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Verbale di esecuzione del sequestro: quando è nullo?

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società che lamentava la nullità del verbale di esecuzione del sequestro di un’autovettura. La Corte ha stabilito che la richiesta di riesame è un rimedio esperibile solo contro il decreto di sequestro emesso dal giudice, e non contro i successivi atti della fase esecutiva, come il verbale. Per contestare tali atti, esistono altri strumenti processuali, come la richiesta di revoca.

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Pubblicato il 15 febbraio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Verbale di Esecuzione del Sequestro: Guida ai Rimedi Corretti

Nel complesso scenario della procedura penale, la distinzione tra il provvedimento del giudice e la sua concreta attuazione è fondamentale. Una recente sentenza della Corte di Cassazione (Sent. n. 2715/2026) ha ribadito un principio cruciale: i vizi che affliggono il verbale di esecuzione del sequestro non possono essere fatti valere attraverso lo strumento del riesame, che è riservato esclusivamente al decreto del giudice che dispone la misura. Questo articolo analizza la decisione, chiarendo quali sono i percorsi legali corretti per contestare le irregolarità della fase esecutiva.

I Fatti del Caso

Una società, terza interessata in un procedimento penale per reati di riciclaggio e autoriciclaggio, si vedeva sequestrare un’autovettura di lusso. Il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, era stato disposto dal Giudice per le indagini preliminari (G.i.p.) del Tribunale nell’ambito di una più ampia indagine.

La società proponeva richiesta di riesame non contestando il fondamento del sequestro, ma la sua esecuzione materiale. L’oggetto della doglianza era il verbale redatto dalla Polizia Giudiziaria, ritenuto affetto da nullità insanabili.

L’Impugnazione e i Motivi del Ricorso

La difesa della società sosteneva che il verbale di esecuzione del sequestro fosse radicalmente nullo. Le critiche mosse all’atto erano precise:

* Illeggibilità: Il documento era scritto a mano in forma incomprensibile.
* Mancanza di elementi essenziali: Non erano indicati i nominativi degli agenti operanti, il luogo, la data e l’ora esatta del sequestro.
* Genericità: L’oggetto del sequestro era descritto come un generico “veicolo”, senza specificare marca, modello, targa o proprietario.

Secondo il ricorrente, queste lacune violavano le norme del codice di procedura penale sulla documentazione degli atti e il diritto di difesa, rendendo l’atto invalido. Il Tribunale del riesame, tuttavia, rigettava la richiesta, spingendo la società a presentare ricorso in Cassazione.

La Decisione della Corte: un Confine Procedurale Netto

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, senza entrare nel merito dei vizi lamentati. La decisione si fonda su un principio procedurale fondamentale che distingue nettamente tra due fasi:

1. La fase decisoria: Riguarda l’emissione del provvedimento da parte del giudice (il decreto di sequestro).
2. La fase esecutiva: Concerne le operazioni materiali con cui la polizia giudiziaria dà attuazione a quel provvedimento (l’apprensione del bene e la redazione del verbale).

Le Motivazioni della Sentenza

La Corte ha chiarito che l’istituto del riesame, disciplinato dall’art. 322 c.p.p., è un mezzo di impugnazione concepito per contestare esclusivamente il “decreto di sequestro emesso dal giudice”. Non può, quindi, essere utilizzato per far valere presunte irregolarità avvenute nella fase successiva, quella puramente esecutiva.

Il verbale di esecuzione del sequestro è un atto della polizia giudiziaria che documenta tale fase e, pertanto, esula dall’ambito del riesame. Di conseguenza, anche la decisione del Tribunale del riesame che si era pronunciato sulla legittimità di tale verbale era, in punto di diritto, errata. La Cassazione ha specificato che il soggetto che ritiene lesi i propri diritti a causa di un’esecuzione illegittima non è privo di tutela. La legge mette a disposizione altri strumenti, come la richiesta di revoca del sequestro al pubblico ministero (ai sensi dell’art. 321, comma 3, c.p.p.), contro il cui eventuale provvedimento di rigetto è possibile proporre appello (art. 322-bis c.p.p.).

Le Conclusioni e le Implicazioni Pratiche

La sentenza ribadisce un principio cardine della procedura penale: ogni strumento di tutela ha un suo preciso e invalicabile ambito di applicazione. Confondere l’atto del giudice con l’atto della polizia giudiziaria porta a dichiarare l’inammissibilità del rimedio esperito. La decisione offre un’importante lezione pratica: di fronte a un’esecuzione di sequestro ritenuta formalmente viziata, la strategia difensiva corretta non è impugnare il verbale tramite riesame, ma attivare i meccanismi specifici previsti dal codice per il controllo sulla fase esecutiva. Questo garantisce che le censure vengano esaminate nella sede processuale appropriata, evitando inutili dispendi di tempo e risorse in impugnazioni destinate al fallimento.

È possibile impugnare il verbale di esecuzione di un sequestro preventivo con la richiesta di riesame?
No, la richiesta di riesame (art. 322 c.p.p.) può essere proposta solo contro il decreto di sequestro emesso dal giudice, non contro i successivi atti esecutivi come il verbale di esecuzione.

Quali vizi lamentava il ricorrente riguardo al verbale di esecuzione del sequestro?
Il ricorrente sosteneva che il verbale fosse nullo perché illeggibile, indecifrabile e privo di elementi essenziali come i nomi degli agenti operanti, il luogo, la data, l’ora del sequestro e una descrizione dettagliata del bene sequestrato.

Quale rimedio giuridico ha a disposizione chi subisce un’esecuzione di sequestro ritenuta illegittima?
La sentenza chiarisce che il soggetto inciso dall’atto di esecuzione può presentare una richiesta di revoca del sequestro al pubblico ministero ai sensi dell’art. 321, comma 3, c.p.p. Avverso l’eventuale provvedimento negativo del giudice, è poi possibile proporre appello.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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