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Canone demaniale: stop aumenti su opere dei privati

La Corte di Cassazione ha confermato l’illegittimità della rideterminazione del canone demaniale operata da un Comune nei confronti di una società di gestione di un porto turistico. La controversia riguardava l’applicazione degli aumenti basati sui valori di mercato introdotti dalla Legge Finanziaria 2007. La Corte ha stabilito che, per le concessioni infrastrutturali rilasciate prima del 2007, i nuovi criteri non possono applicarsi indiscriminatamente alle opere realizzate dal concessionario che non sono ancora state acquisite al patrimonio dello Stato. Il canone demaniale deve quindi essere parametrato esclusivamente ai beni originari o alle opere realizzate a spese dell’amministrazione.

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Pubblicato il 30 marzo 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Canone demaniale: limiti agli aumenti per i porti turistici

La determinazione del canone demaniale per le strutture dedicate alla nautica da diporto rappresenta un tema di forte tensione tra Pubblica Amministrazione e investitori privati. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito i confini applicativi degli aumenti tariffari introdotti dal legislatore, tutelando chi ha realizzato infrastrutture a proprie spese.

Il caso delle concessioni infrastrutturali

La vicenda trae origine dall’impugnazione di alcuni provvedimenti comunali che avevano rideterminato al rialzo i canoni dovuti da una società per la gestione di un porto turistico. L’amministrazione aveva applicato i criteri di mercato previsti dalla Legge Finanziaria 2007, estendendoli anche a concessioni in corso rilasciate precedentemente. Il punto centrale della disputa riguardava se tali aumenti potessero colpire anche le opere costruite dal concessionario in adempimento degli obblighi contrattuali.

La distinzione tra beni originari e opere realizzate

La giurisprudenza costituzionale e di legittimità ha tracciato una netta distinzione tra le concessioni puramente turistico-ricreative e quelle infrastrutturali. Nelle seconde, il privato sostiene ingenti investimenti per costruire moli, banchine e strutture che diventeranno di proprietà dello Stato solo al termine della concessione. Applicare un canone basato sul valore di mercato di queste opere prima della loro acquisizione demaniale altererebbe l’equilibrio economico del contratto.

L’onere della prova a carico dell’Amministrazione

Un aspetto fondamentale della decisione riguarda l’onere probatorio. La Corte ha ribadito che spetta all’ente concedente dimostrare che il ricalcolo del canone sia stato limitato esclusivamente ai beni demaniali già esistenti al momento del rilascio della concessione o a quelli realizzati a spese pubbliche. In assenza di tale prova, l’aumento generalizzato deve essere considerato illegittimo.

Le motivazioni

Le motivazioni della Suprema Corte si fondano su un’interpretazione costituzionalmente orientata della normativa del 2007. I giudici hanno evidenziato che l’estensione dei criteri di mercato non può essere indifferenziata. Per le concessioni rilasciate prima del 2007 che prevedono la realizzazione di impianti da parte del privato, è necessario considerare la natura dei beni all’avvio del rapporto. Poiché le opere realizzate dal concessionario acquisiscono natura demaniale solo alla scadenza del titolo (nel caso di specie dopo 75 anni), esse non possono essere incluse nella base di calcolo per gli aumenti tariffari immediati, a meno che non siano state finanziate dall’amministrazione stessa.

Le conclusioni

Le conclusioni della Corte confermano il rigetto del ricorso presentato dall’Agenzia del Demanio. Viene sancito il principio per cui il canone demaniale non può essere aumentato arbitrariamente includendo il valore di investimenti privati non ancora incamerati dallo Stato. Questa decisione garantisce la certezza del diritto per gli operatori del settore nautico, impedendo rincari inaspettati che potrebbero compromettere la sostenibilità economica di grandi progetti infrastrutturali. La sentenza sottolinea inoltre che ogni rideterminazione deve essere analitica e documentata, rispettando il sinallagma contrattuale originario.

Quando si applicano i valori di mercato al canone demaniale?
I criteri basati sui valori di mercato si applicano dal 2007, ma per le concessioni infrastrutturali riguardano solo i beni originari e non le opere costruite dal concessionario non ancora acquisite dallo Stato.

Cosa succede se il Comune non prova il corretto ricalcolo del canone?
Se l’amministrazione non dimostra di aver limitato l’aumento ai soli beni demaniali originari, i provvedimenti di rideterminazione del canone possono essere dichiarati illegittimi dal giudice.

Qual è la differenza tra concessioni turistiche e infrastrutturali?
Le concessioni infrastrutturali richiedono ingenti investimenti per la costruzione di opere che diventano pubbliche solo al termine del rapporto, giustificando una tutela maggiore contro aumenti tariffari improvvisi.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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