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Accertamento forfettario PREU: quando è legittimo?

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 19001/2024, ha confermato la legittimità di un accertamento forfettario PREU a carico di un gestore di apparecchi da gioco. La decisione si basa sulla constatazione che i dati delle giocate erano inaffidabili, non perché alterati, ma perché era tecnicamente possibile alterarli tramite una password specifica. Questo potenziale rischio è stato ritenuto sufficiente a giustificare la determinazione induttiva dell’imposta, respingendo il ricorso del contribuente.

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Pubblicato il 30 gennaio 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Accertamento Forfettario PREU: La Sola Possibilità di Alterare i Dati Giustifica l’Imposta

L’ordinanza n. 19001 del 2024 della Corte di Cassazione affronta un tema cruciale per il settore del gioco legale: la legittimità dell’accertamento forfettario PREU (Prelievo Erariale Unico) in assenza di una prova di effettiva manomissione dei dati di gioco. La Suprema Corte ha stabilito che la mera possibilità tecnica di alterare i contatori di una slot machine è sufficiente a rendere i dati inaffidabili, giustificando così l’applicazione di un’imposta calcolata su base presuntiva.

I Fatti di Causa

Il caso nasce dal ricorso di una contribuente contro un avviso di accertamento per il PREU relativo all’anno 2009. L’accertamento riguardava apparecchi da intrattenimento con vincite in denaro che erano risultati privi del necessario nulla osta e non collegati alla rete telematica dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM).

L’Amministrazione Finanziaria, riscontrando l’impossibilità di leggere i dati delle giocate tramite i sistemi standard (programma SCAAMS), aveva proceduto a determinare l’imponibile in via induttiva, applicando un importo giornaliero forfettario. La Commissione Tributaria Regionale (CTR) aveva confermato la legittimità dell’operato dell’Agenzia, sottolineando che una perizia tecnica aveva evidenziato la possibilità di “accedere al software del contatore resettando i valori, tramite una specifica password”. Sebbene non vi fosse prova di un’avvenuta alterazione, questa vulnerabilità è stata ritenuta decisiva per minare l’affidabilità dei dati. La contribuente ha quindi presentato ricorso in Cassazione.

I Motivi del Ricorso in Cassazione

La ricorrente ha basato la sua difesa su quattro motivi principali:
1. Violazione di legge: Errata applicazione delle norme che regolano la determinazione del PREU, sostenendo che non prevedono l’obbligo di utilizzare un software specifico per la lettura dei dati.
2. Violazione dell’onere della prova: L’Ufficio non avrebbe dimostrato l’effettiva alterazione dei dati, limitandosi a evidenziare una potenziale vulnerabilità.
3. Omesso esame di un fatto decisivo: La perizia tecnica non affermava che i dati fossero stati manipolati, ma solo che fosse possibile farlo.
4. Omessa pronuncia: La CTR non si sarebbe pronunciata sul motivo d’appello relativo alla carenza di motivazione dell’avviso di accertamento.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione sull’Accertamento Forfettario PREU

La Suprema Corte ha rigettato integralmente il ricorso, fornendo chiarimenti importanti sulla logica che governa l’accertamento forfettario PREU.

### Sull’inaffidabilità dei Dati e la Legittimità dell’Accertamento Induttivo

I giudici hanno chiarito che, ai sensi dell’art. 39-quater del D.L. 269/2003, l’accertamento forfettario è previsto non solo quando i dati sono illeggibili o alterati, ma anche quando sono “memorizzati in modo non corretto”. La Corte ha interpretato questa disposizione in senso ampio: la semplice possibilità di accedere al software e resettare i contatori tramite una password costituisce una modalità di memorizzazione non corretta. Questo perché tale vulnerabilità pregiudica alla radice l’affidabilità e l’autenticità dei dati conservati, indipendentemente dal fatto che una manomissione sia effettivamente avvenuta. Di conseguenza, l’onere della prova a carico dell’Amministrazione è soddisfatto dimostrando questa potenziale alterabilità, che giustifica il ricorso al metodo induttivo.

### Sull’Inammissibilità del Motivo Relativo all’Omesso Esame

La Corte ha dichiarato inammissibile il terzo motivo di ricorso applicando il principio della cosiddetta “doppia conforme”. Poiché sia il giudice di primo grado sia la CTR avevano basato la loro decisione sulla stessa valutazione dei fatti (l’inaffidabilità dei dati a causa della possibilità di reset), alla ricorrente era preclusa la possibilità di contestare nuovamente tale accertamento fattuale in sede di legittimità.

### Sul Rigetto Implicito del Motivo sulla Carenza di Motivazione

Infine, riguardo all’omessa pronuncia, la Cassazione ha ritenuto che la CTR, confermando la validità dell’atto impositivo, abbia implicitamente rigettato anche l’eccezione sulla sua presunta carenza di motivazione. La decisione di merito sull’accertamento presuppone, logicamente, una valutazione di sufficienza della sua motivazione.

Le Conclusioni

Questa ordinanza consolida un principio di notevole importanza pratica: nel contesto dei controlli sul PREU, la garanzia di integrità dei dati è un requisito fondamentale. Non è necessario che l’Amministrazione Finanziaria provi un’effettiva frode o manipolazione. È sufficiente dimostrare l’esistenza di una vulnerabilità tecnica che consenta, anche solo in astratto, di alterare i dati delle giocate. Tale circostanza è di per sé sufficiente a qualificare i dati come inaffidabili e a legittimare l’accertamento forfettario PREU da parte dell’Agenzia. Per gli operatori del settore, ciò si traduce nella necessità di adottare sistemi che non solo registrino correttamente i dati, ma che ne garantiscano anche l’assoluta inalterabilità.

È necessario provare che i dati di una slot machine siano stati effettivamente alterati per procedere con un accertamento forfettario PREU?
No, secondo la Corte di Cassazione non è necessaria la prova dell’avvenuta alterazione. La mera possibilità tecnica di accedere al software e resettare i contatori, ad esempio tramite una password, è sufficiente a rendere i dati inaffidabili e a giustificare l’accertamento induttivo.

Quando è applicabile l’accertamento forfettario del PREU?
L’accertamento forfettario si applica quando gli apparecchi sono privi del nulla osta, non sono collegati alla rete telematica e, soprattutto, quando i dati relativi alle somme giocate non sono memorizzati, risultano illeggibili, sono memorizzati in modo non corretto o sono stati alterati. La possibilità di alterazione rientra nel caso di “memorizzazione non corretta”.

Cosa significa “doppia conforme” e come ha influito su questo caso?
La “doppia conforme” è un principio processuale che impedisce di impugnare in Cassazione una sentenza per vizi relativi all’accertamento dei fatti, se sia il tribunale di primo grado sia la corte d’appello sono giunti alla medesima conclusione sui fatti. In questo caso, ha reso inammissibile il motivo di ricorso con cui la contribuente contestava la valutazione della perizia, poiché entrambe le corti di merito l’avevano già ritenuta prova sufficiente dell’inaffidabilità dei dati.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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