Termine Impugnazione: Le Conseguenze del Deposito Tardivo
Nel labirinto delle procedure legali, i termini sono fari che guidano le parti, garantendo certezza e ordine. Ignorarli può avere conseguenze definitive, come dimostra una recente ordinanza della Corte di Cassazione. Il caso analizzato sottolinea l’importanza cruciale del rispetto del termine impugnazione, la cui violazione può precludere ogni possibilità di riesame della decisione. Questo principio è fondamentale per avvocati e cittadini, poiché un errore di calcolo può trasformare un diritto in un’opportunità persa.
I Fatti del Caso: Un Appello Presentato Oltre i Limiti
La vicenda processuale ha origine da una sentenza di primo grado emessa il 22 giugno 2021. Il giudice, in quella sede, non aveva fissato un termine specifico per il deposito delle motivazioni. In assenza di tale indicazione, la legge prevede un termine ordinario di 15 giorni. Le motivazioni sono state depositate tempestivamente entro questa scadenza.
Da quel momento, la parte interessata aveva 30 giorni di tempo per presentare l’atto di appello. Tuttavia, il calcolo dei termini non è stato rispettato. Il termine ultimo per l’impugnazione scadeva il 6 settembre 2021, ma l’atto di appello è stato depositato solo il 1° ottobre 2021, quasi un mese dopo la scadenza. La Corte d’Appello, investita della questione, non ha potuto fare altro che rilevare la tardività e dichiarare l’impugnazione inammissibile.
La Decisione della Cassazione sul termine impugnazione
Contro la decisione della Corte d’Appello, l’imputato ha proposto ricorso per Cassazione, lamentando un’errata applicazione delle norme relative ai termini processuali. La Suprema Corte, con l’ordinanza in esame, ha respinto categoricamente la tesi del ricorrente.
L’Analisi della Tempestività
I giudici di legittimità hanno confermato quanto già stabilito in secondo grado. La ricostruzione dei fatti e il calcolo delle scadenze erano inequivocabili e smentivano la tesi difensiva. Gli atti processuali dimostravano in modo chiaro e incontrovertibile che il termine impugnazione era stato superato. La Corte ha quindi dichiarato il ricorso manifestamente infondato, chiudendo definitivamente la porta a un esame nel merito della vicenda.
Le Motivazioni della Dichiarazione di Inammissibilità
La motivazione della Corte di Cassazione è netta e si fonda su un principio cardine della procedura penale: i termini per impugnare sono perentori e non ammettono deroghe, se non nei casi espressamente previsti dalla legge. L’unico motivo di ricorso presentato era la presunta violazione delle norme sul calcolo del termine impugnazione. Tuttavia, questa prospettazione è stata definita ‘smentita dagli atti processuali’. La Corte non ha dovuto compiere complesse interpretazioni giuridiche, ma semplicemente prendere atto di una realtà documentale: la data di emissione della sentenza, il rispetto del termine di 15 giorni per la motivazione e la successiva, evidente, tardività del deposito dell’appello. Il ricorso è stato quindi giudicato ‘manifestamente infondato’, una formula che indica un’evidente assenza di basi legali per la contestazione, portando alla sua inammissibilità.
Conclusioni: L’Importanza del Rispetto dei Termini Processuali
Questa ordinanza ribadisce un insegnamento fondamentale: nel processo, la forma è sostanza. Il mancato rispetto di una scadenza procedurale, come il termine impugnazione, può avere conseguenze tanto gravi quanto una difesa debole nel merito. La decisione di inammissibilità impedisce al giudice di valutare le ragioni della parte, indipendentemente dalla loro fondatezza. Inoltre, la declaratoria di inammissibilità del ricorso in Cassazione comporta non solo la condanna al pagamento delle spese processuali, ma anche al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende, aggiungendo un onere economico alla sconfitta processuale. Questo caso serve da monito sulla necessità di una gestione attenta e precisa delle scadenze processuali, un aspetto cruciale per la tutela effettiva dei propri diritti.
Cosa succede se un appello viene depositato dopo la scadenza del termine impugnazione?
L’appello depositato tardivamente viene dichiarato inammissibile. Ciò significa che il giudice non esaminerà il merito della questione e la decisione precedente diventerà definitiva.
Come si calcola il termine per l’appello se il giudice non indica un periodo per depositare le motivazioni?
Secondo quanto emerge dall’ordinanza, in assenza di un termine specifico fissato dal giudice, si applica il termine ordinario di 15 giorni per il deposito delle motivazioni. Da quel momento decorre il termine successivo (in questo caso di 30 giorni) per proporre l’atto di appello.
Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso in Cassazione dichiarato inammissibile?
La parte che ha proposto il ricorso dichiarato inammissibile viene condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di denaro, nel caso specifico pari a tremila euro, in favore della Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 16741 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 16741 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME
Data Udienza: 20/02/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da: COGNOME NOME nato a ROMA il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 24/05/2023 della CORTE APPELLO di ROMA
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E IN DIRITTO
Letto il ricorso di COGNOME NOME,
Ritenuto che l’unico motivo di ricorso che denunzia la violazione delle norme relative al termine di proposizione dell’impugnazione è manifestamente infondato in guanto trattasi di prospettazione smentita dagli atti processuali, come rilevato a p. 6 della sentenza impugnata ove si specifica che la sentenza di primo grado è stata emessa in data 22.06.2021, senza termine specifico per la motivazione, che il conseguente termine ordinario di 15 giorni sarebbe scaduto in data 7.07.2021 con tempestivo deposito delle motivazioni. In aggiunta, risulta che il successivo termine di 30 giorni per proporre appello era scaduto in data 6.09.2021 mentre l’atto di impugnazione è stato depositato in data 1.10.2021, pertanto tardivamente.
Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P.Q.M
Dichiara inammissibile in ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Roma, 20 febbraio 2024