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Termini impugnazione assente: la proroga di 15 giorni

La Corte di Cassazione ha annullato un’ordinanza della Corte di Appello che aveva dichiarato inammissibile un appello per tardività. La Suprema Corte ha chiarito che, per effetto della Riforma Cartabia, i termini di impugnazione per il difensore dell’imputato giudicato in assenza sono aumentati di 15 giorni. Nel caso specifico, l’appello era stato presentato entro il nuovo termine di 30 giorni, risultando quindi tempestivo.

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Pubblicato il 16 gennaio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Termini di Impugnazione per l’Assente: la Cassazione fa chiarezza sulla proroga

Una recente sentenza della Corte di Cassazione, la n. 32696/2024, interviene su un tema cruciale della procedura penale, modificato dalla Riforma Cartabia: i termini impugnazione assente. La Suprema Corte ha stabilito che, per le sentenze emesse dopo l’entrata in vigore della riforma, il termine per l’appello del difensore è esteso di 15 giorni se l’imputato è stato giudicato in sua assenza. Questa pronuncia ribadisce una garanzia fondamentale per il diritto di difesa.

I Fatti di Causa: La vicenda processuale

Il caso ha origine da una sentenza del Tribunale di Ragusa, che condannava un imputato per i reati di cui agli artt. 337 e 341 bis del codice penale. La sentenza, con motivazione contestuale, veniva emessa il 25 gennaio 2023. Il difensore dell’imputato presentava appello il 15 febbraio 2023.

La Corte di Appello di Catania, tuttavia, dichiarava l’appello inammissibile de plano, ritenendolo tardivo. Secondo il calcolo della Corte territoriale, il termine di 15 giorni per impugnare sarebbe scaduto il 9 febbraio 2023. La presentazione dell’atto il 15 febbraio era, quindi, considerata fuori tempo massimo.

Il Ricorso in Cassazione e l’Aumento dei Termini Impugnazione Assente

Contro questa decisione, il difensore dell’imputato ha proposto ricorso per cassazione, lamentando la violazione dell’art. 585, comma 1-bis, del codice di procedura penale, come introdotto dal D.Lgs. n. 150/2022 (Riforma Cartabia).

Il ricorrente sosteneva che la Corte di Appello avesse errato nel calcolo del termine. Poiché l’imputato era stato giudicato in assenza e la sentenza era stata emessa dopo l’entrata in vigore della riforma (30 dicembre 2022), si sarebbe dovuta applicare la nuova disposizione che prevede un aumento di 15 giorni del termine per l’impugnazione del difensore. Di conseguenza, il termine complessivo non era di 15 giorni, ma di 30, con scadenza fissata al 24 febbraio 2023. L’appello, depositato il 15 febbraio 2023, risultava dunque pienamente tempestivo.

Le motivazioni

La Corte di Cassazione ha accolto pienamente le argomentazioni della difesa, ritenendo il ricorso fondato. Gli Ermellini hanno chiarito che due elementi erano incontestati e decisivi: primo, che l’imputato era stato effettivamente assente durante il giudizio di primo grado; secondo, che la sentenza impugnata era stata pronunciata il 25 gennaio 2023, data successiva all’entrata in vigore del D.Lgs. n. 150/2022.

In virtù di ciò, la norma applicabile era l’art. 585, comma 1-bis, c.p.p., il quale stabilisce che ‘i termini previsti dal comma 1 sono aumentati di quindici giorni per l’impugnazione del difensore dell’imputato giudicato in assenza’. La Corte ha quindi affermato che, diversamente da quanto ritenuto dalla Corte di Appello, l’impugnazione non poteva essere considerata tardiva. Al termine ordinario di quindici giorni doveva infatti sommarsi l’ulteriore periodo di quindici giorni previsto dalla nuova norma. Il termine finale per proporre appello scadeva quindi il 24 febbraio 2023, rendendo l’impugnazione del 15 febbraio tempestiva.

Le conclusioni

Con questa sentenza, la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio l’ordinanza impugnata, disponendo la trasmissione degli atti alla Corte di Appello di Catania per la prosecuzione del giudizio. La decisione rafforza una delle garanzie difensive introdotte dalla Riforma Cartabia, assicurando un lasso di tempo maggiore al difensore per preparare l’impugnazione nel caso in cui l’imputato non abbia partecipato al processo. Questo principio è di fondamentale importanza pratica, poiché impone ai giudici di merito di verificare attentamente non solo la data di emissione della sentenza ma anche la condizione dell’imputato (presente o assente) per un corretto calcolo dei termini di impugnazione.

Qual è la regola generale per i termini di impugnazione se l’imputato è giudicato in assenza dopo la Riforma Cartabia?
Secondo l’art. 585, comma 1-bis, c.p.p., introdotto dalla Riforma Cartabia, i termini per l’impugnazione del difensore dell’imputato giudicato in assenza sono aumentati di 15 giorni.

Perché la Corte di Cassazione ha annullato la decisione della Corte di Appello?
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione perché la Corte di Appello non ha applicato l’aumento di 15 giorni previsto dalla legge per l’imputato assente, dichiarando erroneamente tardivo un appello che invece era stato presentato nei termini corretti (15 giorni ordinari + 15 giorni di proroga).

A quali sentenze si applica l’aumento di 15 giorni per l’impugnazione?
L’aumento dei termini si applica alle impugnazioni proposte avverso le sentenze pronunciate dopo l’entrata in vigore del d. lgs. n. 150 del 2022 (cioè dopo il 30 dicembre 2022), qualora l’imputato sia stato giudicato in assenza.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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