Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 29062 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 29062 Anno 2024
Presidente: COGNOME COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 02/07/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME (CODICE_FISCALE), nato in Tunisia il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 21/11/2023 della Corte d’appello di Firenze
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME.
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Letto il ricorso presentato nell’interesse di NOME COGNOME;
ritenuto che entrambi i motivi di ricorso, con i quali si contesta la sussistenza dell’elemento soggettivo del reato, anche in relazione alla qualificazione giuridica del fatto, nonché il mancato riconoscimento delle attenuanti di cui agli artt. 62, primo comma, n. 4), e 62-bis cod. pen., sono privi dei requisiti di specificità previsti, a pena di inammissibilità, dall’art. 581 cod. proc. pen.;
che, invero, la mancanza di specificità del motivo deve essere apprezzata non solo per la sua genericità, come indeterminatezza, ma anche per l’assenza di correlazione tra la complessità delle ragioni argomentate nella decisione impugnata e quelle poste a fondamento dell’impugnazione, queste non potendo ignorare le esplicitazioni del giudice censurato, senza cadere nel vizio di mancanza di specificità;
che, nella specie, i giudici del merito hanno ampiamente vagliato e disatteso, con corretti argomenti logici e giuridici (cfr.: Sez. 3, n. 24128 del 18/03/2021, COGNOME, Rv. 281590-01; Sez. 2, n. 23903 del 15/07/2020, COGNOME, Rv.
h
279549-02; Sez. 2, n. 50660 del 05/10/2017, COGNOME, Rv. 271695-01; Sez. 2, n. 53017 del 22/11/2016, COGNOME, Rv. 268713-01), le doglianze difensive dell’appello, meramente riproposte in questa sede (si vedano, in particolare, le pagg. 4 – 6);
rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso, il 2 luglio 2024.