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Spaccio di Droga: Cassazione conferma esclusione particolare tenuità del fatto

Un Lavoratore è stato condannato per spaccio di stupefacenti. Ha presentato ricorso in Cassazione, contestando l’attribuzione di un episodio di cessione di cocaina e, soprattutto, l’esclusione della particolare tenuità del fatto (art. 131-bis cod. pen.). Il Lavoratore sosteneva che la pluralità dei reati in continuazione non dovesse impedire l’applicazione della non punibilità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato la responsabilità del Lavoratore, chiarendo che la sentenza d’appello aveva correttamente escluso la cessione di cocaina ma aveva comunque valutato la non occasionalità dello spaccio. La Cassazione ha ritenuto corretta l’esclusione della particolare tenuità del fatto, data la pluralità delle condotte illecite e l’inserimento non occasionale del Lavoratore nell’attività di spaccio.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 4 Num. 21833 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 4 n. 21833/2022)

La Cassazione e l’Esclusione della Particolare Tenuità del Fatto nello Spaccio

La Corte di Cassazione ha recentemente affrontato un caso di spaccio di stupefacenti, fornendo importanti chiarimenti sull’applicazione e l’esclusione della particolare tenuità del fatto. Questa sentenza è fondamentale per comprendere quando un reato, pur essendo di lieve entità, non può beneficiare di questa causa di non punibilità. Il principio di diritto qui sancito riguarda la valutazione della non occasionalità della condotta, un elemento chiave per determinare la gravità complessiva del comportamento illecito.

Il Caso: Spaccio di Stupefacenti e Ricorso

Un Lavoratore era stato condannato per diversi episodi di spaccio di stupefacenti, in particolare hashish e cocaina. La condanna era stata confermata anche in appello, sebbene con una parziale riduzione della pena. Il Lavoratore non si è arreso e ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Il suo obiettivo era contestare alcuni aspetti della sentenza di appello e, soprattutto, ottenere il riconoscimento della particolare tenuità del fatto, che avrebbe evitato la condanna.

I Motivi del Ricorso: Contestate le Accuse e l’Esclusione della Particolare Tenuità del Fatto

Il ricorso del Lavoratore si basava su quattro punti principali. Primo, lamentava un errore nell’attribuzione della cessione di cocaina, sostenendo di aver spacciato solo hashish. Secondo, contestava la motivazione della sentenza d’appello riguardo all’esclusione della particolare tenuità del fatto (art. 131-bis cod. pen.), ritenendola contraddittoria. Terzo, affermava che la presenza di più reati legati dal vincolo della continuazione (cioè commessi con un unico disegno criminoso) non dovesse impedire l’applicazione della particolare tenuità del fatto. Infine, sollevava questioni sulla commisurazione della pena.

La Posizione della Procura Generale

Il Pubblico Ministero, rappresentato dal Sostituto Procuratore Generale, ha chiesto che il ricorso del Lavoratore fosse dichiarato inammissibile. Questa richiesta indicava una chiara opposizione alle argomentazioni presentate dal Lavoratore, suggerendo che il ricorso non avesse fondamento giuridico o che fosse privo di elementi sufficienti per essere accolto dalla Suprema Corte.

L’Analisi della Suprema Corte sull’Esclusione della Particolare Tenuità del Fatto

La Corte di Cassazione ha esaminato attentamente tutti i motivi del ricorso. Riguardo alla contestazione sulla cessione di cocaina, la Corte ha chiarito che la sentenza d’appello aveva già escluso tale accusa per il Lavoratore, attribuendola a un coimputato. Tuttavia, la Suprema Corte ha sottolineato che la circostanza di spacciare in compagnia di altri soggetti e la detenzione di diverse sostanze stupefacenti erano fatti non contestati e correttamente considerati per escludere la particolare tenuità del fatto. La Corte ha ritenuto che la sentenza d’appello fosse ben argomentata e priva di vizi logici o giuridici.

Le Motivazioni: Perché la Particolare Tenuità del Fatto non si applica

La Suprema Corte ha motivato la decisione di confermare l’esclusione della particolare tenuità del fatto. I giudici hanno osservato che le condotte illecite del Lavoratore erano state tre, poste in essere sia da solo che con diversi complici, e in giorni differenti. Questo quadro ha permesso di desumere un inserimento non occasionale del Lavoratore nell’attività di spaccio. La legge prevede che la particolare tenuità del fatto non si applichi quando il comportamento dell’imputato non è occasionale. La pluralità degli episodi e la partecipazione a un’attività di spaccio organizzata, anche se non complessa, indicano una gravità che supera la soglia della minima offensività richiesta per beneficiare dell’articolo 131-bis del codice penale.

Le Conclusioni: Il Ricorso è Rigettato

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dal Lavoratore. Questa decisione significa che le sentenze dei gradi precedenti sono state confermate. Di conseguenza, il Lavoratore è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali. La sentenza ribadisce che l’esclusione della particolare tenuità del fatto è legittima quando la condotta criminale, pur non essendo di gravità eccezionale, rivela una professionalità o una sistematicità che impedisce di considerarla occasionale o di minima offensività.

Cos’è la particolare tenuità del fatto?
È una norma che permette di non punire un reato se la sua gravità è minima, considerando il danno o il pericolo causato e il comportamento dell’autore.

Quando non si applica la particolare tenuità del fatto?
Non si applica quando il comportamento non è occasionale, ad esempio se ci sono più reati o se l’autore è inserito in un contesto criminale.

Cosa succede se il ricorso in Cassazione viene rigettato?
La decisione dei giudici precedenti diventa definitiva e il ricorrente deve pagare le spese processuali.

Termini giuridici

Ricorso
Un'istanza presentata a un giudice superiore per chiedere di rivedere una decisione precedente.
Particolare tenuità del fatto
Una causa di non punibilità che si applica quando un reato è considerato di minima gravità, evitando così la condanna.
Continuazione
Quando più reati sono commessi con un unico intento criminoso, vengono trattati come un'unica violazione ai fini della pena.
Motivazione
La spiegazione scritta fornita dal giudice per giustificare la sua decisione.
Rigetto
Il rifiuto da parte del giudice di accogliere una richiesta o un ricorso.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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