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Termine impugnazione imputato assente: la Cassazione

La Corte di Cassazione ha annullato un’ordinanza della Corte di Appello che aveva dichiarato inammissibile un appello per tardività. L’errore risiedeva nel mancato calcolo dell’estensione di 15 giorni del termine per l’impugnazione, introdotta dalla Riforma Cartabia per l’imputato giudicato in assenza. La Suprema Corte ha chiarito che il termine impugnazione imputato assente è di 45 giorni (30+15), rendendo l’appello tempestivo e ripristinando il diritto alla difesa.

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Pubblicato il 2 febbraio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Termine Impugnazione Imputato Assente: la Cassazione fa chiarezza sulla Riforma Cartabia

La recente Riforma Cartabia ha introdotto significative novità nella procedura penale, una delle quali riguarda il termine impugnazione imputato assente. Con la sentenza n. 17587 del 2024, la Corte di Cassazione interviene per correggere un’errata interpretazione della nuova normativa, riaffermando l’importanza di un calcolo corretto dei termini per garantire il pieno diritto alla difesa. Questo caso offre uno spunto fondamentale per comprendere le implicazioni pratiche della riforma.

I Fatti di Causa

Il caso trae origine da un appello proposto dal difensore di un imputato, condannato in primo grado dal Tribunale per il reato di furto. L’imputato era stato giudicato in sua assenza. La Corte di Appello di Roma, chiamata a pronunciarsi sul gravame, lo dichiarava inammissibile per tardività, ritenendo che fosse stato depositato oltre il termine previsto dalla legge.

La Decisione della Corte d’Appello

La Corte territoriale aveva basato la sua decisione su un calcolo apparentemente lineare. La sentenza di primo grado era stata emessa il 9 marzo 2023, con motivazione depositata il 24 marzo 2023, quindi entro il termine di 15 giorni. Secondo la Corte d’Appello, il termine per impugnare era di 30 giorni, ai sensi dell’art. 585, comma 1, lett. b) del codice di procedura penale. Di conseguenza, la scadenza era fissata al 23 aprile 2023. Poiché l’atto di appello era stato depositato l’8 maggio 2023, risultava palesemente tardivo.

Tuttavia, in questo calcolo mancava un elemento cruciale introdotto dalla Riforma Cartabia.

Termine Impugnazione Imputato Assente: la corretta applicazione della norma

La Corte di Cassazione, investita del ricorso, ha completamente ribaltato la decisione, accogliendo le doglianze della difesa. Il punto centrale della pronuncia risiede nell’applicazione del nuovo comma 1-bis dell’articolo 585 del codice di procedura penale. Questa norma, introdotta dall’art. 33 del D.Lgs. n. 150/2022 (Riforma Cartabia), stabilisce che ‘I termini previsti dal comma 1 sono aumentati di quindici giorni per l’impugnazione del difensore dell’imputato giudicato in assenza’.

La Suprema Corte ha sottolineato che la Corte d’Appello ha omesso di considerare la circostanza, pacifica, che l’imputato fosse stato giudicato in assenza. Di conseguenza, il calcolo del termine per l’impugnazione doveva essere diverso.

Le Motivazioni

Il ragionamento della Cassazione è stato chiaro e lineare. Il termine base per l’impugnazione era di 30 giorni, decorrenti dalla scadenza del termine per il deposito della motivazione della sentenza di primo grado. A questi 30 giorni, tuttavia, dovevano essere sommati i 15 giorni aggiuntivi previsti dal nuovo comma 1-bis, proprio in virtù dello status di ‘imputato assente’.

Il calcolo corretto, quindi, portava il termine impugnazione imputato assente a un totale di 45 giorni. Operando questo calcolo, l’ultimo giorno utile per il deposito dell’appello cadeva esattamente l’8 maggio 2023, data in cui l’atto era stato effettivamente depositato. L’appello, pertanto, era da considerarsi tempestivo e non tardivo.

Le Conclusioni

La Cassazione ha annullato senza rinvio l’ordinanza impugnata e ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte di Appello di Roma per la prosecuzione del giudizio. Questa sentenza è di fondamentale importanza perché chiarisce in modo inequivocabile la portata applicativa di una delle innovazioni della Riforma Cartabia, volta a rafforzare le garanzie difensive per l’imputato che non partecipa al processo. I giudici di merito sono tenuti a verificare sempre lo status dell’imputato (presente o assente) al fine di calcolare correttamente i termini per l’impugnazione, evitando declaratorie di inammissibilità che lederebbero il diritto a un secondo grado di giudizio.

Qual è la principale novità della Riforma Cartabia sul termine di impugnazione per l’imputato assente?
La Riforma Cartabia ha introdotto il comma 1-bis all’art. 585 del codice di procedura penale, che prevede un aumento di 15 giorni dei termini standard per l’impugnazione da parte del difensore di un imputato giudicato in assenza.

Perché la Corte di Cassazione ha annullato la decisione della Corte di Appello?
La Cassazione ha annullato la decisione perché la Corte di Appello non ha applicato il citato comma 1-bis, omettendo di considerare che l’imputato era stato giudicato in assenza. Di conseguenza, ha erroneamente calcolato un termine di 30 giorni invece di quello corretto di 45, dichiarando tardivo un appello che in realtà era tempestivo.

Come si calcola il nuovo termine di impugnazione per un imputato giudicato in assenza?
Si parte dal termine ordinario previsto dall’art. 585, comma 1 (ad esempio, 30 giorni se la motivazione è depositata entro 15 giorni dalla pronuncia) e a questo si aggiungono i 15 giorni previsti dal nuovo comma 1-bis. Nel caso di specie, il totale era di 45 giorni (30 + 15).

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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