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Accordo conciliativo: come chiudere il contenzioso

La Corte di Cassazione dichiara la cessazione della materia del contendere in una controversia fiscale tra l’Agenzia delle Entrate e una società di ristorazione. A seguito di un accertamento basato sul ‘tovagliometro’, le parti hanno raggiunto un accordo conciliativo durante il giudizio in Cassazione, risolvendo la lite e portando all’estinzione del processo con compensazione delle spese.

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Pubblicato il 23 gennaio 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Accordo conciliativo: la via per chiudere il contenzioso fiscale

Un accordo conciliativo tra contribuente e Amministrazione Finanziaria rappresenta uno strumento efficace per porre fine a una controversia tributaria, anche quando questa è giunta al suo ultimo grado di giudizio. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce le modalità e gli effetti di tale istituto, confermando la possibilità di estinguere il processo anche in pendenza del ricorso davanti alla Suprema Corte. Analizziamo insieme i dettagli di questo interessante caso pratico.

I Fatti: Il Contenzioso Fiscale sul “Tovagliometro”

La vicenda trae origine da due avvisi di accertamento emessi dall’Agenzia delle Entrate. Il primo era rivolto a una società di ristorazione, a cui venivano contestati maggiori ricavi, un maggior valore della produzione ai fini IRAP e maggiori operazioni imponibili ai fini IVA per l’anno 2011. Il secondo avviso era diretto al socio unico della stessa società, recuperando a tassazione IRPEF il maggior reddito derivante dagli utili extra bilancio.

La Posizione dell’Amministrazione Finanziaria

L’accertamento si basava su un metodo induttivo noto come “tovagliometro”, attraverso il quale l’Ufficio aveva stimato i ricavi non dichiarati partendo dal numero di tovaglioli utilizzati. Secondo l’Amministrazione, questo dato era sufficiente per ricostruire il volume d’affari effettivo dell’impresa.

La Difesa dei Contribuenti

La società e il socio impugnarono gli atti, vincendo in primo grado. I giudici della Commissione Tributaria Provinciale annullarono gli avvisi, ritenendo l’accertamento viziato dalla mancata applicazione di una percentuale di sfrido (scarto/spreco) sul totale dei tovaglioli considerati. Tuttavia, la Commissione Tributaria Regionale, in secondo grado, ribaltò la decisione, accogliendo l’appello dell’Ufficio. Contro questa sentenza, i contribuenti hanno proposto ricorso per cassazione.

L’Intervento dell’Accordo Conciliativo in Cassazione

Il colpo di scena arriva mentre la causa è pendente davanti alla Suprema Corte. Le parti, infatti, raggiungono un accordo conciliativo. Questo accordo prevede il riconoscimento di una percentuale di sfrido del 10% sui tovaglioli utilizzati, riducendo di conseguenza sia i maggiori ricavi contestati alla società, sia il reddito imputato al socio. A seguito di ciò, entrambe le parti hanno chiesto alla Corte di dichiarare la cessazione della materia del contendere.

La Novità Legislativa e la sua Applicazione

La Corte ha accolto l’istanza congiunta, basando la sua decisione sull’art. 48, comma 4bis, del d.lgs. 546/1992. Questa norma, recentemente introdotta, estende espressamente la possibilità di conciliazione anche alle controversie pendenti in Cassazione. I giudici hanno sottolineato come la norma sia applicabile al caso di specie, essendo il ricorso stato notificato dopo l’entrata in vigore della nuova disciplina.

Le Motivazioni della Suprema Corte

La Corte di Cassazione, preso atto dell’intervenuto accordo conciliativo e della richiesta congiunta delle parti, ha applicato la normativa vigente per definire il giudizio.

La Dichiarazione di Cessazione della Materia del Contendere

L’ordinanza ha formalmente dichiarato la “cessazione della materia del contendere”. Questo significa che, avendo le parti risolto la loro controversia in via stragiudiziale, è venuto meno l’interesse a ottenere una pronuncia del giudice. Il processo, di conseguenza, si è estinto. La decisione è stata assunta con ordinanza, come previsto dalla procedura per questi casi.

La Compensazione delle Spese e il Doppio Contributo

In linea con la natura consensuale della definizione della lite, la Corte ha disposto la compensazione delle spese di lite tra le parti: ciascuna parte, cioè, si fa carico delle proprie. Inoltre, è stato chiarito un punto importante: non sono dovuti i presupposti per il pagamento del cosiddetto “doppio contributo unificato”. Tale sanzione, infatti, si applica solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso, e non può essere estesa ai casi di estinzione del giudizio come quello derivante da un accordo conciliativo.

Le Conclusioni: L’Importanza dell’Accordo Conciliativo

Questa pronuncia ribadisce l’importanza e la flessibilità dell’accordo conciliativo come strumento deflattivo del contenzioso tributario. La possibilità di utilizzarlo anche nell’ultimo grado di giudizio offre ai contribuenti e all’Amministrazione Finanziaria una via d’uscita pragmatica e vantaggiosa, permettendo di chiudere le liti in modo certo e definitivo, con un notevole risparmio di tempo e risorse per tutti i soggetti coinvolti e per il sistema giudiziario nel suo complesso.

È possibile raggiungere un accordo conciliativo anche quando la causa è già pendente in Corte di Cassazione?
Sì, la Corte ha confermato che, in base alle recenti normative (art. 48, comma 4bis, d.lgs. 546/1992), l’accordo conciliativo è applicabile anche alle controversie pendenti davanti alla Corte di Cassazione.

Cosa succede al processo se le parti raggiungono un accordo conciliativo?
Il processo si estingue. La Corte dichiara la “cessazione della materia del contendere”, prendendo atto che la lite è stata risolta bonariamente tra le parti e non è più necessaria una sua decisione nel merito.

In caso di cessazione del contendere per accordo, si deve pagare il ‘doppio contributo unificato’?
No, la Corte ha chiarito che il doppio contributo unificato, avendo natura sanzionatoria, si applica solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso, e non in caso di estinzione del giudizio per accordo conciliativo.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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