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Sicurezza giocattoli: responsabilità per imballaggi

La Cassazione conferma la condanna dell’amministratrice di una società per la commercializzazione di giocattoli con imballaggi non a norma. La Corte chiarisce che la responsabilità per la sicurezza dei giocattoli, inclusa la conformità dell’imballaggio, ricade anche sull’importatore/distributore che confeziona il prodotto, e non solo sul fabbricante. L’assenza di dolo non esclude la colpa nelle contravvenzioni.

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Pubblicato il 8 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale

Sicurezza Giocattoli: La Responsabilità dell’Amministratore per Imballaggi Non Conformi

La sicurezza giocattoli è un tema di fondamentale importanza per la tutela dei consumatori più vulnerabili: i bambini. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha ribadito i confini della responsabilità penale per chi immette sul mercato prodotti non conformi, focalizzandosi in particolare sugli imballaggi. La decisione chiarisce che la responsabilità non è limitata al solo fabbricante, ma si estende a tutti gli operatori economici che contribuiscono all’immissione del prodotto sul mercato, come importatori e distributori che si occupano del confezionamento.

Il Caso: Pistole ad Acqua e Imballaggi Pericolosi

Il caso ha origine dalla condanna dell’amministratrice unica di una società a responsabilità limitata. L’accusa era di aver immesso sul mercato dei giocattoli, nello specifico delle pistole ad acqua, il cui imballaggio non rispettava le normative di sicurezza. In particolare, il sacchetto di plastica utilizzato per confezionare i giocattoli aveva uno spessore inferiore a quello minimo consentito dalla legge, creando un concreto rischio di asfissia per i bambini.

Le Argomentazioni Difensive

L’amministratrice ha presentato ricorso in Cassazione basandosi su diverse argomentazioni. In primo luogo, ha sostenuto di essere una mera distributrice e non una fabbricante o importatrice, figure alle quali, a suo dire, la legge si rivolgerebbe in via esclusiva. Ha inoltre affermato che la sua società si avvaleva di imprese esterne per l’impacchettamento e che la non conformità dello spessore dell’involucro era così minima da non essere percepibile a occhio nudo (ictu oculi), escludendo quindi la sussistenza del dolo, ovvero l’intenzione di commettere il reato.

La Decisione della Cassazione sulla sicurezza giocattoli

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna. La decisione si fonda su principi giuridici chiari e di grande rilevanza pratica per tutti gli operatori del settore.

le motivazioni

La Corte ha smontato le argomentazioni difensive punto per punto. Innanzitutto, ha chiarito che il reato contestato è una contravvenzione. In questa tipologia di illeciti penali, per la condanna è sufficiente la colpa (cioè la negligenza o l’imprudenza), non essendo necessario dimostrare l’intenzionalità della condotta (dolo). Pertanto, l’argomento secondo cui la difformità non era percepibile e mancava l’intenzione di violare la legge è stato ritenuto irrilevante.

In secondo luogo, i giudici hanno ribadito il principio di responsabilità del legale rappresentante, definito come dominus dell’attività d’impresa. In assenza di deleghe di funzioni specifiche a terzi, l’amministratore ha il dovere di osservare e far osservare tutte le disposizioni di legge, rispondendo a titolo di colpa per gli illeciti commessi nell’esercizio dell’attività aziendale.

Infine, e questo è il punto cruciale, la Cassazione ha precisato che la normativa sulla sicurezza giocattoli (D.Lgs. 54/2011) si applica non solo al fabbricante, ma anche all’importatore. La figura dell’importatore è intesa in senso ampio, come il soggetto che si occupa delle operazioni funzionali all’immissione del prodotto sul mercato, tra cui rientra a pieno titolo il confezionamento. Essendo stato accertato che i giocattoli erano stati confezionati dalla ditta dell’imputata prima della distribuzione, la sua condotta rientrava pienamente nell’ambito di applicazione della norma.

le conclusioni

Questa sentenza rappresenta un importante monito per tutti gli operatori della filiera dei giocattoli. La responsabilità per la sicurezza giocattoli non può essere elusa sostenendo di essere un semplice distributore se si compiono attività, come il confezionamento, che sono cruciali per la conformità del prodotto finale. L’amministratore di una società ha un dovere di vigilanza attiva per garantire che ogni aspetto del prodotto, imballaggio incluso, rispetti le normative vigenti. La negligenza in questo campo può comportare serie conseguenze penali, a prescindere dalla volontà di commettere l’illecito.

Chi è responsabile se l’imballaggio di un giocattolo non è sicuro?
La responsabilità non ricade solo sul fabbricante, ma anche sull’importatore o su chiunque si occupi delle operazioni funzionali all’immissione del prodotto sul mercato, come il confezionamento. Il legale rappresentante dell’azienda è ritenuto responsabile in assenza di specifiche deleghe.

Per essere condannati per la non conformità di un giocattolo è necessario aver agito intenzionalmente (con dolo)?
No. Il reato in questione è una contravvenzione, per la quale è sufficiente la colpa (negligenza, imprudenza o imperizia). Non è necessario dimostrare che l’amministratore fosse consapevole della violazione e volesse commetterla.

Un distributore che si limita a confezionare un prodotto importato può essere ritenuto responsabile per la sicurezza dei giocattoli?
Sì. Secondo la Corte, l’attività di confezionamento è un’operazione funzionale all’immissione sul mercato. Pertanto, chi confeziona un giocattolo assume la qualifica di ‘importatore’ ai fini della normativa sulla sicurezza e risponde della conformità del prodotto, inclusa quella dell’imballaggio.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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