Termine Impugnazione Penale: Cosa Succede se Scade di Domenica?
Nel processo penale, il rispetto dei termini è un principio fondamentale. Un ritardo, anche di un solo giorno, può compromettere irrimediabilmente il diritto di difesa, come dimostra una recente sentenza della Corte di Cassazione. Questa decisione ha offerto un chiarimento cruciale su come calcolare il termine impugnazione penale quando le scadenze intermedie cadono in un giorno festivo. Un cavillo procedurale che, in questo caso, ha fatto la differenza tra un appello ammissibile e uno respinto.
I Fatti del Caso: Un Appello Dichiarato Tardivo
Un imputato, condannato in primo grado per truffa ed estorsione a otto anni di reclusione, proponeva appello avverso la sentenza. Il Tribunale aveva emesso la sentenza il 14 gennaio 2019, stabilendo un termine di novanta giorni per il deposito delle motivazioni. La difesa presentava l’atto di appello il 30 maggio 2019. Tuttavia, la Corte di Appello dichiarava l’impugnazione inammissibile, ritenendola tardiva. Secondo i giudici di secondo grado, il termine era spirato prima di quella data, rendendo l’azione della difesa inefficace.
La Questione Giuridica sul Termine Impugnazione Penale
Il cuore della controversia risiedeva nel calcolo dei giorni. Il difensore dell’imputato ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo una violazione delle norme procedurali, in particolare degli articoli 172 e 585 del codice di procedura penale. L’argomentazione era semplice ma decisiva: il termine di novanta giorni per il deposito delle motivazioni da parte del Tribunale scadeva il 14 aprile 2019, una domenica. Secondo la legge, quando un termine scade in un giorno festivo, è automaticamente prorogato al primo giorno lavorativo successivo. Di conseguenza, il termine per il deposito delle motivazioni era ‘slittato’ a lunedì 15 aprile 2019. Questo spostamento, secondo la difesa, doveva influenzare anche il calcolo del termine impugnazione penale a disposizione dell’imputato, che avrebbe dovuto iniziare a decorrere dal 15 aprile e non dal 14.
La Decisione della Corte di Cassazione
La Suprema Corte ha accolto pienamente la tesi difensiva, giudicando il ricorso fondato. Ha chiarito che l’interpretazione della Corte di Appello era errata e ha ristabilito la corretta applicazione delle norme procedurali.
Il Principio dell’Art. 172 c.p.p.
I giudici di legittimità hanno ribadito un principio cardine del diritto processuale: la proroga ex lege (cioè, per effetto diretto della legge) di un termine che scade in un giorno festivo. Poiché la scadenza per il deposito delle motivazioni cadeva di domenica, il termine si considerava adempiuto se l’atto veniva compiuto il giorno seguente, lunedì. Questo prolungamento non è una concessione, ma un meccanismo automatico previsto dalla legge per garantire la pienezza del diritto di difesa.
L’Annullamento della Decisione di Appello
Sulla base di questa premessa, la Cassazione ha concluso che il termine di quarantacinque giorni a disposizione dell’imputato per proporre appello doveva essere calcolato a partire dal giorno successivo alla scadenza prorogata, ovvero dal 15 aprile 2019. Facendo questo calcolo, l’appello depositato il 30 maggio 2019 risultava perfettamente tempestivo. Di conseguenza, la Corte ha annullato senza rinvio l’ordinanza di inammissibilità e ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte di Appello per la prosecuzione del giudizio.
Le Motivazioni
La motivazione della Cassazione si fonda su una lettura sistematica e garantista delle norme procedurali. Il prolungamento di un termine che scade in un giorno festivo è una regola generale volta a evitare che le festività possano comprimere i tempi a disposizione delle parti per esercitare i propri diritti. Ritenere che tale proroga valga solo per l’adempimento che scade in quel giorno (il deposito delle motivazioni) ma non per il calcolo dei termini successivi (l’impugnazione) creerebbe un’ingiustificata disparità e una violazione del diritto di difesa. La Corte ha quindi affermato che lo spostamento della scadenza al giorno lavorativo successivo sposta, di conseguenza, l’intero calendario processuale che da quella scadenza dipende.
Le Conclusioni
Questa sentenza riafferma l’importanza della precisione nel calcolo dei termini processuali e il ruolo della Corte di Cassazione nel garantire un’interpretazione uniforme e corretta della legge. Per gli avvocati e i loro assistiti, la decisione è un promemoria fondamentale: il calendario legale non sempre coincide con quello solare. La regola dello ‘slittamento’ al giorno lavorativo successivo è un principio di civiltà giuridica che assicura che il diritto di impugnare una sentenza non sia eroso da coincidenze fortuite come la cadenza di una scadenza in un giorno festivo.
Cosa succede se il termine per il deposito della motivazione di una sentenza scade in un giorno festivo?
Secondo la legge (art. 172, comma 3, cod. proc. pen.), il termine è prorogato di diritto al giorno successivo non festivo. In questo caso, scadendo di domenica, è stato prorogato a lunedì.
Da quale giorno inizia a decorrere il termine per proporre appello se la scadenza per il deposito della motivazione è prorogata?
Il termine per proporre appello (in questo caso di 45 giorni) inizia a decorrere dal giorno successivo alla scadenza prorogata. Pertanto, non dalla domenica, ma dal lunedì successivo.
Qual è stata la conseguenza della decisione della Cassazione nel caso specifico?
La Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza che dichiarava l’appello inammissibile. Ha stabilito che l’appello era stato presentato tempestivamente e ha ordinato alla Corte di Appello di procedere con il giudizio di secondo grado.
Testo del provvedimento
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 45681 Anno 2023
Penale Sent. Sez. 2 Num. 45681 Anno 2023
Presidente: COGNOME COGNOME NOME
Relatore: COGNOME
Data Udienza: 19/10/2023
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME nato a VIBO VALENTIA il DATA_NASCITA
avverso l’ordinanza del 19/12/2022 della CORTE di APPELLO di CATANZARO
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
lette le conclusioni del AVV_NOTAIO NOME AVV_NOTAIO che chiede l’annullamento senza rinvio dell’ordinanza impugnata.
RITENUTO IN FATTO
La Corte di appello di Catanzaro dichiarava inammissibile, in quanto tardivo, l’appello proposto nell’interesse di NOME COGNOME contro la sentenza che lo aveva condannato ad anni 8 di reclusione ad euro 4000 di multa per truffa ed estorsione. La Corte d’appello riteneva che il termine fosse già spirato il 30 maggio 2019, data in cui veniva proposto l’appello, tenuto conto che la sentenza impugnata era stata pronunciata il 14 gennaio 2019 e che il Tribunale aveva disposto che la motivazione dovesse essere depositata entro il termine di giorni novanta ,
Avverso tale ordinanza proponeva ricorso per cassazione il difensore che deduce
2.1. violazione di legge (art. 585, 172 cod. proc. pen.) l’ordinanza sarebbe ill in quanto i novanta giorni per il deposito della motivazione scadevano il 14 aprile 20 era un giorno festivo, ovvero domenica. Pertanto, ai sensi dell’art. 172, comma 3 proc. pen. il termine per impugnare sarebbe “slittato” al giorno successivo, ovvero al aprile 2019, giorno dal quale dovevano essere computati i quarantacinque gior disposizione del ricorrente per proporre l’impugnazione. Questa sarebbe s tempestivamente depositata il 30 maggio 2019.
CONSIDERATO IN DIRITTO
1.11 ricorso è fondato.
1.1. Come correttamente dedotto, il termine per il deposito della motivazione Tribunale scadeva domenica 14 aprile 2019, sicché i quarantacinque giorni a disposizi dell’imputato per impugnare iniziavarvidecorrere – ai sensi dell’art. 172, comma proc. pen. – dal giorno successivo a quello festivo. Tale prolungamento ex lege del termine per impugnare rendeva tempestivo, contrariamente a quanto ritenuto dalla Corte appello, il deposito dell’atto di impugnazione in data 30 maggio 2019.
1.2. Il provvedimento impugnato deve, pertanto, essere annullato senza rinvio e atti devono essere trasmessi alla Corte di appello di Catanzaro per l’ulteriore cors
P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata e dispone trasmettersi gli atti alla Co appello di Catanzaro per l’ulteriore corso.
Così deciso in Roma, il giorno 19 ottobre 2023.