Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 32341 Anno 2023
Civile Ord. Sez. 5 Num. 32341 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: PAOLITTO LIBERATO
Data pubblicazione: 21/11/2023
Catasto
ORDINANZA
sul ricorso iscritto al n. 6309/2021 R.G. proposto da RAGIONE_SOCIALE, in persona del suo Direttore p.t. , rappresentata e difesa dall’RAGIONE_SOCIALE, presso i cui uffici, in Roma, INDIRIZZO, ope legis domicilia;
-ricorrente –
contro
COGNOME NOME, con domicilio eletto in Roma, INDIRIZZO, presso lo studio dell’avvocato NOME COGNOME (domicilio digitale: EMAIL) che la rappresenta e difende;
-controricorrente – avverso la sentenza n. 2470/20, depositata il 14 agosto 2020, della Commissione tributaria regionale del Lazio;
udita la relazione della causa svolta, nella camera di consiglio del 5 luglio 2023, dal AVV_NOTAIO.
Rilevato che:
-l’RAGIONE_SOCIALE , sulla base di un solo motivo, ricorre per la cassazione della sentenza n. 2470/20, depositata il 14 agosto 2020, con la quale la Commissione tributaria regionale del Lazio ha accolto l’appello proposto da COGNOME NOME, così pronunciando in integrale riforma della decisione di prime cure che aveva disatteso l’impugnazione di avvisi di accertamento catastale con i quali, in applicazione della l. 30 dicembre 2004, n. 311, art. 1, comma 335, erano state rideterminate categoria, classe e rendita catastale di quattro unità immobiliari site in Roma (in catasto al fol. 399, p.lla 62, sub 511; p.lla 51, sub. 28; p.lla 67, sub. 6 e 20);
COGNOME NOME resiste con controricorso.
Considerato che:
-ai sensi dell’art. 360, c. 1, n. 3, cod. proc. civ. , l’RAGIONE_SOCIALE denuncia violazione e falsa applicazione di legge con riferimento alla l. 30 dicembre 2004, n. 311, art. 1, comma 335, ai principi generali in tema di motivazione degli atti in materia catastale ed all’art. 2697 cod. civ.;
si assume, in sintesi, che – tenuto conto dei presupposti legali della revisione di classamento articolata sulla procedura prevista dalla l. n. 311 del 2004, all’art. 1, c. 335 -l’avviso di accertamento impugnato era stato correttamente motivato con riferimento a detti presupposti oltreché alle ragioni che avevano concorso alla rideterminazione di categoria, classe e rendita catastale RAGIONE_SOCIALE unità immobiliari;
-soggiunge , in particolare, la ricorrente che l’atto recava l’ indicazione tanto RAGIONE_SOCIALE caratteristiche dell’unità immobiliare oggetto di revisione quanto RAGIONE_SOCIALE unità immobiliari di riferimento e che lo stesso ambito valutativo di qualità urbana ed ambientale della microzona doveva ritenersi correlato all’adozione degli atti generali assunti
dall’amministrazione ai fini della determinazione RAGIONE_SOCIALE microzone censuarie;
-premesso che la memoria di parte controricorrente è stata tardivamente depositata (il 21 luglio 2023) in data successiva alla fissata adunanza camerale, rileva la Corte che il ricorso è destituito di fondamento, e va senz’altro disatteso;
-secondo un orientamento interpretativo della Corte che si è venuto progressivamente a delineare, così consolidandosi, la ragione giustificativa della revisione parziale del classamento, prevista dall’art. 1, comma 335, l. 311 del 2004, è costituita dalla rilevante modifica di valore degli immobili presenti nella microzona ma, al momento dell’attribuzione della classe e della rendita catastale, devono essere considerate, insieme al fattore posizionale, le caratteristiche edilizie dell’unità immobiliare, di cui all’art. 8, comma 7, d.P.R. n. 138 del 1998, che assumono, pertanto, specifica rilevanza in sede di motivazione dell’atto, motivazione nella quale, una volta giustificato il presupposto della revisione, fondato sul valore medio di mercato dell’intera microzona, vanno spiegate le ragioni in forza RAGIONE_SOCIALE quali si è prodotta una ricaduta (ed in quali termini di classamento e di rendita catastale) sulla specifica unità immobiliare oggetto di riclassamento (v., ex plurimis , Cass., 24 agosto 2022, n. 25201; Cass., 12 dicembre 2019, n. 32546; Cass., 28 novembre 2019, n. 31112; Cass. 19 dicembre 2019, n. 29988; Cass., 8 aprile 2019, n. 9770; v. altresì, più di recente, Cass., 24 novembre 2020, n. 26657; Cass., 1 luglio 2020, n.13390);
3.1 – in particolare la Corte ha rimarcato che:
-la disposizione di cui all’art. 1, c omma 335, cit., va letta nel più complessivo contesto regolativo di cui al d.P.R. 23 marzo 1998, n. 138;
i dati normativi che, così, vengono in considerazione – per come interpretati dallo stesso Giudice RAGIONE_SOCIALE leggi (Corte Cost., 1 dicembre
2017, n. 249) – esplicitano che la revisione «parziale» del classamento RAGIONE_SOCIALE unità immobiliari consegue, nella fattispecie, dalla specifica (ed esclusiva) valorizzazione del cd. fattore posizionale (art. 8, commi 5 e 6, cit.), qui inteso in riferimento ad «una modifica del valore degli immobili presenti in una determinata microzona» che «abbia una ricaduta sulla rendita catastale», ove, dunque, non è irragionevole che detta modifica di valore dell’immobile si ripe rcuota sulla rendita catastale il cui «conseguente adeguamento, proprio in quanto espressione di una accresciuta capacità contributiva, è volto in sostanza ad eliminare una sperequazione esistente a livello impositivo.» (Corte Cost. n. 249/2017, cit.);
-la disposizione che autorizza la revisione «parziale» del classamento – in relazione ad unità immobiliari ricadenti in microzone comunali «per le quali il rapporto tra il valore medio di mercato individuato ai sensi del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 138, e il corrispondente valore medio catastale ai fini dell’applicazione dell’imposta comunale sugli immobili si discosta significativamente dall’analogo rapporto relativo all’insieme RAGIONE_SOCIALE microzone comunali» – integra, dunque, il presupposto degli «atti attributivi RAGIONE_SOCIALE nuove rendite» che, però, essi stessi debbono esplicitare le ragioni della revisione del classamento con riferimento, com’è nella fattispecie, alla (nuova) categoria, classe, e rendita catast ale, attribuite all’unità immobiliare (classe a sua volta «rappresentativa del livello reddituale ordinario ritraibile dall’unità immobiliare nell’ambito del mercato edilizio della microzona»; d.P.R. n. 138 del 1998, art. 8, comma 3);
-difatti, come rilevato dalla stessa Corte Costituzionale, l’obbligo di motivazione degli elementi che hanno inciso sul diverso classamento della singola unità immobiliare «proprio in considerazione del carattere ‘diffuso’ dell’operazione, deve essere ass olto in maniera rigorosa in
modo tale da porre il contribuente in condizione di conoscere le concrete ragioni che giustificano il provvedimento» (Corte Cost. n. 249/2017, cit.);
-l’indicazione RAGIONE_SOCIALE «caratteristiche edilizie del fabbricato» ( d.P.R. n. 138 del 1998, art. 8, comma 7) torna ad assumere (col fattore cd. posizionale) una sua specifica rilevanza per il profilo della motivazione dell’atto (logicamente conseguente a quello che ne identifica i suoi presupposti e) volto a giustificare l’adozione della stima comparativa (avuto riguardo alla cd. unità tipo; v. il d.P.R. 1 dicembre 1949, n. 1142, art. 61; v. Cass., 6 marzo 2017, n. 5600) in sede di attribuzione della classe e della rendita catastale (d.P.R. n. 138 del 1998, art. 2, comma 1, e art. 8; v., altresì, il d.l. 14 marzo 1988, n. 70, art. 11, comma 1, conv. in l. 13 maggio 1988, n. 154); e, del resto, il valore di mercato rilevante, quale presupposto per la richiesta di riclassamento, non è quello di un singolo immobile bensì il valore medio di mercato di una intera microzona così che, una volta giu stificato quest’ultimo (secondo i rapporti di valore posti dall’art. 1, c omma 335, l. n. 311 del 2004), rimangono pur sempre da spiegare le ragioni in forza RAGIONE_SOCIALE quali si sia prodotta una ricaduta (ed in quali termini di classamento e di rendita catastale) sulla specifica unità immobiliare oggetto di riclassamento;
-in definitiva, l’atto attributivo della nuova rendita catastale (quale conseguente alla diversa classe identificativa del superiore «livello reddituale ordinario ritraibile dall’unità immobiliare»; d.P.R. n. 138 del 1998, art. 8, comma 3) deve esso stesso indicare in quali termini il mutato assetto dei valori medi di mercato e catastale ( recte del loro rapporto), nel contesto RAGIONE_SOCIALE microzone comunali previamente individuate, abbia avuto una ricaduta sul singolo immobile (sulla sua categoria, classe e rendita catastale), «così incidendo sul diverso classamento della singola unità immobiliare»;
3.2 – come correttamente rilevato dalla gravata sentenza – e per come risulta, per vero, dallo stesso ricorso che reca trascrizione del contenuto motivazionale dell’avviso di accertamento -l’obbligo motivazionale, nella fattispecie rilevante, è stato risolto, in buona sostanza, sotto l’esclusivo profilo dei presupposti giustificativi del riclassamento di natura diffusa , senza considerare, con ciò, che l’atto attributivo della nuova rendita catastale (qual conseguente alla diversa categoria e classe dell’unità immobiliare»; d.P.R. n. 138 del 1998, art. 8, c. 3) deve esso stesso indicare in quali termini il mutato assetto dei valori medi di mercato e catastale ( recte del loro rapporto), nel contesto RAGIONE_SOCIALE microzone comunali previamente individuate, abbia avuto una ricaduta sul singolo immobile (sulla categoria, classe e rendita catastale), «così incidendo sul diverso classamento della singola unità immobiliare»;
sussiste, quindi, il rilevato radicale difetto di motivazione dei criteri di stima utilizzati per il classamento, in ordine ai «caratteri distintivi del fabbricato e dell’unità immobiliare» (d.P.R. n. 138 del 1998, art. 8, comma 7), e con riferimento tanto all’unità immobiliare oggetto di riclassamento quanto a quelle utilizzate a comparazione;
come, poi, la Corte ha avuto modo di statuire, in tema di classamento catastale RAGIONE_SOCIALE unità immobiliari ad uso abitativo, unità che sono presenti nei quadri tariffari di qualificazione secondo un’articolata tipologia di categorie, l’applicazione del criterio cd. della prevalenza, previsto dal d.P.R. n. 1142 del 1949, art. 63, impone di tenere conto RAGIONE_SOCIALE specifiche caratteristiche tipologiche e costruttive dell’unità immobiliare ai fini della corretta attribuzione della corrispondente categoria catastale (Cass., 12 agosto 2021, n. 22780);
-in considerazione RAGIONE_SOCIALE antinomie, ed oscillazioni, emerse negli orientamenti giurisprudenziali, col progressivo consolidarsi in corso di
giudizio della pertinente giurisprudenza della Corte, le spese del giudizio di legittimità vanno compensate tra le parti;
nei confronti della ricorrente non sussistono i presupposti processuali per il versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello previsto per il ricorso principale (d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, c. 1quater ), trattandosi di ricorso proposto da un’amministrazione RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE che, mediante il meccanismo della prenotazione a debito, è esentata dal pagamento RAGIONE_SOCIALE imposte e tasse che gravano sul processo (cfr., ex plurimis , Cass., 29 gennaio 2016, n. 1778; Cass., 5 novembre 2014, n. 23514; Cass. Sez. U., 8 maggio 2014, n. 9938; Cass., 14 marzo 2014, n. 5955).
P.Q.M.
La Corte, rigetta il ricorso; compensa, tra le parti, le spese del giudizio di legittimità.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del 5 luglio 2023.