Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 5563 Anno 2026
Penale Ord. Sez. 7 Num. 5563 Anno 2026
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 21/01/2026
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME NOME a RAPALLO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 10/09/2025 della CORTE APPELLO di GENOVA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
è
MOTIVI DELLA DECISIONE
Il ricorso di NOME COGNOME avverso la sentenza in epigrafe indicata, recante l’affermazione di responsabilità in ordine al reato di cui all’art. 590, comma 3, cod. pen., è inammissibile perc reiterativo dei motivi di appello e contenente censure non consentite nel giudizio di legittimità, in qua concernenti la ricostruzione e la valutazione del fatto nonché l’apprezzamento del materiale probatorio, profili del giudizio rimessi alla esclusiva competenza del giudice di merito, che ha fornito una congrua adeguata motivazione, immune da censure di manifesta illogicità perché basata su corretti criteri di inferenza, espressi in un ragionamento fondato su condivisibili massime di esperienza.
Contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, i giudici di merito hanno adeguatamente motivato in ordine alla configurabilità del reato per cui si procede, avendo riscontrato specifici e puntu profili colposi a carico dell’imputato/datore di lavoro e l’incidenza causale degli stessi ris all’infortunio subito dal lavoratore. In particolare, è stata accertata la violazione di specifiche no prevenzione degli infortuni sul lavoro (art. 71, comma 4, lett. a- punto 1 d.lgs. n. 81/2008), quali l’ut del macchinario in conformità alle istruzioni d’uso e il deficit di formazione del lavoratore. La decis impugnata è in linea con la costante giurisprudenza di questa Corte, secondo cui il datore di lavoro che non adempie agli obblighi di informazione e formazione gravanti su di lui e sui suoi delegati risponde, a titolo di colpa specifica, dell’infortunio dipeso dalla negligenza del lavoratore che, nell’espletamento d proprie mansioni, ponga in essere condotte imprudenti, trattandosi di conseguenza diretta e prevedibile della inadempienza degli obblighi formativi, né l’adempimento di tali obblighi è surrogabile dal personale bagaglio di conoscenza del lavoratore. (Nella specie, la Corte ha ritenuto immune da censure il riconoscimento della responsabilità del datore di lavoro per la morte di un lavoratore, ascrivibile al n corretto uso di un macchinario dovuto all’omessa adeguata formazione sui rischi del suo funzionamento). (Sez. 4, n. 8163 del 13/02/2020, Lena, Rv. 278603 – 01). In definitiva, non vi è spazio in questa sede per una alternativa ricostruzione e valutazione dei fatti, dovendosi rammentare che, in tema di giudizio di legittimità, la cognizione della Corte di cassazione è funzionale a verificare la compatibilità d motivazione della decisione con il senso comune e con i limiti di un apprezzamento plausibile (cfr. Sez. 1, n. 45331 del 17/02/2023, Rezzuto, Rv. 285504 – 01).
Segue, a norma dell’art. 616 c.p.p., la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento ed al pagamento a favore della Cassa delle ammende, non emergendo ragioni di esonero, della somma di C 3.000,00 a titolo di sanzione pecuniaria.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 21 gennaio 2026