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Termini impugnazione assenza: no retroattività

La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, confermando che l’estensione di 15 giorni dei termini di impugnazione per l’imputato assente, introdotta dalla Riforma Cartabia, non è retroattiva. La disciplina transitoria lega l’applicabilità delle nuove norme alla data di pronuncia della sentenza (lettura del dispositivo), non a quella del deposito delle motivazioni. Pertanto, per le sentenze pronunciate prima del 30 dicembre 2022, i termini impugnazione assenza restano quelli previgenti, senza alcuna proroga.

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Pubblicato il 6 febbraio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Termini Impugnazione Assenza: La Cassazione e la Non Retroattività della Riforma Cartabia

Il rispetto dei termini processuali è un pilastro del sistema giudiziario, e la loro errata interpretazione può avere conseguenze definitive, come la dichiarazione di inammissibilità di un’impugnazione. Una recente sentenza della Corte di Cassazione, la n. 16821 del 2024, offre un chiarimento cruciale sui termini impugnazione assenza alla luce delle modifiche introdotte dalla Riforma Cartabia (d.lgs. n. 150/2022). La Corte ha stabilito un punto fermo: l’estensione di 15 giorni per l’appello del difensore dell’imputato giudicato in assenza non si applica retroattivamente.

I Fatti del Caso: Un Appello Dichiarato Tardivo

Una donna veniva condannata in primo grado dal Tribunale per il reato di truffa. La sentenza veniva pronunciata il 23 settembre 2022, con un termine di 60 giorni per il deposito delle motivazioni. La Corte d’appello, investita del gravame, dichiarava l’appello inammissibile per tardività. Secondo i giudici di secondo grado, il termine per impugnare era di 45 giorni a decorrere dalla scadenza del termine per il deposito delle motivazioni. L’appello, tuttavia, era stato depositato oltre tale scadenza.

Il difensore dell’imputata proponeva quindi ricorso per cassazione, sostenendo la violazione dell’art. 585, comma 1-bis, del codice di procedura penale. Questa norma, introdotta dalla Riforma Cartabia, prevede un aumento di 15 giorni per l’impugnazione del difensore dell’imputato giudicato in assenza, al fine di consentirgli di ottenere il necessario mandato speciale. La difesa riteneva che tale norma dovesse essere applicata al caso di specie.

La Disciplina Transitoria e i Termini Impugnazione Assenza

Il cuore della questione legale risiede nell’interpretazione della disciplina transitoria della Riforma Cartabia. La difesa sosteneva che la ratio della nuova norma, volta a rafforzare il diritto di difesa, ne giustificasse l’applicazione anche ai procedimenti in corso. La Corte di Cassazione, tuttavia, ha respinto categoricamente questa tesi.

I giudici di legittimità hanno richiamato l’articolo 89, comma 3, del d.lgs. n. 150 del 2022. Questa disposizione transitoria stabilisce in modo inequivocabile che le nuove norme in materia di impugnazioni dell’imputato assente (inclusi l’art. 581, commi 1-ter e 1-quater, e l’art. 585, comma 1-bis c.p.p.) si applicano esclusivamente alle impugnazioni proposte avverso sentenze pronunciate in data successiva a quella di entrata in vigore del decreto, ovvero il 30 dicembre 2022.

Le Motivazioni

La Corte ha chiarito un punto fondamentale: il momento determinante per individuare la disciplina applicabile è quello della “pronuncia” della sentenza, che coincide con la lettura del dispositivo in udienza, e non quello del successivo deposito delle motivazioni. Nel caso in esame, il dispositivo della sentenza di primo grado era stato letto il 23 settembre 2022, ben prima dell’entrata in vigore della riforma.

Di conseguenza, la Corte d’Appello aveva correttamente ritenuto inapplicabile l’estensione di 15 giorni. Il termine per proporre appello era quello ordinario di 45 giorni, decorrente dalla scadenza del termine per il deposito delle motivazioni (avvenuto il 21 novembre 2022). Tale termine scadeva il 5 gennaio 2023. Essendo l’appello stato depositato il 19 gennaio 2023, risultava irrimediabilmente tardivo. La Cassazione ha dunque dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la nuova, più favorevole, disciplina sui termini impugnazione assenza non ha efficacia retroattiva.

Le Conclusioni

Questa sentenza consolida un principio interpretativo di grande rilevanza pratica per gli operatori del diritto. Stabilisce che il discrimine temporale per l’applicazione delle nuove norme sull’impugnazione dell’assente è la data di lettura del dispositivo della sentenza impugnata. Le sentenze pronunciate prima del 30 dicembre 2022 restano soggette alla disciplina previgente, senza alcuna proroga dei termini per il difensore. Questo monito della Suprema Corte sottolinea l’importanza di una scrupolosa verifica della normativa transitoria per evitare di incorrere in decadenze processuali insanabili.

L’aumento di 15 giorni per i termini di impugnazione in caso di imputato assente, previsto dalla Riforma Cartabia, è retroattivo?
No, la sentenza chiarisce che l’aumento di 15 giorni previsto dall’art. 585, comma 1-bis c.p.p. non è retroattivo. Si applica solo alle impugnazioni contro sentenze pronunciate (cioè il cui dispositivo è stato letto in udienza) dopo il 30 dicembre 2022.

Da quale momento si calcola la “pronuncia” di una sentenza per determinare quale disciplina sui termini di impugnazione si applica?
Il momento determinante è quello della lettura del dispositivo in udienza, non quello del successivo deposito delle motivazioni. È questa data che stabilisce se si applica la vecchia o la nuova normativa.

Cosa succede se un appello viene depositato oltre i termini previsti dalla legge?
Se un appello viene depositato oltre il termine perentorio, viene dichiarato inammissibile per tardività. Questo significa che l’impugnazione non viene esaminata nel merito e la sentenza impugnata diventa definitiva.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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