soprasuolo pubblico comunale giustifica l’applicazione del canone, poiché la finalità di lucro della concessionaria esclude l’esenzione prevista per lo Stato.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 6 marzo 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

COSAP viadotto autostradale: le regole per le concessionarie

Il tema del COSAP viadotto autostradale è tornato al centro del dibattito giuridico a seguito di una rilevante pronuncia della Corte d’Appello. La questione riguarda l’obbligo per le società che gestiscono le autostrade di pagare il canone di occupazione ai Comuni per i viadotti che sovrastano la viabilità locale.

I fatti traggono origine dall’opposizione di una società concessionaria contro diversi avvisi di accertamento emessi per l’occupazione del soprasuolo comunale. La società sosteneva di non dover corrispondere il canone per diverse ragioni, tra cui la propria natura di gestore di un servizio pubblico e l’intestazione catastale dei terreni sottostanti il viadotto, non interamente appartenenti al Comune.

L’occupazione del soprasuolo e il COSAP viadotto autostradale

In primo grado, il Tribunale aveva parzialmente accolto le ragioni della concessionaria, riducendo la superficie tassabile ai soli mappali effettivamente intestati al Comune. Tuttavia, la Corte d’Appello ha ribaltato questa visione, stabilendo un principio fondamentale: ai fini del COSAP viadotto autostradale, ciò che conta è l’occupazione di fatto dello spazio aereo che sovrasta la strada pubblica.

La decisione chiarisce che il dato catastale non è dirimente. Anche se il terreno sotto il ponte risulta intestato a terzi, se l’area è funzionalmente destinata alla viabilità comunale, l’intera proiezione del viadotto deve essere soggetta a tassazione. Questo perché l’infrastruttura autostradale sottrae spazio alla collettività e crea un uso esclusivo del soprasuolo da parte di un soggetto privato.

Tassazione e COSAP viadotto autostradale per i concessionari

Un altro punto cruciale della controversia riguarda l’eventuale esenzione soggettiva delle concessionarie. Molte società sostengono di essere equiparabili allo Stato e quindi esenti dal pagamento dei tributi locali. La giurisprudenza citata dalla Corte ha però confermato che tale esenzione non si applica ai soggetti privati che operano con finalità di lucro, pur gestendo un servizio di pubblica utilità. Il canone ha infatti natura remunerativa per l’uso particolare di un bene pubblico.

Infine, è stata affrontata la validità procedurale degli avvisi di accertamento. La Corte ha stabilito che non è necessaria una preventiva diffida ad adempiere se l’avviso di accertamento contiene già tutti gli elementi per la messa in mora e l’intimazione al pagamento, assolvendo così alla funzione di garanzia per il contribuente.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte d’Appello si fondano sulla distinzione tra la proprietà del suolo e l’esercizio della potestà impositiva sul soprasuolo. Il giudice ha evidenziato come l’art. 25 del Codice della Strada imponga che ogni attraversamento della viabilità locale sia autorizzato dall’ente proprietario. L’assenza di una concessione formale non esonera dal pagamento, ma qualifica l’occupazione come ‘di fatto’, rendendo comunque dovuto il canone. Inoltre, è stato ribadito che l’autostrada, pur appartenendo al demanio statale, non neutralizza la rilevanza giuridica dell’area comunale sottostante, che subisce una compressione dell’uso pubblico generale a vantaggio della concessionaria.

Le conclusioni

Le conclusioni tratte dal provvedimento confermano la piena legittimità della pretesa tributaria comunale sull’intera superficie di proiezione del manufatto. Le implicazioni pratiche per le amministrazioni locali e le società di gestione sono evidenti: il calcolo della superficie tassabile deve basarsi sull’effettivo ingombro dell’opera sopra la viabilità pubblica, indipendentemente dalle risultanze delle mappe catastali. Questo orientamento rafforza il potere dei Comuni nel recupero delle somme dovute per l’occupazione di spazi pubblici da parte di grandi infrastrutture, garantendo un ristoro alla collettività per l’uso speciale dei beni comuni.

È necessaria una diffida separata prima dell’avviso di accertamento?
No, se l’avviso di accertamento contiene l’intimazione al pagamento entro 60 giorni e l’indicazione dettagliata della pretesa, esso assolve pienamente alla funzione di diffida e messa in mora.

Il concessionario autostradale gode dell’esenzione prevista per lo Stato?
No, la concessionaria è un operatore economico privato che agisce con finalità di lucro e non può beneficiare dell’esenzione soggettiva riservata esclusivamente agli enti pubblici.

La proprietà del terreno sottostante influisce sul calcolo del canone?
No, il canone è dovuto per l’occupazione del soprasuolo sopra una strada comunale; pertanto rileva l’intera proiezione del viadotto sull’area destinata alla viabilità pubblica, a prescindere dalle intestazioni catastali dei terreni.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conerence call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati