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Accertamento socio: la motivazione per relationem basta

Un avviso di accertamento notificato a un socio di una società di persone, che si fonda su un precedente accertamento alla società, è legittimo anche se non allega quest’ultimo atto. La Corte di Cassazione ha confermato la validità della motivazione per relationem, in quanto il socio ha per legge il diritto e la possibilità di consultare i documenti sociali, compresi gli atti fiscali. La decisione sottolinea che il diritto di difesa del contribuente è tutelato dalla conoscibilità dell’atto presupposto.

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Pubblicato il 8 gennaio 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Avviso di Accertamento al Socio: Quando la Motivazione per Relationem è Valida

L’avviso di accertamento notificato al socio di una società di persone è un momento delicato, che spesso genera contenziosi. Una questione centrale riguarda la validità della motivazione per relationem, ovvero quando l’atto fiscale fa riferimento a un altro documento, come l’accertamento notificato alla società, senza allegarlo. Con l’ordinanza in esame, la Corte di Cassazione ha ribadito un principio consolidato: tale modalità è legittima, poiché il socio ha per legge gli strumenti per conoscere l’atto presupposto, senza che il suo diritto di difesa venga leso.

I Fatti di Causa

Il caso trae origine da un avviso di accertamento con cui l’Amministrazione Finanziaria rideterminava il reddito d’impresa di una società in accomandita semplice (s.a.s.) per l’anno d’imposta 2007. Di conseguenza, veniva notificato un ulteriore avviso di accertamento al socio accomandante, imputandogli una quota del maggior reddito accertato in capo alla società, oltre alle relative sanzioni.

Il socio impugnava l’atto, lamentandone l’illegittimità per difetto di motivazione. A suo dire, la mancata allegazione dell’avviso di accertamento notificato alla società gli impediva di comprendere appieno le ragioni della pretesa fiscale e di esercitare efficacemente il proprio diritto di difesa.

Mentre il giudice di primo grado respingeva il ricorso del contribuente, la Commissione Tributaria Regionale accoglieva l’appello, ritenendo fondamentale l’allegazione dell’atto presupposto. L’Amministrazione Finanziaria ricorreva quindi per Cassazione.

La Decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell’Amministrazione Finanziaria, cassando la sentenza d’appello e riaffermando la piena validità dell’operato dell’Ufficio. I giudici hanno chiarito che, in tema di accertamento delle imposte sui redditi delle società di persone, l’obbligo di motivazione è soddisfatto anche quando l’avviso notificato al socio rinvii ‘per relationem’ a quello relativo ai redditi della società, anche se notificato solo a quest’ultima.

## La motivazione per relationem e i diritti del socio

Il fulcro del ragionamento della Corte risiede nella posizione giuridica del socio. Ai sensi dell’art. 2261 del codice civile, ogni socio ha il diritto di avere dagli amministratori notizie sullo svolgimento degli affari sociali, di consultare i documenti relativi all’amministrazione e di ottenere il rendiconto.

Questo potere conferisce al socio una posizione di ‘conoscibilità’ che supera la necessità di allegazione materiale dell’atto. In altre parole, il contribuente non è un soggetto terzo ed estraneo, ma una parte integrante della compagine sociale che ha il potere e il dovere di informarsi. La Corte sottolinea come questo diritto sia concretamente realizzabile, specialmente in contesti, come quello di specie, caratterizzati da una compagine sociale ristretta (due soli soci), dove l’accesso alle informazioni è ancora più agevole.

## L’onere di conoscere e la validità della motivazione per relationem

La Cassazione ha evidenziato che in capo al socio si configura un vero e proprio ‘onere di conoscere’ gli accadimenti sociali. Pertanto, la motivazione per relationem è sufficiente a garantire il diritto di difesa. Per essere valida, essa deve comunque riprodurre il contenuto essenziale dell’atto richiamato, specificando l’oggetto, il contenuto e i destinatari. Nel caso in esame, l’avviso al socio indicava puntualmente che l’accertamento derivava dalla rettifica del reddito d’impresa della società per un importo specifico, emesso con un determinato numero di avviso di accertamento, soddisfacendo così i requisiti di chiarezza e precisione.

Le Motivazioni

La Corte ha basato la sua decisione su due pilastri normativi. Il primo è l’art. 5 del D.P.R. 917/1986 (TUIR), che sancisce il principio di trasparenza fiscale: i redditi delle società di persone sono imputati a ciascun socio indipendentemente dalla loro effettiva percezione. Il reddito del socio è una diretta conseguenza di quello della società. Il secondo pilastro è l’art. 2261 c.c., che, come visto, attribuisce al socio ampi poteri di controllo e informazione. La combinazione di queste norme rende la pretesa del contribuente di ricevere l’atto allegato infondata. Il suo diritto di difesa è pienamente tutelato dalla facoltà di richiedere e visionare la documentazione presso la sede sociale. Ritenere il contrario significherebbe imporre un adempimento formale non necessario e ignorare i doveri informativi che derivano dalla qualità stessa di socio.

Le Conclusioni

Questa ordinanza consolida un orientamento giurisprudenziale di grande importanza pratica. I soci di società di persone, in particolare in contesti a base sociale ristretta, non possono eccepire il difetto di motivazione per la mancata allegazione dell’accertamento societario. Su di loro grava un onere di diligenza nell’acquisire le informazioni relative alla gestione sociale, comprese quelle di natura fiscale. La decisione chiarisce che la tutela del diritto di difesa non si traduce in un obbligo per l’Amministrazione Finanziaria di ‘servire’ al contribuente ogni singolo documento, ma si realizza garantendone la conoscibilità attraverso gli strumenti che l’ordinamento già mette a sua disposizione.

È valido un avviso di accertamento notificato a un socio se non allega l’atto di accertamento presupposto notificato alla società?
Sì, secondo la Corte di Cassazione è valido. L’obbligo di motivazione dell’Amministrazione Finanziaria è soddisfatto se l’avviso al socio fa un chiaro riferimento (motivazione ‘per relationem’) all’accertamento societario, indicandone gli elementi essenziali.

Perché il socio di una società di persone non può semplicemente affermare di non conoscere l’avviso di accertamento notificato alla società?
Perché l’articolo 2261 del codice civile gli conferisce il diritto di consultare tutti i documenti relativi all’amministrazione della società. Questo diritto comporta un onere di attivarsi per conoscere gli accadimenti sociali, inclusi gli atti fiscali, e non può quindi giustificare un’ignoranza passiva.

Cosa deve contenere il riferimento ‘per relationem’ per essere considerato sufficiente a motivare l’atto?
Per essere sufficiente, il riferimento deve indicare le parti essenziali del documento richiamato, ovvero l’oggetto (es. accertamento del reddito d’impresa per un certo anno), il contenuto (l’importo accertato) e i destinatari (la società), in modo da permettere al contribuente di identificare con precisione l’atto presupposto.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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