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Confisca per contrabbando: la Cassazione attende le SU

La Corte di Cassazione, con un’ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione su un caso di confisca per contrabbando. Il caso riguarda un’opera d’arte importata con parziale evasione dell’IVA. La Corte ha rinviato il giudizio in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite sulla questione se, in casi simili, la confisca sia una misura obbligatoria o discrezionale. La Commissione tributaria regionale aveva precedentemente annullato la confisca disposta dall’Agenzia delle Dogane.

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Pubblicato il 8 febbraio 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Confisca per contrabbando: la Cassazione attende la pronuncia delle Sezioni Unite

L’ordinanza interlocutoria n. 10382/2024 della Corte di Cassazione affronta un tema cruciale nel diritto tributario doganale: l’obbligatorietà della confisca per contrabbando in caso di evasione dell’IVA all’importazione. La Suprema Corte ha scelto di non decidere, rinviando la causa in attesa di un intervento chiarificatore delle Sezioni Unite, segnalando l’esistenza di un importante dibattito giuridico sulla natura di questa sanzione.

I Fatti di Causa

La vicenda trae origine dall’importazione dagli Stati Uniti di un’opera d’arte. Le autorità doganali accertavano una parziale evasione dell’IVA dovuta sull’importazione e, di conseguenza, disponevano la confisca del bene, ritenendolo corpo del reato di contrabbando. Il contribuente impugnava il provvedimento e la Commissione Tributaria Regionale, pur confermando l’irregolarità fiscale, annullava la confisca.

Contro questa decisione, l’Agenzia delle Dogane proponeva ricorso per cassazione, sostenendo che la normativa vigente impone la confisca come misura obbligatoria e non discrezionale in presenza di un’evasione dell’IVA all’importazione, che integra gli estremi del contrabbando.

La Questione sulla Confisca per Contrabbando

Il nucleo del contendere è puramente giuridico: la confisca prevista dal Testo Unico delle Leggi Doganali (TULD) in caso di contrabbando è una sanzione che deve essere applicata automaticamente una volta accertato l’illecito, oppure è una misura che l’autorità può decidere di applicare o meno, valutando le circostanze del caso concreto? L’Agenzia ricorrente ha sostenuto con forza la prima tesi, basandosi su una lettura rigorosa degli articoli 292 e 301 del d.P.R. 43/1973.

La decisione della Commissione Tributaria Regionale, invece, si era orientata verso un’interpretazione che lasciava margini di valutazione, portando alla revoca della misura ablativa.

Le Motivazioni della Sospensione

La Quinta Sezione della Corte di Cassazione, investita della decisione, ha rilevato che la stessa identica questione è già stata oggetto di due diverse ordinanze di rimessione alle Sezioni Unite. Questo significa che all’interno della stessa Corte esistono orientamenti interpretativi non univoci, rendendo necessario l’intervento del massimo organo nomofilattico per stabilire un principio di diritto definitivo e vincolante per tutti.

Di fronte a questa situazione, e per evitare possibili contrasti giurisprudenziali, la Corte ha ritenuto opportuno non pronunciarsi e sospendere il giudizio. Con un’ordinanza interlocutoria, ha disposto il “rinvio della causa a nuovo ruolo”, congelando di fatto il procedimento fino a quando le Sezioni Unite non avranno sciolto il nodo interpretativo.

Le Conclusioni e le Implicazioni Pratiche

La decisione di attendere il verdetto delle Sezioni Unite, sebbene interlocutoria, ha implicazioni significative. Dimostra la complessità e l’importanza della questione relativa alla natura della confisca per contrabbando. L’esito della pronuncia delle Sezioni Unite non influenzerà solo questo caso specifico, ma creerà un precedente fondamentale per tutte le future controversie in materia. Si stabilirà in modo chiaro se, a fronte di un’evasione dell’IVA all’importazione, lo Stato debba sempre procedere alla confisca dei beni o se vi sia spazio per una valutazione caso per caso. Per ora, gli operatori del settore e i contribuenti restano in attesa di un chiarimento definitivo da parte del supremo organo della giurisprudenza italiana.

Qual è la principale questione giuridica affrontata nell’ordinanza?
La questione principale è se la confisca dei beni in caso di contrabbando con evasione dell’IVA all’importazione sia una misura obbligatoria o se la sua applicazione sia discrezionale.

Perché la Corte di Cassazione ha deciso di non emettere una sentenza definitiva?
La Corte ha sospeso il giudizio perché la medesima questione è già stata rimessa all’esame delle Sezioni Unite della Cassazione a causa di contrasti interpretativi. Ha quindi preferito attendere la loro decisione per garantire l’uniformità del diritto.

Qual era stata la decisione della Commissione Tributaria Regionale?
La Commissione Tributaria Regionale aveva revocato la confisca disposta dall’Agenzia delle Dogane, pur respingendo nel resto l’appello del contribuente.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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