Rinvio Pregiudiziale: L’Ordinanza Deve Essere Autosufficiente
Il rispetto delle norme procedurali è un pilastro fondamentale del sistema giudiziario. Un recente caso esaminato dalla Corte di Cassazione Penale, Sezione VII, con l’ordinanza n. 43777 del 2023, offre un’importante lezione sull’uso corretto dello strumento del rinvio pregiudiziale, in particolare sui requisiti che l’ordinanza di rimessione deve possedere per non essere dichiarata inammissibile.
Il Caso: Un Rinvio sulla Competenza Territoriale
La vicenda ha origine da un procedimento penale dinanzi al Tribunale di Roma per i reati di ricettazione e uso di atto falso. Durante il processo, è stata sollevata una questione sulla competenza territoriale del tribunale a giudicare il caso. Il giudice, condividendo i dubbi esposti dalla difesa, ha deciso di avvalersi del meccanismo del rinvio pregiudiziale previsto dall’art. 24-bis del Codice di Procedura Penale, rimettendo la questione alla Corte di Cassazione.
Questo strumento è pensato per risolvere in via preliminare e definitiva le questioni di competenza, evitando che un processo si svolga interamente davanti a un giudice non competente. Tuttavia, il suo utilizzo è subordinato a condizioni precise.
La Decisione della Cassazione: I Requisiti del Rinvio Pregiudiziale
La Corte di Cassazione ha dichiarato la richiesta di rinvio pregiudiziale inammissibile. La ragione non risiede nel merito della questione di competenza, ma in un vizio formale e sostanziale dell’atto con cui il Tribunale ha sollevato la questione: l’ordinanza di rimessione.
Il Principio di Autosufficienza dell’Ordinanza
Il fulcro della decisione è il principio di autosufficienza. Secondo la Suprema Corte, l’ordinanza con cui un giudice rimette una questione pregiudiziale deve essere ‘autosufficiente’, ovvero deve contenere tutti gli elementi necessari per consentire alla Corte di Cassazione di comprendere e decidere la questione senza dover fare riferimento ad altri atti del processo non allegati.
Nel caso specifico, l’ordinanza del Tribunale di Roma era carente sotto diversi aspetti cruciali:
* Mancata descrizione della fattispecie: Non veniva descritto il fatto storico oggetto del processo.
* Assenza di indicazioni sulla condotta: Non erano specificati, neanche in modo succinto, gli elementi di fatto e le modalità della condotta che avevano portato alla contestazione dei reati.
* Mancanza di una valutazione autonoma: Il giudice non aveva esposto le proprie ragioni per ritenere fondata l’eccezione della difesa, limitandosi a un mero richiamo all’atto di parte allegato al verbale d’udienza.
Le Motivazioni: L’Onere del Giudice di Motivare Autonomamente
La Cassazione ha ribadito un principio consolidato: il giudice che solleva la questione (giudice a quo) ha l’onere di esporre le problematiche, analizzarle e compiere una valutazione preliminare sulla loro fondatezza. Non è sufficiente condividere la prospettazione della difesa e richiamarla. Il giudice deve dimostrare, attraverso una motivazione propria, che esiste una ‘ragionevole presunzione della fondatezza della questione’. Questo passaggio è essenziale per giustificare la sospensione del processo e l’investitura della Corte Suprema.
Il semplice rinvio a un atto di parte, senza una rielaborazione critica e una valutazione autonoma, svuota di contenuto la funzione del giudice e rende l’ordinanza di rimessione un guscio vuoto, inidoneo a innescare correttamente il meccanismo del rinvio pregiudiziale.
Conclusioni: L’Importanza della Chiarezza negli Atti Giudiziari
Questa ordinanza serve da monito per tutti gli operatori del diritto. La richiesta di un rinvio pregiudiziale non è un atto meramente formale, ma una richiesta motivata che deve poggiare su basi solide e chiaramente esposte. Il rispetto del principio di autosufficienza non è un cavillo burocratico, ma una garanzia di efficienza e chiarezza processuale. Assicura che la Corte di Cassazione possa decidere rapidamente e con cognizione di causa, evitando inutili ritardi e garantendo il corretto svolgimento della giustizia.
Perché un rinvio pregiudiziale può essere dichiarato inammissibile?
Un rinvio pregiudiziale può essere dichiarato inammissibile se l’ordinanza di rimessione non rispetta il principio di autosufficienza, ovvero se omette di descrivere la fattispecie, gli elementi di fatto e, soprattutto, se manca di una valutazione autonoma da parte del giudice sulle ragioni che fondano la questione sollevata.
Cosa si intende per principio di autosufficienza di un’ordinanza di rimessione?
Significa che l’ordinanza deve contenere tutte le informazioni necessarie (fatti del caso, condotta contestata, ragioni giuridiche) per permettere alla Corte di Cassazione di comprendere e decidere la questione senza dover consultare altri atti del fascicolo processuale. L’atto deve ‘bastare a se stesso’.
È sufficiente per il giudice allegare l’atto della difesa per motivare un rinvio pregiudiziale?
No, non è sufficiente. La Corte di Cassazione ha chiarito che il giudice ha l’onere di esporre le questioni, analizzarle e compiere una propria e autonoma valutazione preliminare sulla loro fondatezza, non potendosi limitare a un semplice richiamo dell’atto difensivo.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 43777 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 43777 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 26/09/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
RINVIO PREGIUDIZIALE EX ART. 24-BIS C.P.P.
(Imputato: COGNOME NOME nato a CERIGNOLA il DATA_NASCITA)
ordinanza del 21/03/2023 del TRIBUNALE di ROMA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Ritenuto che l’ordinanza con cui il Tribunale di Roma ha rimesso in via pregiudiziale, ai sensi dell’art. 24-bis cod. proc. pen., la questione della competenza territoriale alla Corte di cassazione in relazione ai delitti di ricettazion e uso di atto falso ascritti all’imputato, è inammissibile in quanto non sono state rispettate tutte le condizioni per il rinvio pregiudiziale ed in particolare, in dif del rispetto del principio di autosufficienza dell’ordinanza di rimessione, risultando del tutto omessa la descrizione, da parte del giudice a quo, della fattispecie oggetto del giudizio, l’indicazione – sia pure succinta – degli elementi di fatto per cui procede e delle modalità della condotta che hanno determinato la contestazione del delitto di ricettazione e di uso di atto falso dell’imputato, nonché infine di da conto attraverso un’autonoma valutazione delle ragioni che lo hanno indotto a ritenere fondata l’eccezione difensiva, non potendosi ritenere sufficiente il mero richiamo dell’atto di parte a tale fine allegato al verbale d’udienza;
considerato che, in aderenza alla giurisprudenza di legittimità, il giudice «che appare condividere la prospettazione difensiva ha l’onere di esporre le questioni, analizzarle, e compiere una preliminare delibazione della fondatezza e prospettare l’impossibilità di risolverla con gli strumenti ordinari (Sez. 2, n. 28561 d 20/06/2023), essendo necessario che la decisione del giudice sia affidata ad un canone di ragionevole presunzione della fondatezza della questione;
osservato, pertanto, che la richiesta di rinvio pregiudiziale deve essere dichiarata inammissibile.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il rinvio pregiudiziale. Così deciso, il 26 settembre 2023
Il Consiglier Estensore
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