Sopravvenuta Carenza di Interesse: Quando un Ricorso Diventa Inutile
La sopravvenuta carenza di interesse è un principio fondamentale del diritto processuale che può determinare la fine di un giudizio prima ancora che si entri nel merito della questione. Una recente sentenza della Corte di Cassazione, la n. 17820 del 2024, offre un chiaro esempio di come questo principio operi in ambito penale, in particolare nella delicata materia delle misure cautelari.
Il caso analizzato dimostra come l’evoluzione della posizione di un imputato, a seguito di un nuovo provvedimento più favorevole, possa rendere del tutto superfluo il proseguimento di un ricorso precedentemente avviato.
La Vicenda Processuale
Tutto ha origine da un’ordinanza con cui il Giudice per le Indagini Preliminari (G.i.p.) aveva sostituito la misura della custodia in carcere con quella degli arresti domiciliari per un soggetto indagato per reati legati agli stupefacenti. Il Pubblico Ministero, non condividendo tale decisione, proponeva appello e il Tribunale di Roma, accogliendolo, ripristinava la più grave misura della detenzione in carcere.
Avverso quest’ultima decisione, la difesa dell’imputato presentava ricorso per cassazione, lamentando un vizio di motivazione. In particolare, si contestava la mancata valutazione del comportamento positivo tenuto dal soggetto durante il periodo trascorso agli arresti domiciliari.
Lo Sviluppo Decisivo e la Sopravvenuta Carenza di Interesse
Mentre il ricorso era pendente dinanzi alla Corte di Cassazione, si verificava un evento determinante. Lo stesso G.i.p. che aveva originariamente disposto i domiciliari, con un nuovo provvedimento, sostituiva la misura degli arresti domiciliari con una ancora meno afflittiva: l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Si trattava, quindi, di una misura non detentiva.
Questo nuovo provvedimento ha cambiato radicalmente le carte in tavola. L’obiettivo del ricorso in Cassazione era ottenere l’annullamento dell’ordinanza che aveva disposto il carcere, al fine di ripristinare gli arresti domiciliari. Tuttavia, l’indagato si trovava già in una condizione giuridica ben più favorevole di quella che avrebbe potuto ottenere con l’accoglimento del suo ricorso.
Le Motivazioni della Cassazione
La Corte Suprema, preso atto della nuova situazione, ha dichiarato il ricorso inammissibile proprio per sopravvenuta carenza di interesse. Il ragionamento dei giudici è stato lineare e ineccepibile. Hanno osservato che, anche se il ricorso fosse stato accolto, l’indagato non avrebbe potuto ottenere un risultato migliore di quello già conseguito.
L’eventuale annullamento dell’ordinanza che imponeva il carcere non avrebbe potuto ripristinare gli arresti domiciliari, poiché nel frattempo era intervenuta una misura (l’obbligo di presentazione) che era non solo valida ed efficace, ma anche più vantaggiosa per l’indagato. Di conseguenza, l’interesse a coltivare il ricorso era venuto meno, poiché mancava una qualsiasi utilità pratica e concreta derivante da una possibile decisione di accoglimento.
Le Conclusioni
La sentenza in esame ribadisce un principio cardine del nostro ordinamento: un processo può proseguire solo se esiste un interesse concreto, attuale e personale della parte a ottenere una decisione. Quando questo interesse svanisce a causa di eventi successivi, come l’emissione di un provvedimento più favorevole, l’impugnazione diventa priva di scopo e deve essere dichiarata inammissibile.
Questa decisione sottolinea l’importanza di una valutazione dinamica delle vicende processuali e il principio di economia degli atti giudiziari, evitando di impegnare la giustizia in questioni che hanno perso la loro rilevanza pratica. Per la difesa, ciò implica la necessità di monitorare costantemente l’evoluzione della posizione del proprio assistito, poiché un mutamento favorevole può incidere direttamente sulla sorte dei ricorsi pendenti.
Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile dalla Corte di Cassazione?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché nel frattempo l’imputato aveva ottenuto una misura cautelare (obbligo di presentazione alla polizia) più favorevole di quella che sperava di ottenere con l’accoglimento del ricorso (arresti domiciliari).
Cosa significa esattamente ‘sopravvenuta carenza di interesse’ in questo caso?
Significa che un evento accaduto dopo la proposizione del ricorso ha reso la decisione della Corte priva di qualsiasi utilità pratica per il ricorrente. Anche se il ricorso fosse stato accolto, la sua situazione non sarebbe migliorata, anzi, sarebbe potenzialmente peggiorata rispetto a quella già ottenuta.
Qual è stata la conseguenza pratica per l’imputato?
La misura non detentiva dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria è rimasta in vigore. Il ricorso è stato archiviato senza entrare nel merito e, data la particolare successione di eventi, la Corte ha disposto l’esonero dal pagamento delle spese processuali.
Testo del provvedimento
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 3 Num. 17820 Anno 2024
Penale Sent. Sez. 3 Num. 17820 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: PAZIENZA VITTORIO
Data Udienza: 07/02/2024
SENTENZA
Sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME, nato a Roma il DATA_NASCITA avverso l’ordinanza emessa il 12/10/2023 dai Tribunale di Roma visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso; udita la relazione svolta dal consigliere NOME COGNOME; lette le conclusioni del Pubblico Ministero, in persona del AVV_NOTAIO, che ha concluso chiedendo il rigetto del ricorso
RITENUTO IN FATTO
Con ordinanza del 12/10/2023, il Tribunale di Roma ha accolto l’appello proposto dal Pubblico Ministero presso il Tribunale di Roma avverso l’ordinanz con cui il G.i.p. del predetto Tribunale, in data 12/06/2023, aveva sostitu misura custodiale in carcere applicata a COGNOME NOME – in relazione ai reati d all’art. 73, commi 1 e 4, d.P.R. n. 309 del 1990, a lui ascritti in concorso 5), 6), 15), 16), 17), 18) e 35) della rubrica GLYPH con quella degli arresti domiciliari.
Ricorre per cassazione il LAI, a mezzo del proprio difensore, deducendo vizio di motivazione con riferimento alla mancata valutazione del comportamento tenuto dal LAI durante gli arresti domiciliari, e alla omessa indicazione delle r per cui, avuto riguardo alla positiva esecuzione della misura domicili
quest’ultima non potesse essere ritenuta idonea se corredata con le procedure di controllo di cui all’art. 275-bis cod. proc. pen.
Con requisitoria ritualmente trasmessa, il AVV_NOTAIOatore AVV_NOTAIO sollecita il rigetto del ricorso, avuto riguardo alla esaustiva motivazione offerta dal Tribunale alle censure difensive.
Con memoria tempestivamente trasmessa, il difensore replica alle argomentazioni del P.M., allegando copia del provvedimento di sostituzione della misura degli arresti domiciliari con quella dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, adottato dal G.i.p. del Tribunale di Roma in data 15/01/2024. In considerazione di tale ordinanza, la difesa rappresenta una sopravvenuta carenza di interesse alla coltivazione del ricorso, sollecitando una declaratoria di inammissibilità con esonero da spese.
CONSIDERATO IN DIRITTO
Il ricorso è inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse.
Deve invero conferirsi rilievo assorbente all’ordinanza emessa dal G.i.p. del Tribunale di Roma in data 15/01/2024, con la quale la misura degli arresti domiciliari applicata al LAI (sostituita con quella della custodia in carcere in forz del provvedimento del Tribunale di Roma, non ancora esecutivo, oggetto dell’odierno ricorso) è stata sostituita con quello dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria (cfr. la copia in atti dell’ordinanza, inviata dal difensore dell’indagato con la già richiamata memoria di replica). È evidente che, dall’eventuale accoglimento del ricorso (funzionale al ripristino della misura detentiva domiciliare precedentemente applicata), l’indagato non potrebbe ottenere un risultato più favorevole di quello determinato dal nuovo provvedimento del G.i.p., che ha disposto l’applicazione di misura non detentiva.
Le considerazioni fin qui svolte impongono una declaratoria di inammissibilità del ricorso, con esonero da spese attesa la richiamata successione dei provvedimenti cautelari emessi nei confronti del ricorrente.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse essendo stati gli arresti domiciliari sostituiti con misura non detentiva.
Così deciso il 7 lbbraio 2024 Il Consigli GLYPH estensore