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Termine impugnazione assente: la Cassazione chiarisce

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 37392/2024, ha stabilito che il termine per l’impugnazione della sentenza per un imputato giudicato in assenza è maggiorato di 15 giorni, come previsto dalla Riforma Cartabia (art. 585 c.p.p.). Di conseguenza, ha annullato la decisione della Corte d’Appello che aveva erroneamente dichiarato tardivo un appello, non applicando tale estensione. La pronuncia chiarisce un aspetto fondamentale del nuovo **termine impugnazione assente**.

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Pubblicato il 13 gennaio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Termine Impugnazione Assente: La Cassazione Applica l’Estensione della Riforma Cartabia

La recente sentenza della Corte di Cassazione, n. 37392 del 2024, offre un chiarimento fondamentale sull’applicazione del termine impugnazione assente alla luce delle modifiche introdotte dalla Riforma Cartabia. La Suprema Corte ha stabilito che il difensore di un imputato giudicato in assenza beneficia di un termine maggiorato di quindici giorni per proporre appello, annullando una decisione di merito che aveva erroneamente dichiarato l’impugnazione inammissibile per tardività.

I Fatti di Causa

Il caso trae origine da una sentenza di primo grado emessa dal Tribunale con motivazione contestuale. Il difensore dell’imputato, che era stato giudicato in assenza, proponeva appello avverso tale pronuncia. La Corte di Appello, tuttavia, dichiarava il gravame inammissibile, ritenendolo tardivo. Secondo i giudici di secondo grado, il termine per l’appello era di 15 giorni, essendo la motivazione contestuale, e risultava quindi scaduto al momento del deposito dell’atto. Il difensore non aveva rispettato questa scadenza, depositando l’appello quasi un mese dopo.

La Questione Giuridica e il ricorso in Cassazione

Contro la decisione della Corte di Appello, il difensore proponeva ricorso per cassazione, lamentando la violazione dell’art. 585, comma 1-bis, del codice di procedura penale. Questa norma, introdotta dalla Riforma Cartabia, prevede un’estensione dei termini di impugnazione. Specificamente, il ricorso sosteneva che la Corte territoriale avesse errato nel non applicare la maggiorazione di 15 giorni prevista proprio per l’impugnazione presentata dal difensore di un imputato giudicato in assenza. Se applicata, tale estensione avrebbe reso l’appello tempestivo.

Le Motivazioni della Cassazione: Piena Applicazione al Termine Impugnazione Assente

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, accogliendolo e annullando la sentenza impugnata. Gli Ermellini hanno chiarito che la Corte di Appello è incorsa in una palese violazione della disciplina dettata dall’art. 585, comma 1-bis, c.p.p. La norma recita testualmente: “I termini previsti dal comma 1 sono aumentati di quindici giorni per l’impugnazione del difensore dell’imputato giudicato in assenza”.

Nel caso specifico, la sentenza di primo grado era stata emessa nei confronti di un imputato dichiarato assente. Pertanto, al termine ordinario di 15 giorni (previsto dalla lettera a) del comma 1 per le sentenze con motivazione contestuale) dovevano essere aggiunti gli ulteriori 15 giorni previsti dal comma 1-bis. Il termine finale per l’impugnazione non era quindi di 15, ma di 30 giorni. Poiché l’appello era stato depositato entro questo lasso di tempo, doveva considerarsi pienamente tempestivo. Il giudice di appello, non applicando la maggiorazione, ha commesso un errore di diritto.

Conclusioni: Implicazioni Pratiche della Sentenza

La decisione della Suprema Corte consolida un principio di garanzia fondamentale introdotto dalla Riforma Cartabia, volto a rafforzare il diritto di difesa dell’imputato assente. La sentenza chiarisce in modo inequivocabile che l’estensione di 15 giorni è un’applicazione automatica e non discrezionale in tutti i casi in cui l’impugnazione sia proposta dal difensore di un imputato giudicato in assenza. Questo precedente fornisce una guida sicura per gli operatori del diritto, eliminando le incertezze interpretative e garantendo che i diritti difensivi siano pienamente tutelati anche in situazioni di assenza dell’imputato, conformemente allo spirito della recente riforma processuale.

Qual è il termine per impugnare una sentenza per un imputato giudicato in assenza?
Secondo la Corte di Cassazione, in linea con la Riforma Cartabia, il termine ordinario è aumentato di 15 giorni. Se la sentenza ha motivazione contestuale, il termine totale diventa di 30 giorni (15+15).

Perché la Corte di Appello aveva dichiarato l’appello inammissibile?
La Corte di Appello aveva erroneamente calcolato solo il termine ordinario di 15 giorni previsto per le sentenze con motivazione contestuale, senza applicare la maggiorazione di ulteriori 15 giorni introdotta dall’art. 585, comma 1-bis, c.p.p. per l’imputato assente.

Qual è stata la decisione finale della Corte di Cassazione?
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza della Corte di Appello, stabilendo che l’appello era stato presentato tempestivamente. Ha quindi disposto la trasmissione degli atti alla stessa Corte di Appello per la celebrazione del giudizio di merito.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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