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Termini impugnazione assente: quando non si applicano

Un imputato, giudicato in assenza in appello dopo un primo grado con rito abbreviato, ha presentato ricorso tardivo in Cassazione. La Corte ha dichiarato l’inammissibilità, specificando che i termini di impugnazione per l’assente non beneficiano della proroga di 15 giorni quando il procedimento nasce da un rito abbreviato o quando l’appello si svolge con rito cartolare non partecipato.

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Pubblicato il 9 gennaio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Termini Impugnazione Assente: la Cassazione Chiarisce i Limiti della Proroga

I termini impugnazione assente sono un tema cruciale nella procedura penale, poiché garantiscono il diritto di difesa. Tuttavia, la Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha delineato con precisione i casi in cui la proroga di quindici giorni prevista per l’imputato assente non trova applicazione, offrendo importanti chiarimenti per gli operatori del diritto. Analizziamo insieme la decisione per comprenderne la portata.

I Fatti del Caso

Il caso trae origine dal ricorso presentato da un imputato contro una sentenza della Corte d’Appello. In primo grado, l’imputato aveva scelto di essere giudicato con il rito abbreviato. In appello, invece, era stato dichiarato “libero assente”.

La sentenza d’appello è stata emessa il 5 dicembre 2023, con motivazioni depositate in ritardo, il 26 marzo 2024. A seguito del deposito tardivo, è stata effettuata la notifica all’imputato il 27 marzo 2024, facendo decorrere da quella data il termine di 45 giorni per presentare ricorso in Cassazione. Tale termine scadeva il 12 maggio 2024, ma il ricorso è stato depositato solo il 14 maggio 2024, e quindi oltre il limite previsto.

La difesa sosteneva di poter beneficiare di un’ulteriore proroga di 15 giorni, prevista dall’articolo 585, comma 1-bis, del codice di procedura penale per il difensore dell’imputato giudicato in assenza. La questione centrale è diventata, quindi, se tale proroga fosse applicabile nel caso specifico.

La Decisione della Corte di Cassazione sui Termini Impugnazione Assente

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività. I giudici hanno stabilito che, nel caso in esame, la proroga di quindici giorni non poteva essere concessa, basando la loro decisione su due principi giuridici fondamentali, consolidati da precedenti pronunce giurisprudenziali.

Le Motivazioni della Corte

La Corte di Cassazione ha escluso l’applicazione della proroga per i termini impugnazione assente per due ragioni principali, strettamente connesse alle modalità con cui si erano svolti i giudizi di primo e secondo grado.

1. L’irrilevanza dello stato di assenza dopo il rito abbreviato
Il primo punto chiave riguarda la scelta del rito abbreviato in primo grado. Secondo la Corte, quando l’imputato, tramite un procuratore speciale, chiede di accedere a questo rito speciale, la sua posizione processuale è equiparata a quella di un presente. La scelta del rito abbreviato implica una piena consapevolezza e accettazione del processo, rendendo irrilevante la successiva dichiarazione formale di “assenza” nel giudizio di appello. Di conseguenza, non si applica la tutela rafforzata (la proroga dei termini) prevista per chi è giudicato assente ab origine.

2. L’impatto del rito cartolare in appello
Il secondo argomento si concentra sulla natura del giudizio di appello. Questo si è svolto in camera di consiglio secondo il cosiddetto “rito cartolare”, una procedura scritta introdotta dalla legislazione emergenziale. Le parti non avevano richiesto la trattazione orale e l’imputato non aveva manifestato la volontà di comparire. La giurisprudenza ha già chiarito che la proroga dei termini per l’impugnazione non si applica ai ricorsi contro decisioni prese con questo rito non partecipato, a meno che la dichiarazione di assenza non sia avvenuta con le specifiche modalità previste dagli articoli 420 e 420-bis del codice di procedura penale. Poiché nel caso di specie queste condizioni non erano soddisfatte, anche questo motivo escludeva la possibilità di beneficiare della proroga.

Le Conclusioni

La decisione della Corte di Cassazione ribadisce un principio di rigore procedurale: le garanzie previste per l’imputato assente non sono automatiche ma dipendono dal concreto svolgimento del processo. La scelta di un rito premiale come l’abbreviato o la partecipazione a un giudizio d’appello tramite rito cartolare senza richieste specifiche di comparizione sono considerate manifestazioni di volontà che escludono l’applicazione di tutele aggiuntive sui termini per impugnare. Questa ordinanza serve da monito sulla necessità di calcolare con estrema precisione le scadenze processuali, tenendo conto delle specificità di ogni rito processuale per evitare di incorrere in dichiarazioni di inammissibilità.

Perché il ricorso in Cassazione è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché è stato depositato il 14 maggio 2024, superando il termine di 45 giorni che scadeva il 12 maggio 2024. La tardività non è stata sanata dalla proroga di 15 giorni richiesta dalla difesa.

La proroga di 15 giorni per l’impugnazione spetta sempre all’imputato giudicato assente?
No. Secondo la Corte, questa proroga non si applica se il procedimento di primo grado si è svolto con rito abbreviato su richiesta dell’imputato, poiché tale scelta lo equipara a un soggetto presente. Inoltre, non si applica se il giudizio d’appello è stato celebrato con rito cartolare non partecipato.

Che effetto ha la scelta del rito abbreviato sui termini di impugnazione successivi?
La scelta del rito abbreviato, essendo una decisione volontaria dell’imputato che implica l’accettazione di essere giudicato allo stato degli atti, fa sì che egli sia considerato “presente” ai fini del processo. Di conseguenza, perde il diritto alla proroga dei termini di impugnazione prevista per gli imputati giudicati in assenza nei gradi di giudizio successivi.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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