Sentenza di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 17126 Anno 2024
Civile Sent. Sez. 5 Num. 17126 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data pubblicazione: 21/06/2024
SENTENZA
sul ricorso iscritto al n. 2282/2022 R.G., proposto
DA
RAGIONE_SOCIALE, con sede in Torino, in persona dell’amministrat rice unica pro tempore , rappresentata e difesa dalla AVV_NOTAIO, con studio in Roma, ove elettivamente domiciliata, giusta procura in margine al ricorso introduttivo del presente procedimento;
RICORRENTE
CONTRO
lRAGIONE_SOCIALERAGIONE_SOCIALE, con sede in Roma, in persona del Direttore pro tempore , rappresentata e difesa dall’RAGIONE_SOCIALE, con sede in Roma, ove per legge domiciliata;
CONTRORICORRENTE
avverso la sentenza depositata dalla Commissione tributaria regionale del Piemonte il 16 giugno 2021, n. 438/01/2021; udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 14 maggio 2024 dal AVV_NOTAIO;
IMPOSTA DI REGISTRO ACCERTAMENTO ABUSO DEL DIRITTO
udito per la ricorrente l’ AVV_NOTAIO, in sostituzione della AVV_NOTAIO, che ha concluso per l’accoglimento ;
udito per la controricorrente l’AVV_NOTAIO, che ha concluso per il rigetto;
udito il P.M., nella persona del Sostituto Procuratore RAGIONE_SOCIALE, AVV_NOTAIO, che ha concluso per il rigetto.
FATTI DI CAUSA
1. La ‘ RAGIONE_SOCIALE‘ (società controllata per intero da lla ‘ RAGIONE_SOCIALE‘ , a sua volta interamente controllata dalla ‘ RAGIONE_SOCIALE‘ ) ha proposto ricorso per la cassazione della sentenza depositata dalla Commissione tributaria regionale del Piemonte il 16 giugno 2021, n. 438/01/2021, che, in controversia su impugnazione di avviso di rettifica e liquidazione RAGIONE_SOCIALE maggiori imposte di registro, ipotecaria e catastale, in relazione alla vendita dalla ‘ RAGIONE_SOCIALE‘ (società controllata per intero dalla ‘ RAGIONE_SOCIALE‘, a sua volta interamente controllata dalla ‘ RAGIONE_SOCIALE‘) alla ‘ RAGIONE_SOCIALE‘ , con atto notarile del 10 ottobre 2013, di immobili con destinazione abitativa in Milano alla INDIRIZZO, a seguito della decadenza dalle agevolazioni previste dall’art. 1, comma 1, sesto periodo, della tariffa -parte prima annessa al d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, per l’avveramento della condizione risolutiva della mancata rivendita entro il termine di tre anni dall’acquisto (imposta di registro in misura dell’1%, imposte ipotecaria e catastale in misura fissa), ha rigettato l’appello proposto dalla medesima nei confronti dell ‘RAGIONE_SOCIALE ntrate avverso la sentenza depositata dalla Commissione tributaria provinciale di Torino il 25 giugno 2019, n. 921/06/2019, con condanna alla rifusione RAGIONE_SOCIALE spese giudiziali.
La Commissione tributaria regionale del Piemonte ha confermato la decisione di primo grado -che aveva rigettato il ricorso originario – sul presupposto che l’atto impositivo in contestazione riguardava il titolo di acquisto della ‘ RAGIONE_SOCIALE‘ dalla ‘ RAGIONE_SOCIALE‘ , per cui non si poteva ravvisare alcuna pregiudizialità del procedimento avente ad oggetto l’impugnazione dell’atto impositivo riguardante il titolo di acquisto della ‘ RAGIONE_SOCIALE‘ dalla ‘ RAGIONE_SOCIALE‘ dinanzi alla Commissione tributaria regionale della Lombardia, né si poteva delineare la ricorrenza di una doppia imposizione gravante sul medesimo presupposto di imposta.
L’RAGIONE_SOCIALE ha resistito con controricorso.
Con conclusioni scritte, il P.M. si è espresso per il rigetto del ricorso.
Le parti hanno depositato memorie ex art. 378 cod. proc. civ.
RAGIONI DELLA DECISIONE
Il ricorso è affidato a due motivi.
1.1 Con il primo motivo, si denuncia violazione e falsa applicazione dell’art. 10 -bis della legge 27 luglio 2000, n. 212, e dei principi di capacità contributiva e proporzionalità, in relazione all’art. 360, primo comma, n. 3, cod. proc. civ., per essere stato erroneamente escluso dal giudice di secondo grado che si dovesse tener conto degli effetti fiscali complessivi dell’operazione posta in essere dalla ‘ RAGIONE_SOCIALE‘ e dalla ‘ RAGIONE_SOCIALE ‘ al fine di evitare la decadenza dalle agevolazioni usufruite per il riscatto degli immobili dalla ‘ RAGIONE_SOCIALE ‘.
1.2 Con il secondo motivo, si denuncia violazione e falsa applicazione dell’art. 39, comma 2 , del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, in relazione all’art. 360, primo comma, n. 4, cod. proc. civ., per essere stata esclusa dal giudice di
secondo grado la sussistenza di un rapporto di pregiudizialità del giudizio pendente dinanzi alla Commissione tributaria regionale della Lombardia tra l’RAGIONE_SOCIALE e la ‘ RAGIONE_SOCIALE‘ rispetto al presente giudizio tra la ‘ RAGIONE_SOCIALE‘ e l’RAGIONE_SOCIALE, facendo leva sulla « presenza di due distinti atti di compravendita, l’uno concluso tra RAGIONE_SOCIALE e COGNOME, e l’altro tra COGNOME e COGNOME ».
I suddetti motivi -la cui stretta ed intima connessione consiglia la trattazione congiunta -sono infondati.
2.1 La ricorrente lamenta la violazione o falsa applicazione del l’art. 10 -bis della legge 27 luglio 2000, n. 212 (quale introdotto dall’art. 1, comma 1, del d.lgs. 5 agosto 2015, n. 128, e modificato dall’art. 7, comma 15, del d.lgs. 24 settembre 2015, n. 156), che disciplina l’ abuso del diritto e l’e lusione fiscale, deducendo che: « Guardando al caso di specie, è dunque evidente come la rettifica operata dall’A.f. a carico di COGNOME, nonostante la precedente emissione di un distinto avviso di liquidazione nei confronti di COGNOME, sfoci in una duplicazione del prelievo fiscale sul medesimo trasferimento immobiliare, in contrasto con le previsioni dell’art. 10 -bis e con la stessa ratio RAGIONE_SOCIALE norme asseritamente eluse da COGNOME attraverso l’operazione oggetto di contestazione. Ed invero, RAGIONE_SOCIALE due l’una:
preso atto dell’assenza di sostanza economica dell’operazione contestata, in linea con le prescrizioni dell’art. 10bis, l’A.f. avrebbe dovuto disconoscere gli effetti fiscali complessivi del trasferimento disposto da COGNOME a favore di COGNOME, con conseguente recupero RAGIONE_SOCIALE sole agevolazioni indebitamente fruite dalla cedente COGNOME. Alcun recupero d’imposta avrebbe dovuto essere, per contro, disposto a carico dell’odierna ricorrente COGNOME, non avendo la
società -in linea con la tesi dell’Ufficio mai acquisito (se non su un piano di pura vestizione giuridica) la disponibilità dei fabbricati formalmente trasferiti da COGNOME ;
b) smentendo i presupposti di fondo del primo accertamento (i.e. la natura elusiva e, quindi, l’artificiosità del trasferimento degli immobili da COGNOME a COGNOME), l’A.f. avrebbe potuto procedere al recupero RAGIONE_SOCIALE agevolazioni indebitamente fruite da COGNOME, non avendo la società rivenduto nel successivo triennio gli immobili acquistati da COGNOME ».
2.2 Tuttavia, l’ impugnato avviso di liquidazione (che è stato prodotto anche nel presente procedimento) non ha contestato alla contribuente la compartecipazione (ancorché a monte del proprio acquisto) ad alcuna condotta abusiva o elusiva, che possa giustificare il richiamo all’art. 10 -bis della legge 27 luglio 2000, n. 212, essendosi limitata a comminare la revoca RAGIONE_SOCIALE agevolazioni previste, rispettivamente, dall’art. 1, comma 1, sesto periodo, della tariffa -parte prima annessa al d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, per l’imposta di registro, nonché dall’ art. 10, comma 2, del d.lgs. 31 ottobre 1990, n. 347 (quale modificato dall’art. 3, comma 15, lett. a, del d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30) e dalla nota de ll’art. 1 della tariffa annessa al d.lgs. 31 ottobre 1990, n. 347 (quale modificato dall’art. 3, comma 15, lett. b, del d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30), per le imposte catastale ed ipotecaria, « per i trasferimenti dei fabbricati o porzioni di fabbricato esenti dall’imposta sul valore aggiunto ai sensi dell’articolo 10, primo comma, numero 8-bis), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, effettuati nei confronti di
imprese che hanno per oggetto esclusivo o principale dell’attività esercitata la rivendita di beni immobili, non avendo l’impresa acquirente provveduto a ritrasferire l’immobile entro il triennio dalla data dell’atto ».
Difatti, si può leggere in motivazione che: « Nello specifico la società non ha rivenduto nei tre anni dall’acquisto gli immobili abitativi acquistati con atto notarile n. NUMERO_DOCUMENTO registrato presso l’Ufficio di Torino 4 in data 11/10/2013. Più precisamente, all’interno di tale atto, la società accertata si obbligava a trasferire le porzioni immobiliari acquistate entro tre anni dalla data di stipula. Tuttavia, nei controlli effettuati in Anagrafe Tributaria sugli immobili acquisiti usufrendo RAGIONE_SOCIALE summenzionate agevolazioni (trattasi di immobili censiti al catasto dei fabbricati del Comune di Milano F. 351, part. 119 sub. 751 -750 -730, siti in INDIRIZZO) l’Ufficio, non avendo rinvenuto alcuna rivendita relativa a tali immobili, ha proceduto col presente accertamento per il recupero RAGIONE_SOCIALE imposte dovute con le relative sanzioni e interessi », in base alla nota IIter de ll’art. 1 della tariffa – parte prima annessa al d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131.
2.3 A ben vedere, quindi, non si può lamentare una presunta « duplicazione del prelievo fiscale sul medesimo trasferimento immobiliare », deducendo che « (a)lcun recupero d’imposta avrebbe dovuto essere, per contro, disposto a carico di COGNOME, non avendo la società -in linea con la tesi dell’Ufficio mai acquisito (se non su un piano di pura vestizione giuridica) la disponibilità dei fabbricati formalmente trasferiti da COGNOME ».
Invero, nonostante la sua considerazione come mero ‘ frammento ‘ della condotta elusiva nella ricostruzione complessiva dei fatti integranti violazione dell’art. 10 -bis della
legge 27 luglio 2000, n. 212, in relazione al primo trasferimento dalla ‘ RAGIONE_SOCIALE ‘ alla ‘ RAGIONE_SOCIALE ‘, il secondo trasferimento dalla ‘ RAGIONE_SOCIALE ‘ alla ‘ RAGIONE_SOCIALE ‘ è stato, comunque, oggetto di separato avviso di liquidazione nei confronti della ‘ RAGIONE_SOCIALE‘, alla quale l’Ufficio Provinciale di Torino dell’RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE non ha contestato -come, invece, l’Ufficio dell’RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE di Milano ha fatto con la ‘ RAGIONE_SOCIALE‘ -l’elusione della disciplina sulle agevolazione fiscali, bensì la decadenza dalle agevolazioni fiscali (a propria volta invocate) per la mancata rivendita degli immobili entro il triennio dall’acquisto.
2.4 A tale proposito, quindi, la sentenza impugnata ha correttamente motivato che: « Come già correttamente osservato dal primo giudice, siamo in presenza di due distinti atti di compravendita, l’uno concluso tra ‘RAGIONE_SOCIALE‘ e COGNOME, e l’altro tra COGNOME e COGNOME, odierna appellante, per cui gli Uffici competenti hanno emesso rispettivi avvisi, così come diversi sono i soggetti sui quali tali atti sono destinati ad incidere, e differenti sono le pretese impositive fatte valere, il che porta ad escludere la ricorrenza di una doppia imposizione gravante sul medesimo presupposto d’imposta ».
2.5 Tali conclusioni portano, altresì, ad escludere che la definizione della controversia pendente tra l’RAGIONE_SOCIALE e la ‘ RAGIONE_SOCIALE‘, in ordine all’elusione fiscale, possa essere pregiudiziale rispetto alla definizione della controversia pendente tra l’RAGIONE_SOCIALE e la ‘ RAGIONE_SOCIALE‘, in ordine alla decadenza dalle predette agevolazioni , evidenziandosi l’in sussistenza dei presupposti per disporre la sospensione necessaria del presente procedimento ai sensi dell’art. 39, comma 1 -bis , del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546
(quale introdotto dall’art. 9, comma 1, lett. o, del d.lgs. 24 settembre 2015, n. 156).
Difatti, l a definizione dell’uno non costituisce indispensabile presupposto logicogiuridico dell’altro, nel senso che l’accertamento dell’antecedente venga postulato con effetto di giudicato, in modo che possa astrattamente configurarsi l’ipotesi di conflitto tra giudicati .
In conclusione, alla stregua RAGIONE_SOCIALE suesposte argomentazioni, dunque, valutandosi l’infondatezza de i motivi dedotti, il ricorso deve essere respinto.
Le spese giudiziali seguono la soccombenza e sono liquidate nella misura fissata in dispositivo.
Ai sensi dell’art. 13, comma 1 -quater , del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, si dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, a norma del comma 1bis RAGIONE_SOCIALE stesso art. 13, se dovuto
P.Q.M.
La Corte rigetta il ricorso; condanna la ricorrente alla rifusione RAGIONE_SOCIALE spese giudiziali in favore della controricorrente, liquidandole nella misura di € 9.500,00 per compensi, oltre a spese prenotate a debito; dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello previsto per il ricorso, se dovuto.
Così deciso a Roma nella camera di consiglio del 14 maggio