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Scommesse abusive: quando scatta la condanna penale

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna penale per il reato di scommesse abusive a carico del gestore di un centro scommesse collegato a un bookmaker straniero. Il ricorrente sosteneva che l’attività fosse lecita a causa di una presunta discriminazione subita dalla società madre nell’accesso alle gare pubbliche italiane. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che, in assenza di una formale richiesta di regolarizzazione ai sensi della Legge di Stabilità 2015, l’operatore non può invocare profili discriminatori per escludere la rilevanza penale della propria condotta. La mancata adesione alla procedura di emersione fiscale e amministrativa rende l’attività di raccolta scommesse priva dei necessari titoli abilitativi.

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Pubblicato il 31 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale

Scommesse abusive: la Cassazione chiarisce i limiti della regolarizzazione

Il settore dei giochi e delle scommesse in Italia è regolato da norme rigorose che mirano a tutelare l’ordine pubblico e la trasparenza fiscale. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha affrontato il tema delle scommesse abusive, stabilendo confini precisi tra l’attività lecita e quella penalmente rilevante, specialmente in relazione ai centri collegati a operatori esteri.

Il caso della raccolta scommesse non autorizzata

La vicenda riguarda il gestore di un punto scommesse condannato per aver esercitato l’attività senza la licenza di pubblica sicurezza e senza il collegamento al totalizzatore nazionale. La difesa ha tentato di giustificare l’assenza di titoli abilitativi sostenendo che il bookmaker straniero di riferimento fosse stato vittima di discriminazioni nelle gare per l’assegnazione delle concessioni statali.

Secondo questa tesi, la normativa italiana avrebbe impedito illegittimamente l’accesso al mercato, rendendo di fatto impossibile operare legalmente. Tuttavia, i giudici hanno rilevato che l’operatore non aveva aderito alla procedura di regolarizzazione prevista dalla Legge di Stabilità 2015, preferendo un regime diverso che non estingue il reato penale.

Scommesse abusive e mancata regolarizzazione

La Corte ha ribadito un principio fondamentale: per poter invocare una discriminazione europea, l’operatore deve dimostrare di aver tentato la via della legalità. La legge n. 190 del 2014 ha introdotto una procedura specifica per consentire ai centri non autorizzati di emergere dall’illegalità, ottenendo licenze temporanee subordinate a controlli amministrativi.

Se un soggetto decide di non presentare istanza di sanatoria, non può successivamente lamentare in sede penale che il sistema sia discriminatorio. La scelta consapevole di non aderire al percorso di regolarizzazione fiscale e amministrativa cristallizza l’illiceità della condotta, rendendo inevitabile la condanna per il reato di esercizio abusivo di attività di gioco.

Le motivazioni

La Suprema Corte ha evidenziato che la procedura di regolarizzazione non pone restrizioni alla libertà di stabilimento, ma anzi agevola l’esercizio dell’attività attraverso un incremento delle concessioni provvisorie. Il diniego della licenza può essere contestato solo se l’istanza è stata effettivamente presentata e respinta per motivi illegittimi. Nel caso di specie, la società non aveva nemmeno avanzato la richiesta ai sensi del comma 643, rendendo irrilevante ogni questione sulla presunta discriminazione subita in passato.

Le conclusioni

In conclusione, la gestione di un centro scommesse in assenza di collegamento al totalizzatore nazionale e di licenza TULPS integra il reato di scommesse abusive. La protezione offerta dai principi comunitari non è uno scudo automatico: essa richiede un comportamento proattivo del contribuente e dell’operatore verso la regolarizzazione della propria posizione davanti alle autorità italiane.

Cosa accade se un centro scommesse non è collegato al totalizzatore nazionale?
L’attività viene considerata illecita e il gestore rischia una condanna penale per esercizio abusivo di scommesse ai sensi della legge 401 del 1989.

Si può evitare la condanna penale invocando la discriminazione europea?
Solo se l’operatore ha effettivamente richiesto la regolarizzazione prevista dalla legge e questa è stata negata per motivi discriminatori o illegittimi.

Qual è l’effetto della Legge di Stabilità 2015 sulle scommesse?
La legge ha introdotto una procedura di emersione che permette di ottenere titoli abilitativi temporanei, sanando la posizione penale di chi vi aderisce correttamente.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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