Tardività Ricorso Cassazione: Quando il Ritardo Costa Caro
Nel processo penale, il rispetto dei termini è un principio fondamentale che garantisce certezza e ordine. Un’ordinanza recente della Corte di Cassazione ha ribadito con fermezza le gravi conseguenze derivanti dalla tardività del ricorso per cassazione. La pronuncia analizza un caso in cui un ricorso è stato depositato oltre il termine di quindici giorni, portando alla sua immediata dichiarazione di inammissibilità e a significative sanzioni economiche per il ricorrente. Questo caso serve come un importante monito sull’importanza della diligenza e della tempestività nell’agire processuale.
I Fatti del Caso
La vicenda trae origine da una sentenza della Corte d’Appello che aveva parzialmente riformato una condanna di primo grado, intervenendo esclusivamente sulla rideterminazione della pena. L’imputato, non soddisfatto della decisione, decideva di presentare ricorso per cassazione al fine di ottenere un’ulteriore revisione della pronuncia.
Tuttavia, l’atto di impugnazione veniva depositato presso la cancelleria della Corte l’11 maggio 2023, mentre la sentenza della Corte d’Appello era stata depositata contestualmente alla lettura del dispositivo in udienza il 22 marzo 2023. Questa differenza temporale si è rivelata decisiva per le sorti del ricorso.
La Decisione della Corte di Cassazione
La Suprema Corte, investita del caso, ha risolto la questione con una procedura semplificata, cosiddetta de plano, prevista dall’art. 610, comma 5-bis, del codice di procedura penale per i casi di manifesta inammissibilità. Gli Ermellini hanno dichiarato il ricorso inammissibile senza entrare nel merito delle questioni sollevate dal ricorrente.
La decisione si è fondata su un unico, ma insuperabile, vizio procedurale: il mancato rispetto dei termini per l’impugnazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di 4.000,00 euro in favore della Cassa delle ammende.
Le motivazioni sulla tardività del ricorso in Cassazione
La Corte ha motivato la sua decisione richiamando la normativa specifica in materia di termini processuali. L’articolo 585, comma 1, lettera a), del codice di procedura penale stabilisce un termine di quindici giorni per proporre impugnazione quando, come nel caso di specie, la sentenza viene depositata contestualmente alla sua pronuncia in udienza, ai sensi dell’art. 544, comma 1, c.p.p.
Il calcolo è semplice e non ammette deroghe: il termine per impugnare decorreva dal 22 marzo 2023. Il deposito del ricorso, avvenuto l’11 maggio 2023, è stato quindi effettuato ‘ben oltre’ la scadenza prevista. Questa tardività del ricorso in Cassazione ha reso l’impugnazione irricevibile, impedendo alla Corte qualsiasi valutazione sulle ragioni di merito che il ricorrente intendeva far valere. La pronuncia di inammissibilità è diventata, quindi, un atto dovuto.
Le conclusioni: Conseguenze dell’Inammissibilità
La declaratoria di inammissibilità non è una mera formalità. L’articolo 616 del codice di procedura penale prevede che, in questi casi, la parte privata che ha proposto il ricorso sia condannata al pagamento delle spese del procedimento. Inoltre, la norma stabilisce il pagamento di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, il cui importo viene determinato dal giudice in base alla causa di inammissibilità e all’eventuale colpa del ricorrente.
Nel caso specifico, la Corte ha ritenuto equo fissare tale somma in 4.000,00 euro. Questa ordinanza sottolinea come la negligenza nel rispettare i termini processuali non solo pregiudica il diritto di difesa, rendendo vana l’impugnazione, ma comporta anche conseguenze economiche rilevanti. È una lezione chiara per tutti gli operatori del diritto sull’importanza cruciale della precisione e del rispetto delle scadenze procedurali.
Qual è il termine per presentare ricorso per cassazione nel caso in cui la motivazione della sentenza sia depositata in udienza?
Il termine per presentare ricorso, come stabilito dall’art. 585, comma 1, lett. a), cod. proc. pen., è di quindici giorni, che decorrono dalla data dell’udienza in cui la sentenza è stata depositata.
Cosa accade se un ricorso per cassazione viene depositato dopo la scadenza del termine?
Se il ricorso viene depositato tardivamente, la Corte di Cassazione lo dichiara inammissibile. Ciò significa che i giudici non esamineranno il merito delle questioni sollevate, e la sentenza impugnata diventerà definitiva.
Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso dichiarato inammissibile per tardività?
Ai sensi dell’art. 616 cod. proc. pen., il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende. Nell’ordinanza in esame, tale somma è stata quantificata in 4.000,00 euro.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 45497 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 5 Num. 45497 Anno 2023
Presidente: COGNOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 06/10/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME nato a MESSINA il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 22/03/2023 della CORTE APPELLO di CATANIA udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
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Ritenuto in fatto e considerato in diritto
Nell’interesse di NOME COGNOME è stato proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza in epigrafe indicata, con la quale la Corte d’appello di Catania ha riformato la sentenza di condanna di primo grado solo in punto di rideterminazione della pena.
Il ricorso è inammissibile per tardività (ciò che ne impone la trattazione de plano ex art. 610, comma 5 -bis, cod. proc. pen.), in quanto depositato in data 11 maggio 2023, ben oltre i quindici giorni di cui all’art. 585, comma 1, lett. a), cod. proc. pen., dal deposito della sentenza all’udienza del 22 marzo 2023, ai sensi dell’art. 544, comma 1, cod. proc. pen.
Alla pronuncia di inammissibilità consegue, ex art. 616 cod. proc. pen., la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali, nonché al versamento, in favore della RAGIONE_SOCIALE delle ammende, di una somma che, in ragione delle questioni dedotte, appare equo determinare in euro 4.000,00.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 4.000,00 in favore della RAGIONE_SOCIALE delle Ammende.
Così deciso il 06/10/2023.