LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Addizionale IRES: Legittima per la Cassazione

Una società di gestione del risparmio ha contestato la legittimità costituzionale dell’addizionale IRES dell’8,5%, introdotta nel 2013 per il settore finanziario. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la piena legittimità del tributo. La Corte ha stabilito che l’imposta, sebbene straordinaria e temporanea, non era arbitraria, in quanto inserita in un contesto di interventi compensativi e finalizzata a finanziare l’abolizione della seconda rata IMU. La decisione si allinea a precedenti pronunce della Corte Costituzionale, escludendo la violazione dei principi di capacità contributiva, uguaglianza e dei presupposti per la decretazione d’urgenza.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 17 febbraio 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Addizionale IRES: la Cassazione ne conferma la legittimità

Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi sulla controversa questione dell’addizionale IRES, l’imposta supplementare dell’8,5% introdotta per il solo anno 2013 a carico delle imprese del settore creditizio e finanziario. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso di una società di gestione del risparmio, confermando la piena legittimità costituzionale del tributo e ponendo un punto fermo su un dibattito che ha animato le aule di giustizia per anni.

I Fatti del Caso

Una società operante nel settore finanziario aveva richiesto il rimborso della maggiore IRES versata per l’anno d’imposta 2013, a seguito dell’applicazione dell’addizionale introdotta dal d.l. 133/2013. A fronte del silenzio-rifiuto da parte dell’Amministrazione Finanziaria, la società aveva avviato un contenzioso, sostenendo l’incostituzionalità della norma per violazione degli articoli 3, 53 e 77 della Costituzione.

Secondo la ricorrente, il prelievo violava il principio di uguaglianza e di capacità contributiva, discriminando ingiustificatamente il settore finanziario. Inoltre, contestava la mancanza dei presupposti di straordinaria necessità ed urgenza che avrebbero legittimato il ricorso al decreto-legge.

Sia la Commissione Tributaria provinciale che quella regionale avevano respinto le doglianze della società, ritenendo le questioni di legittimità costituzionale manifestamente infondate. La società ha quindi proposto ricorso per cassazione.

La legittimità dell’Addizionale IRES secondo la Cassazione

La Corte di Cassazione, nel respingere il ricorso, ha pienamente aderito all’orientamento già consolidato della Corte Costituzionale (in particolare con le sentenze n. 52/2019 e n. 288/2019). I giudici hanno stabilito che l’introduzione dell’addizionale IRES non ha rappresentato un atto arbitrario del legislatore.

L’imposta, sebbene straordinaria e temporanea (limitata al 2013), era inserita in un contesto normativo più ampio che prevedeva anche significativi effetti compensativi per gli stessi soggetti passivi. In particolare, il legislatore aveva bilanciato il maggior prelievo con un regime più favorevole per la deducibilità di svalutazioni e perdite su crediti, attenuando così l’imposizione ordinaria Ires e Irap.

Le Motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano su tre pilastri principali:

1. Finalità Redistributiva: L’addizionale è servita a dare copertura finanziaria a un’operazione redistributiva di grande impatto sociale: l’abolizione della seconda rata dell’IMU in un periodo di grave crisi economica. Questa finalità è stata ritenuta idonea a giustificare un prelievo mirato.
2. Assenza di Arbitrarietà: La Corte ha escluso la violazione dei principi di uguaglianza (art. 3 Cost.) e di capacità contributiva (art. 53 Cost.). La scelta di colpire il settore finanziario non è stata arbitraria, ma basata su uno specifico e autonomo indice di capacità contributiva desunto dall’appartenenza a tale mercato. Inoltre, le misure compensative introdotte hanno garantito un bilanciamento degli interessi in gioco.
3. Sussistenza dei Requisiti d’Urgenza: Anche la censura relativa alla violazione dell’art. 77 della Costituzione è stata respinta. La Corte ha riconosciuto che l’imminente scadenza per il pagamento della seconda rata IMU rendeva pressante l’esigenza di un intervento normativo immediato, giustificando così il ricorso alla decretazione d’urgenza per trovare le necessarie coperture finanziarie.

Le Conclusioni

L’ordinanza in commento consolida l’interpretazione giurisprudenziale sulla legittimità dell’addizionale IRES del 2013. La decisione ribadisce che il legislatore gode di un’ampia discrezionalità nell’individuare specifici indici di capacità contributiva e nell’introdurre prelievi fiscali mirati, a condizione che tali scelte non siano palesemente arbitrarie o irragionevoli. In questo caso, la finalità redistributiva e la presenza di meccanismi compensativi hanno reso il tributo compatibile con i principi costituzionali, fornendo una chiara indicazione sui limiti e le possibilità dell’azione del legislatore in materia fiscale.

Perché l’addizionale IRES per il settore finanziario è stata considerata legittima?
La Corte ha ritenuto l’addizionale legittima perché era parte di un pacchetto di misure bilanciate, che includeva anche benefici fiscali per lo stesso settore (come una migliore deducibilità delle perdite su crediti), ed era finalizzata a finanziare un’importante operazione redistributiva, ovvero l’abolizione della seconda rata dell’IMU in un periodo di crisi economica.

L’uso di un decreto-legge per introdurre l’imposta era giustificato?
Sì. Secondo la Corte, l’imminenza della scadenza per il pagamento della seconda rata dell’IMU creava una situazione di necessità e urgenza che rendeva necessario un intervento legislativo immediato per reperire le coperture finanziarie, giustificando così l’uso della decretazione d’urgenza.

Questa imposta ha creato una discriminazione incostituzionale verso le banche e le società finanziarie?
No. La Corte ha stabilito che la scelta di colpire il settore finanziario non ha violato il principio di uguaglianza perché si basava su uno specifico e autonomo indice di capacità contributiva. Inoltre, le peculiarità del mercato finanziario (come barriere all’entrata e concorrenza limitata) giustificano un trattamento fiscale differenziato rispetto ad altri settori.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conerence call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati