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Usura: il profitto del reato è l’intera somma, non solo l’utile

La Corte di Cassazione affronta il tema del profitto del reato di usura. Un soggetto, indagato per usura, sosteneva che il profitto da confiscare dovesse essere solo la differenza tra la somma ricevuta e il capitale prestato. La Corte ha respinto questa tesi. Ha stabilito un principio chiaro: il profitto del reato di usura coincide con l’intera somma degli interessi usurari concretamente pagati dalla vittima. È irrilevante che il capitale iniziale sia stato restituito o meno. Di conseguenza, la Cassazione ha confermato il sequestro dell’intera somma che i giudici di merito avevano qualificato come interessi, condannando l’indagato.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 16045 Anno 2023
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Pubblicato il 6 maggio 2026 in Giurisprudenza Penale

Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 16045 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 2 n. 16045/2023)

Cosa si intende per profitto nel reato di usura?

Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale per chi si trova coinvolto in vicende penali patrimoniali: la definizione esatta del profitto del reato di usura. La decisione stabilisce che il profitto, e quindi la somma che può essere sequestrata e confiscata, non è solo l’utile netto dell’usuraio, ma l’intero importo degli interessi illeciti pagati dalla vittima. Questa pronuncia consolida un orientamento giuridico importante a tutela delle persone offese da questo grave reato.

La vicenda: un prestito e la richiesta di restituzione

I fatti alla base della sentenza sono semplici ma emblematici. Un soggetto era indagato per il reato di usura. Secondo l’accusa, aveva ricevuto da una persona in difficoltà una somma totale di 365.000 euro. Questa somma era il corrispettivo di un prestito iniziale di 250.000 euro. La differenza, pari a 115.000 euro, rappresentava quindi gli interessi pattuiti. Le autorità avevano disposto il sequestro di beni per un valore pari a 365.000 euro. L’indagato ha fatto ricorso, sostenendo una tesi difensiva precisa: il suo reale arricchimento, ovvero il profitto del reato, era solo di 115.000 euro. Chiedeva quindi che il sequestro venisse limitato a quella cifra, poiché i restanti 250.000 euro erano solo la restituzione del capitale prestato.

La distinzione tra danno civile e profitto penale

La difesa dell’indagato si basava su una sovrapposizione tra concetti civilistici e penalistici. In pratica, confondeva il danno che la vittima avrebbe potuto chiedere in un processo civile con il profitto derivante dal reato. Secondo questa visione, il profitto era solo il ‘guadagno’ netto. Tuttavia, la legge penale ha una finalità diversa. Non si limita a risarcire la vittima, ma mira a punire il colpevole e a privarlo di ogni vantaggio economico ottenuto illecitamente. L’obiettivo è fare in modo che il crimine non paghi mai. Per questo motivo, la nozione di profitto in ambito penale è molto più ampia e severa.

Le motivazioni: il profitto del reato di usura è l’intero interesse

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell’indagato con motivazioni nette. I giudici hanno ribadito che, in tema di usura, il profitto del reato di usura confiscabile è costituito dall’intero ammontare degli interessi usurari che sono stati effettivamente pagati dalla vittima. Questo importo rappresenta l’arricchimento patrimoniale che deriva in modo diretto e immediato dalla condotta criminale. La Corte ha specificato che la questione della restituzione del capitale è del tutto irrilevante per calcolare il profitto penale. I giudici dei gradi precedenti avevano accertato che l’intera somma di 365.000 euro era stata versata a titolo di interessi. La Cassazione, non potendo riesaminare i fatti, ha preso atto di questa ricostruzione e ha concluso che l’intero importo costituiva il profitto del reato.

Le conclusioni: la Cassazione conferma il sequestro

L’esito finale è stato la dichiarazione di inammissibilità del ricorso. La decisione del Tribunale di mantenere il sequestro sull’intera somma di 365.000 euro è stata quindi confermata. L’indagato è stato anche condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. Questa sentenza rafforza un principio cruciale: lo Stato può e deve aggredire l’intero vantaggio economico derivante dall’usura, senza sconti. Il profitto del reato di usura non è un calcolo contabile, ma la misura dell’arricchimento illecito ottenuto a danno della vittima e dell’economia sana.

Cosa si intende per profitto nel reato di usura secondo la Cassazione?
Il profitto corrisponde all’intera somma degli interessi usurari che la vittima ha effettivamente pagato, non solo al guadagno netto dell’usuraio.

La restituzione del capitale prestato riduce l’importo che può essere sequestrato?
No, la restituzione del capitale è irrilevante ai fini del calcolo del profitto del reato. Ciò che conta è l’ammontare degli interessi illeciti incassati.

Qual è stata la decisione finale della Corte in questo caso?
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando il sequestro dell’intera somma pagata a titolo di interessi e condannando il ricorrente alle spese.

Termini giuridici

Profitto del reato
Il vantaggio economico concreto che deriva direttamente e immediatamente dalla commissione di un'azione illegale.
Confisca
Un provvedimento con cui lo Stato acquisisce beni che sono il prodotto o il mezzo di un reato, sottraendoli definitivamente al colpevole.
Usura
Il reato commesso da chi presta denaro facendosi dare o promettere interessi o altri vantaggi sproporzionati rispetto alla prestazione.
Reati in contratto
Reati che si verificano durante la conclusione di un contratto, dove una parte approfitta dell'altra (es. usura, estorsione), a differenza dei 'reati-contratto' dove l'accordo stesso è illegale (es. vendita di droga).
P.Q.M. (Per Questi Motivi)
La sigla che introduce la parte finale di una sentenza, dove il giudice enuncia la sua decisione definitiva sul caso.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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