Termine Impugnazione: Le Conseguenze di un Ricorso Tardivo
Nel labirinto delle procedure legali, il rispetto delle scadenze è un principio cardine. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ribadisce con forza questo concetto, dichiarando inammissibile un ricorso presentato fuori tempo massimo. Questo caso offre un’importante lezione sul calcolo del termine impugnazione e sulle gravi conseguenze derivanti da un errore procedurale, anche di pochi giorni.
I Fatti del Caso: Un Errore di Calcolo Fatale
La vicenda processuale ha origine da una sentenza della Corte di Appello, pronunciata con l’indicazione di un termine di sessanta giorni per il deposito delle motivazioni. L’imputato, giudicato in assenza, decideva di presentare ricorso per Cassazione avverso tale decisione.
Tuttavia, il ricorso veniva depositato il 12 ottobre 2023, una data ben successiva alla scadenza ultima. Come vedremo, il calcolo dei termini, sebbene richieda attenzione, segue regole precise che non sono state rispettate in questo caso.
La Decisione della Corte: Inammissibilità per Tardività
La Corte di Cassazione, con una decisione tanto netta quanto prevedibile, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione è semplice e inappellabile: il ricorso è stato presentato tardivamente. I giudici hanno applicato alla lettera le disposizioni del codice di procedura penale, senza poter entrare nel merito delle doglianze sollevate dal ricorrente. La tardività ha precluso ogni possibilità di esame della questione.
Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, a causa della colpa ravvisata nella determinazione della causa di inammissibilità.
Il Rigoroso Calcolo del Termine Impugnazione
La Corte ha meticolosamente ricostruito il calcolo del termine impugnazione per dimostrarne l’avvenuto superamento. Il ragionamento seguito è un eccellente ripasso delle norme procedurali:
1. Termine per il deposito delle motivazioni: La Corte d’Appello si era riservata 60 giorni per depositare le motivazioni della sentenza. Questa scadenza cadeva il 1° maggio 2023.
2. Decorrenza del termine per impugnare: Secondo l’art. 585, comma 1, lett. c), cod. proc. pen., il termine per l’impugnazione (in questo caso di 45 giorni) decorre dalla scadenza del termine fissato per il deposito della sentenza, anche se quest’ultima è stata depositata prima.
3. Proroga per l’imputato assente: Poiché il processo si era svolto in assenza dell’imputato, il termine base di 45 giorni è stato prorogato di ulteriori 15 giorni, come previsto dall’art. 585, comma 1-bis, cod. proc. pen.. Il termine complessivo utile saliva quindi a 60 giorni.
Partendo dal 1° maggio 2023, i 60 giorni a disposizione per presentare il ricorso scadevano il 30 giugno 2023. Il deposito del ricorso, avvenuto il 12 ottobre 2023, era quindi palesemente tardivo, essendo trascorso un lasso di tempo ampiamente superiore a quello concesso dalla legge.
Le Motivazioni
Le motivazioni della Suprema Corte si fondano su un’applicazione matematica e rigorosa delle norme procedurali. I giudici hanno evidenziato che la legge non lascia margini di discrezionalità nel calcolo dei termini perentori. Il termine impugnazione è stabilito a garanzia della certezza del diritto e della ragionevole durata del processo. Una volta scaduto, la sentenza passa in giudicato e non può più essere messa in discussione, salvo rimedi straordinari. La pronuncia sottolinea che la proroga di 15 giorni per l’imputato assente è l’unica concessione prevista, ma anche questa deve essere calcolata con precisione all’interno del quadro normativo. L’errore nel calcolo, che ha portato al deposito tardivo, è stato considerato una negligenza grave, giustificando così non solo la declaratoria di inammissibilità ma anche la sanzione pecuniaria a carico del ricorrente.
Le Conclusioni
Questa sentenza è un monito fondamentale sull’importanza della diligenza e della precisione nell’attività processuale. Il mancato rispetto di un termine impugnazione non è un vizio sanabile e comporta conseguenze definitive, come la perdita del diritto di contestare una decisione sfavorevole. Per gli avvocati e i loro assistiti, questo caso ribadisce la necessità di un controllo meticoloso delle scadenze, poiché un semplice errore di calcolo può vanificare l’intera strategia difensiva e precludere l’accesso a un grado di giudizio superiore, con conseguente condanna alle spese e a sanzioni ulteriori.
Come si calcola il termine per l’impugnazione se il giudice si riserva 60 giorni per depositare le motivazioni?
Il termine per l’impugnazione, in questo caso di 45 giorni, inizia a decorrere non dalla data del deposito effettivo, ma dalla scadenza del sessantesimo giorno che il giudice si è riservato per il deposito, come stabilito dall’art. 585, comma 1, lett. c), del codice di procedura penale.
L’assenza dell’imputato durante il processo influisce sul termine per impugnare?
Sì, se il processo si è celebrato in assenza dell’imputato, il termine per l’impugnazione è prorogato di ulteriori quindici giorni, ai sensi dell’art. 585, comma 1-bis, cod. proc. pen. Nel caso di specie, il termine totale è così passato da 45 a 60 giorni.
Quali sono le conseguenze di un ricorso presentato oltre il termine di impugnazione?
Un ricorso presentato tardivamente è dichiarato inammissibile. Ciò comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, se viene ravvisata una colpa, anche al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende, come avvenuto in questo caso per un importo di tremila euro.
Testo del provvedimento
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 37433 Anno 2024
Penale Sent. Sez. 2 Num. 37433 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 19/09/2024
SENTENZA
avverso la sentenza in data 02/03/2022 della CORTE DI APPEI DI FI- sul ricorso proposto da: COGNOME NOME nato il DATA_NASCITA a POGGIBONSI RENZE;
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME; a seguito di trattazione con procedura de plano
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTI 3
NOME COGNOME, per il tramite del proprio procuratore speciale, impugna la sentenza in data 02/03/2024 della Corte di appello di Firenze.
Il ricorso è, tuttavia, inammissibile, in quanto presentato tardivamente.
Si rileva, infatti, che la sentenza impugnata è stata pronunciata il 2 marzo 2024, con termine di sessanta giorni per il deposito delle motivazioni.
La sentenza è stata depositata tempestivamente (il 16 marzo 2C23), con la conseguenza che il termine per la sua impugnazione era pari a 45 giorni decorrenti dalla scadenza dei sessanta giorni riservati per il deposito della motiv zione, per come disposto dall’art. 585, comma 1, lett. c), cod. proc. pen..
Tale termine va prorogato di ulteriori quindi giorni, ai sensi dell’art. 585, comma 1-bis, cod. proc. pen., perché il processo è stato celebrato cor l’imputato assente, così che il termine complessivo utile per l’impugnazione era pari a sessanta giorni.
Va dunque osservato che i sessanta giorni riservati per il deposito della )1i motivazione andavano a scadere il 10 maggio 2023, con la conseguenza che il
termine per presentare l’impugnazione andava a scadere -al più tardi2023. l 30 giugno
Il ricorso, invece, è stato presentato il 12/10/2023, quando il presentare l’impugnazione era ampiamente scaduto. termine per
Quanto esposto comporta la declaratoria di inammissibilità d sensi dell’art. 616 cod. proc. pen., la condanna del ricorrente al paga spese del procedimento nonché, ravvisandosi profili di colpa nella det della causa di inammissibilità, al pagamento in favore della cassa dell della somma di euro tremila, così equitativamente fissata in ragion€ dedotti. el ricorso ai -nento delle rminazione ammende dei motivi
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al paga spese processuali e della somma di euro tremila in favore della ammende. -nento delle :assa delle
Così deciso il 19/09/2024