Rinuncia Ricorso Cassazione: Analisi di una Recente Sentenza
La rinuncia ricorso cassazione è un atto processuale con cui un soggetto decide volontariamente di non proseguire con l’impugnazione presentata davanti alla Suprema Corte. Sebbene possa sembrare una semplice ritirata, questa scelta comporta conseguenze giuridiche precise e inevitabili, come illustrato da una recente sentenza della Corte di Cassazione. Analizziamo insieme i dettagli di questo caso per comprendere meglio le implicazioni di tale decisione.
I Fatti del Caso
La vicenda trae origine da un’ordinanza del Tribunale di Roma, in funzione di giudice dell’esecuzione. Con tale provvedimento, era stata disposta la revoca della pena sospesa nei confronti di un individuo. Quest’ultimo, ritenendo ingiusta la decisione, aveva proposto rituale ricorso per cassazione.
Tuttavia, prima che la Suprema Corte potesse pronunciarsi sul merito della questione, lo stesso ricorrente, con un atto formale datato 18 aprile 2024, ha manifestato la propria volontà di rinunciare al ricorso.
La Decisione della Corte di Cassazione sulla Rinuncia al Ricorso
Preso atto della formale rinuncia, la Corte di Cassazione non ha potuto fare altro che dichiarare l’inammissibilità del ricorso originario. La decisione non entra nel merito dei motivi per cui l’appello era stato inizialmente presentato, poiché l’atto di rinuncia preclude qualsiasi valutazione di questo tipo.
Di conseguenza, la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali. In aggiunta, è stata disposta la condanna al versamento di una somma di cinquecento euro in favore della cassa delle ammende, una sanzione pecuniaria prevista in questi casi.
Le Motivazioni della Sentenza
Le motivazioni alla base della decisione sono estremamente lineari e si fondano su un principio cardine della procedura penale. La rinuncia all’impugnazione è un atto dispositivo della parte che estingue il rapporto processuale. Una volta che la rinuncia viene formalizzata, il giudice non ha più il potere di esaminare la fondatezza del ricorso.
La pronuncia di inammissibilità è, pertanto, una conseguenza automatica e doverosa. Anche la condanna alle spese processuali e al pagamento della somma alla cassa delle ammende non è una scelta discrezionale del collegio giudicante, ma un obbligo di legge che consegue alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso.
Le Conclusioni
Questa sentenza ribadisce un punto fondamentale: la scelta di presentare un ricorso in Cassazione deve essere ponderata attentamente. La successiva rinuncia ricorso cassazione, pur essendo un diritto della parte, non è priva di conseguenze. Essa determina non solo la fine del procedimento, rendendo definitiva la decisione impugnata, ma comporta anche oneri economici certi per il rinunciante. La condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria serve a sanzionare l’inutile attivazione della macchina giudiziaria. Pertanto, è essenziale che chiunque intraprenda la via dell’impugnazione sia pienamente consapevole delle possibili implicazioni, inclusi gli esiti di una rinuncia.
Cosa succede se si rinuncia a un ricorso in Cassazione?
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, senza esaminarlo nel merito.
La rinuncia al ricorso comporta delle spese?
Sì, la persona che rinuncia viene condannata al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della cassa delle ammende, che in questo caso specifico è stata fissata in cinquecento euro.
Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile esclusivamente a causa della rinuncia formale presentata dal ricorrente prima che la Corte potesse decidere sulla questione.
Testo del provvedimento
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 1 Num. 31748 Anno 2024
Penale Sent. Sez. 1 Num. 31748 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME
Data Udienza: 24/04/2024
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME (RINUNCIANTE) nato a ROMA il DATA_NASCITA
avverso l’ordinanza del 29/11/2023 del TRIBUNALE di ROMA
udita la relazione svolta dal Consigliere COGNOME;
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IN FATTO E IN DIRITTO
Con ordinanza emessa in data 26 dicembre 2023 il Tribunale di Roma – quale giudice della esecuzione – ha disposto la revoca della pena sospesa nei confron di COGNOME NOME.
Dopo aver proposto rituale ricorso per cassazione, COGNOME NOME con atto del 18 aprile 2024 ha rinunziato al ricorso.
Va pertanto dichiarato inammissibile per rinunzia l’originario atto di ricorso, condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro cinquecento in favore della cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spes processuali e della somma di euro cinquecento in favore della cassa dell ammende.
Così deciso il 24 aprile 2024
Il Consigliere estensore
Il residente