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Vendita avorio illegale: quando scatta il reato

La Corte di Cassazione ha annullato l’assoluzione di un soggetto che aveva messo in vendita oggetti in avorio senza la necessaria documentazione CITES. Il giudice di primo grado aveva erroneamente ritenuto che la natura personale degli oggetti escludesse il reato, configurando solo un illecito amministrativo. La Suprema Corte ha invece chiarito che la vendita avorio illegale si configura ogni volta che esemplari di specie protette vengono commercializzati senza certificazione, indipendentemente dal fatto che si tratti di beni di uso domestico o personale.

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Pubblicato il 29 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale

Vendita avorio illegale: la Cassazione chiarisce i rischi penali

La vendita avorio illegale costituisce un reato grave che non ammette deroghe, nemmeno per i privati che vendono oggetti della propria collezione personale. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha ribaltato una precedente decisione di assoluzione, sottolineando come la tutela delle specie protette prevalga sulla natura domestica del bene.

Il caso: oggetti in avorio messi all’asta

La vicenda riguarda un privato che aveva consegnato a una casa d’aste alcuni oggetti in avorio, tra cui sigilli a forma di drago e una teiera decorata. Il tribunale di merito aveva inizialmente assolto l’imputato, sostenendo che, trattandosi di oggetti di uso personale, la loro vendita senza certificazione CITES non costituisse reato ma solo un illecito amministrativo. Questa interpretazione si basava su una lettura errata della normativa che distingue tra detenzione e commercializzazione.

La disciplina sulla vendita avorio illegale

La legge n. 150 del 1992 recepisce la Convenzione di Washington e punisce penalmente chiunque venda, offra in vendita o detenga per fini commerciali esemplari di specie protette senza la prescritta documentazione. L’avorio, derivando dall’elefante (specie inclusa negli allegati di massima protezione), rientra pienamente nella nozione di “esemplare”.

Differenza tra detenzione e commercio

Secondo la giurisprudenza, la sanzione penale è esclusa solo per la mera detenzione di esemplari per uso personale o domestico. Tuttavia, nel momento in cui l’oggetto viene posto in vendita o destinato al commercio, la condotta diventa penalmente rilevante. Non rileva la provenienza privata del bene: senza il certificato CITES, l’operazione è illegale.

Le motivazioni

La Corte ha evidenziato che la nozione di “esemplare” include qualsiasi parte o prodotto facilmente identificabile ottenuto da animali protetti. Poiché l’elefante africano e quello indiano sono contemplati negli allegati della Convenzione di Washington, l’avorio da essi derivato è soggetto a restrizioni rigorose. Il giudice di merito ha errato nell’applicare una clausola di esclusione prevista per la sola detenzione a una fattispecie di vendita. La commercializzazione richiede sempre la verifica della regolarità dell’importazione originaria tramite la denuncia e la certificazione CITES, senza le quali scatta la responsabilità penale.

Le conclusioni

La sentenza conclude che la vendita di avorio senza documenti integra il reato previsto dall’art. 1 della legge 150/1992. La distinzione tra uso personale e commerciale svanisce non appena il bene viene immesso sul mercato, anche tramite intermediari come le case d’asta. La decisione impugnata è stata quindi annullata con rinvio per un nuovo giudizio che dovrà attenersi al principio secondo cui la vendita di esemplari protetti privi di certificazione è sempre penalmente sanzionabile.

Si possono vendere oggetti in avorio ereditati o personali?
No, la vendita di avorio senza certificazione CITES è vietata penalmente, anche se l’oggetto appartiene alla propria collezione privata o domestica.

Quali sono le conseguenze per chi mette in vendita avorio senza documenti?
Il responsabile rischia l’arresto da sei mesi a due anni e un’ammenda molto elevata, poiché la condotta integra un reato e non un semplice illecito amministrativo.

Cosa si intende per esemplare nella normativa CITES?
Il termine include qualsiasi parte o prodotto derivato da animali protetti, come le zanne di elefante, che siano facilmente identificabili.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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