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Truffa aggravata: condannato il dipendente che elude il badge

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un dipendente pubblico condannato per il reato di truffa aggravata e continuata. Il lavoratore si allontanava ingiustificatamente dal posto di lavoro senza registrare le uscite con il badge, sostenendo di svolgere mansioni esterne come fotografo. La difesa ha contestato l’utilizzabilità delle videoregistrazioni e delle relazioni di servizio della polizia giudiziaria. I giudici hanno stabilito che le relazioni di servizio che descrivono luoghi o attività soggette a mutamento costituiscono atti irripetibili e sono pienamente utilizzabili. Inoltre, l’eventuale inutilizzabilità di una prova non rileva se le altre prove (testimonianze) sono sufficienti a confermare la colpevolezza (cosiddetta prova di resistenza). Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.

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Pubblicato il 9 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 5645 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 2 n. 5645/2022)

Il caso del dipendente assenteista e la truffa aggravata

Un dipendente pubblico si allontanava ripetutamente dall’ufficio senza utilizzare il badge per registrare le uscite. Il lavoratore giustificava le assenze sostenendo di svolgere attività di fotografo all’esterno per motivi istituzionali. Le indagini della polizia giudiziaria, supportate da videoregistrazioni e testimonianze, hanno smentito questa versione. Il dipendente ha subito una condanna per il reato di truffa aggravata e continuata. Successivamente, il lavoratore ha proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione. La difesa ha contestato la validità delle prove raccolte dagli investigatori. In particolare, il legale ha eccepito l’inutilizzabilità delle immagini video e delle relazioni di servizio redatte dagli agenti durante i pedinamenti.

La prova di resistenza e l’utilizzabilità dei rilievi nella truffa aggravata

La Suprema Corte ha affrontato la questione dell’inutilizzabilità delle prove sollevata dalla difesa del lavoratore. I giudici hanno applicato il principio della prova di resistenza (la verifica della decisività di una prova ai fini del giudizio). Secondo questo orientamento, l’eccezione di inutilizzabilità di un elemento d’accusa è irrilevante se gli altri elementi di prova rimangono sufficienti a fondare la condanna. Nel caso specifico, le dichiarazioni dei testimoni e degli operanti che hanno condotto le indagini erano ampiamente sufficienti. Di conseguenza, l’eventuale eliminazione delle videoregistrazioni non avrebbe comunque modificato la decisione finale del tribunale di merito. La difesa non ha dimostrato l’impatto decisivo della prova contestata sul verdetto complessivo. Questo principio evita che vizi formali marginali possano inficiare un intero processo penale quando la colpevolezza risulta già ampiamente provata da altre fonti indipendenti e legittime.

Le motivazioni della decisione sulla truffa aggravata del dipendente

Nelle motivazioni della sentenza, i giudici di legittimità hanno chiarito la natura delle relazioni di servizio della polizia giudiziaria. La relazione che descrive lo stato dei luoghi o documenta un’attività di osservazione soggetta a mutamento rappresenta un atto irripetibile (un atto non riproducibile in un secondo momento). Per questa ragione, il documento entra legittimamente nel fascicolo per il dibattimento e può essere utilizzato per la decisione del giudice. Al contrario, le relazioni che descrivono semplici attività investigative ordinarie o la ricezione di notizie di reato non godono di questa qualifica. La Corte ha inoltre rilevato che il dipendente violava sistematicamente precisi ordini di servizio. Tali direttive imponevano l’obbligo di richiedere l’autorizzazione preventiva e di registrare ogni uscita tramite il badge aziendale, anche per ragioni di ufficio. La tesi difensiva sulle uscite lecite è risultata del tutto inverosimile e priva di riscontri concreti. La condotta del dipendente, che abbandonava l’ufficio per svolgere attività personali o non autorizzate, integra perfettamente gli elementi costitutivi del reato contestato, avendo indotto in errore l’amministrazione pubblica circa la sua effettiva presenza in servizio e avendo percepito indebitamente la relativa retribuzione.

Le conclusioni della Cassazione sul ricorso per truffa aggravata

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal lavoratore. I giudici hanno confermato la condanna penale emessa nei precedenti gradi di giudizio. Il ricorrente ha perso definitivamente la causa e deve sopportare le conseguenze economiche della decisione. La sentenza impone al lavoratore il pagamento di tutte le spese processuali sostenute per il giudizio. Inoltre, la Corte ha condannato il ricorrente al versamento della somma di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende. Questa decisione ribadisce il rigore dei giudici contro l’assenteismo nel pubblico impiego e definisce chiaramente i limiti di utilizzabilità delle relazioni di servizio come prove documentali nel processo penale. Il lavoratore non ha più possibilità di appello.

Cosa succede se si contesta l’inutilizzabilità di una prova in Cassazione?
Il ricorrente deve dimostrare la cosiddetta prova di resistenza, ossia che senza quella specifica prova il giudice non avrebbe potuto pronunciare una sentenza di condanna.

La relazione di servizio della polizia può essere usata come prova?
Sì, se descrive attività di osservazione o lo stato dei luoghi soggetti a mutamento, poiché viene considerata un atto irripetibile acquisibile al fascicolo dibattimentale.

Quali sono le conseguenze per il dipendente che si allontana senza badge?
Rischia la condanna definitiva per truffa aggravata, l’obbligo di pagare le spese processuali, una sanzione pecuniaria e le conseguenti sanzioni disciplinari sul lavoro.

Termini giuridici

Prova di resistenza
Verifica dell'influenza di una prova contestata sulla decisione finale: se eliminando tale prova il risultato non cambia, l'eccezione di inutilizzabilità è irrilevante.
Atto irripetibile
Atto d'indagine che non può essere ripetuto in dibattimento perché descrive una situazione soggetta a mutamento, inserito direttamente nel fascicolo del giudice.
Inammissibilità
Provvedimento che impedisce l'esame nel merito di un ricorso a causa di difetti formali o gravi lacune argomentative.
Relazione di servizio
Documento scritto da un pubblico ufficiale per descrivere le attività svolte o le situazioni osservate durante il servizio.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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