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Soggiorno coatto e diritto al lavoro: decide il Tribunale

Un cittadino, sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno coatto, ha chiesto di poter ampliare il proprio luogo di dimora per motivi di lavoro. Il Tribunale e la Corte d’appello sono entrati in conflitto su chi dovesse decidere sulla richiesta mentre era pendente il ricorso contro la misura. La Corte di Cassazione ha risolto il conflitto stabilendo che la competenza spetta al Presidente del Tribunale che ha originariamente applicato la misura di prevenzione, e non alla Corte d’appello. Di conseguenza, il Tribunale di Genova dovrà esaminare l’istanza del cittadino.

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Pubblicato il 9 giugno 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 1 Num. 19605 Anno 2026 (Cass. pen. sez. 1 n. 19605/2026)

Il conflitto di competenza sul soggiorno coatto

Il soggiorno coatto rappresenta una forte limitazione alla libertà personale. Spesso i cittadini sottoposti a questa misura di prevenzione hanno la necessità di spostarsi per svolgere la propria attività lavorativa. In questi casi sorge il problema di individuare l’autorità giudiziaria competente a concedere l’autorizzazione. La Corte di Cassazione ha recentemente chiarito questo dubbio procedurale. I giudici hanno risolto un conflitto negativo di competenza tra il Tribunale e la Corte d’appello. La decisione stabilisce con precisione a quale ufficio giudiziario i cittadini devono presentare la richiesta di allontanamento temporaneo.

La richiesta di allontanamento per motivi di lavoro

La vicenda nasce dal caso di un cittadino sottoposto alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza. Il Tribunale aveva imposto l’obbligo di dimorare nel comune di residenza per la durata di tre anni. I difensori dell’interessato hanno impugnato questo provvedimento davanti alla Corte d’appello. Contemporaneamente, gli stessi legali hanno presentato una richiesta urgente al Tribunale. L’istanza mirava a ottenere l’ampliamento del luogo di dimora per consentire al cittadino di lavorare. Il Tribunale ha trasmesso gli atti alla Corte d’appello. Secondo i giudici di primo grado, la pendenza del ricorso in appello toglieva loro la disponibilità del fascicolo. La Corte d’appello ha rifiutato la competenza e ha sollevato il conflitto davanti alla Suprema Corte.

Le regole per modificare il soggiorno coatto

La normativa sulle misure di prevenzione prevede due percorsi distinti per modificare le prescrizioni. Il primo percorso riguarda la revoca o la modifica complessiva della misura quando cambiano i presupposti di pericolosità sociale. Il secondo percorso disciplina invece le autorizzazioni temporanee ad allontanarsi dal comune di residenza per gravi motivi. Il soggiorno coatto può essere temporaneamente sospeso per ragioni di salute o per gravi esigenze familiari. La giurisprudenza ammette questa possibilità anche per comprovate esigenze lavorative. La legge attribuisce esplicitamente la competenza per queste autorizzazioni temporanee al presidente del tribunale che ha applicato la misura. Questa competenza rimane ferma anche se il provvedimento principale è stato impugnato ed è al vaglio della Corte d’appello.

Le motivazioni della Cassazione sulla competenza territoriale

La Corte di Cassazione ha accolto la tesi della Corte d’appello e ha dichiarato la competenza del Tribunale. I giudici di legittimità hanno chiarito che la richiesta di allontanamento temporaneo non costituisce una vera e propria modifica della misura di prevenzione. Di conseguenza, non si applica la norma sulla revoca o modifica generale del provvedimento. Trova invece applicazione la disciplina speciale sulle autorizzazioni temporanee. Questa norma attribuisce una competenza autonoma e funzionale al presidente del tribunale del luogo in cui si esegue la misura. La pendenza del giudizio di appello non sposta questa specifica competenza. Il presidente del tribunale conserva il potere di decidere perché conosce direttamente la situazione di fatto del territorio e del soggetto sottoposto.

Le conclusioni sul caso del Tribunale di Genova

La Suprema Corte ha risolto definitivamente il conflitto a favore del Tribunale di Genova. Gli atti del procedimento sono stati restituiti al presidente di quel tribunale per la decisione di merito sulla richiesta del cittadino. Questa pronuncia garantisce una tutela rapida ed efficace per i diritti del lavoratore sottoposto a restrizioni. Il cittadino sa ora con certezza a quale giudice rivolgersi per chiedere l’autorizzazione a lavorare fuori dal comune di residenza. La decisione evita inutili ritardi burocratici causati dai rimpalli di competenza tra uffici giudiziari diversi. Il principio espresso assicura il corretto bilanciamento tra le esigenze di sicurezza pubblica e il diritto fondamentale al lavoro.

Autorità competente a decidere sull’allontanamento temporaneo dal soggiorno coatto.
La competenza spetta al Presidente del Tribunale che ha applicato la misura di prevenzione, anche se è pendente un ricorso in appello.

Possibilità di allontanarsi dal comune di residenza per motivi di lavoro.
La giurisprudenza ammette la possibilità di chiedere l’autorizzazione temporanea per comprovate e gravi esigenze lavorative.

Risoluzione del disaccordo tra Tribunale e Corte d’appello sulla competenza.
La Corte di Cassazione risolve il conflitto indicando in modo definitivo quale giudice deve decidere sull’istanza del cittadino.

Termini giuridici

Conflitto di competenza
Situazione in cui due o più giudici contemporaneamente rifiutano o reclamano la competenza a decidere su uno stesso caso.
Misura di prevenzione
Provvedimento adottato per prevenire la commissione di reati da parte di soggetti ritenuti socialmente pericolosi.
Sorveglianza speciale
Misura di prevenzione che impone severe prescrizioni e limitazioni alla libertà personale per motivi di sicurezza pubblica.
Irrevocabile
Un provvedimento o una sentenza che non può più essere impugnata con i mezzi ordinari, diventando definitiva.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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