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Agevolazione abitazione principale: coniugi e residenza

Un contribuente si è visto negare l’agevolazione abitazione principale per l’ICI poiché la moglie risiedeva in un altro Comune. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione in attesa di un pronunciamento delle Sezioni Unite sulla questione, fondamentale per chiarire se il beneficio spetti al nucleo familiare o al singolo possessore dell’immobile.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Agevolazione Abitazione Principale: La Cassazione Sospende il Giudizio per Coniugi con Residenze Diverse

L’applicazione dell’agevolazione abitazione principale rappresenta da sempre un tema delicato, specialmente quando i componenti di un nucleo familiare, per motivi lavorativi o personali, stabiliscono la propria residenza in immobili diversi. Una recente ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione ha nuovamente acceso i riflettori su questa problematica, decidendo di sospendere un giudizio in attesa di un chiarimento definitivo da parte delle Sezioni Unite. Analizziamo la vicenda e le sue implicazioni per i contribuenti.

I Fatti del Caso

Un contribuente si è visto recapitare un avviso di accertamento per l’ICI relativa all’annualità 2010, con cui il Comune di Bologna negava il diritto all’esenzione per l’abitazione principale. La motivazione del Comune, successivamente accolta dalla Commissione Tributaria Regionale in appello, si fondava su un presupposto rigido: il contribuente e il suo nucleo familiare non dimoravano abitualmente insieme. Nello specifico, la moglie del contribuente, non legalmente separata, risiedeva e dimorava in un altro immobile situato in un diverso Comune, per il quale, peraltro, beneficiava della medesima agevolazione.

Il contribuente, soccombente in appello, ha quindi presentato ricorso alla Corte di Cassazione, lamentando la violazione della normativa sull’ICI (d.lgs. 504/1992), alla luce dei principi più recenti affermati dalla Corte Costituzionale in materia di IMU. Secondo il ricorrente, il diritto all’agevolazione dovrebbe essere legato alla residenza e dimora del singolo contribuente nell’immobile, a prescindere dalla situazione del resto del nucleo familiare.

La Questione Giuridica e l’Agevolazione Abitazione Principale

Il cuore della controversia risiede nell’interpretazione del concetto di “abitazione principale” ai fini fiscali. La normativa sull’ICI, così come quella successiva sull’IMU, lega il beneficio alla dimora abituale non solo del possessore dell’immobile ma anche del suo “nucleo familiare”.

La corte d’appello ha adottato un’interpretazione restrittiva, secondo cui se i coniugi hanno residenze separate, nessuno dei due immobili può essere considerato abitazione principale, in quanto viene a mancare il requisito della coabitazione del nucleo familiare. Tuttavia, la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 207/2022 in materia di IMU, ha aperto a un’interpretazione più moderna, valorizzando la situazione del singolo contribuente. La questione rimessa alla Cassazione era quindi se questo principio potesse essere esteso retroattivamente anche all’ICI.

La Decisione della Corte di Cassazione

La Quinta Sezione Civile della Corte di Cassazione non ha emesso una sentenza definitiva sul caso. Ha invece pronunciato un’ordinanza interlocutoria, con la quale ha deciso di rinviare la causa a nuovo ruolo, sospendendo di fatto il giudizio.

Le Motivazioni

La Corte ha rilevato che la questione fondamentale al centro del ricorso – ovvero se l’agevolazione abitazione principale ai fini ICI spetti anche quando il contribuente dimori abitualmente nell’immobile senza i suoi familiari – è già stata oggetto di un’altra ordinanza (la n. 5870 del 2023) che ha rimesso la decisione alle Sezioni Unite della Cassazione. Le Sezioni Unite hanno il compito di risolvere i contrasti giurisprudenziali e di fornire un’interpretazione univoca e definitiva su questioni di massima importanza. Pertanto, per evitare possibili contrasti e garantire certezza del diritto, il collegio ha ritenuto opportuno attendere il deposito della decisione delle Sezioni Unite prima di pronunciarsi sul caso specifico.

Conclusioni

L’ordinanza in esame conferma la profonda incertezza che ancora circonda l’applicazione dell’esenzione per l’abitazione principale per le coppie con residenze diverse, soprattutto con riferimento a imposte come l’ICI. La decisione di attendere il pronunciamento delle Sezioni Unite è un atto di prudenza volto a creare un precedente stabile e uniforme. Per i contribuenti che si trovano in situazioni analoghe, questa ordinanza significa che la loro posizione rimane in sospeso. La futura sentenza delle Sezioni Unite sarà decisiva per chiarire se il diritto all’agevolazione debba essere valutato in base alla situazione del singolo individuo o a quella dell’intero nucleo familiare, con importanti conseguenze per migliaia di casi passati e futuri.

Perché la Corte di Cassazione ha deciso di non pronunciarsi immediatamente sul caso?
La Corte ha sospeso il giudizio perché la questione giuridica fondamentale, relativa all’interpretazione del requisito del nucleo familiare per l’agevolazione ICI, è già stata rimessa alle Sezioni Unite con un’altra ordinanza. Ha quindi ritenuto opportuno attendere la loro decisione per garantire un’applicazione uniforme della legge.

Qual era la posizione della corte d’appello riguardo l’agevolazione per abitazione principale?
La corte d’appello aveva negato l’agevolazione, sostenendo che per “abitazione principale” si intende quella dove il contribuente e i suoi familiari dimorano abitualmente insieme. La residenza della moglie in un altro Comune faceva venir meno questo requisito.

Cosa dovranno stabilire le Sezioni Unite della Cassazione?
Le Sezioni Unite dovranno chiarire se, ai fini dell’applicazione dell’agevolazione ICI, sia sufficiente che il singolo contribuente possieda l’immobile e vi dimori abitualmente, anche senza i suoi familiari, estendendo potenzialmente i principi già affermati per l’IMU dalla Corte Costituzionale.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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