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Rinuncia al ricorso: gli effetti sull’appello penale

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla moglie di un indagato avverso un sequestro preventivo. La decisione non entra nel merito della legittimità del sequestro, ma si fonda esclusivamente sulla successiva rinuncia al ricorso presentata dal difensore della donna. Questo atto formale ha precluso ogni ulteriore esame, confermando l’ordinanza del Tribunale del Riesame.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Rinuncia al Ricorso: Quando un Atto Formale Chiude Definitivamente un Procedimento

La rinuncia al ricorso è un istituto processuale che, sebbene semplice nella sua forma, produce effetti drastici e irrevocabili. Una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 24401/2024) offre un chiaro esempio di come questo atto determini la fine di un’impugnazione, impedendo ai giudici di entrare nel merito delle questioni sollevate. Il caso in esame riguarda il ricorso di una donna, terza interessata, avverso un’ordinanza di sequestro preventivo emessa nei confronti del coniuge.

La Vicenda Processuale: Dal Sequestro al Ricorso in Cassazione

Il Giudice per le indagini preliminari aveva disposto il sequestro preventivo di una somma di 14.000,00 euro, finalizzato alla confisca, ritenendo sussistente il fumus di gravi reati a carico di un uomo, tra cui l’estorsione e l’associazione di tipo mafioso.

La moglie dell’indagato, in qualità di terza interessata, aveva impugnato il provvedimento dinanzi al Tribunale del Riesame, sostenendo che una parte della somma sequestrata (5.000,00 euro), rinvenuta presso l’abitazione coniugale, fosse di sua esclusiva pertinenza, derivante da entrate lecite e da risparmi personali. Il Tribunale del Riesame aveva rigettato il suo ricorso, confermando il sequestro.

Contro questa decisione, la donna aveva proposto ricorso per Cassazione, lamentando che il Tribunale non avesse adeguatamente esaminato le sue argomentazioni difensive sulla non riconducibilità di quella specifica somma alle attività illecite del marito.

L’Impatto Decisivo della Rinuncia al Ricorso

Il punto di svolta della vicenda, che ne ha determinato l’esito finale, è avvenuto prima ancora che la Corte potesse analizzare le doglianze della ricorrente. In data 12 marzo 2024, il suo difensore ha depositato in cancelleria un atto formale di rinuncia al ricorso.

Questo atto ha cambiato completamente lo scenario processuale. La Corte di Cassazione, infatti, non ha potuto fare altro che prenderne atto e applicare la normativa di riferimento.

le motivazioni

La motivazione della Suprema Corte è tanto sintetica quanto ineccepibile dal punto di vista procedurale. I giudici hanno richiamato l’articolo 591, comma 1, lettera d), del codice di procedura penale. Questa norma stabilisce che l’impugnazione è inammissibile quando vi è stata rinuncia.

La dichiarazione di rinuncia, quindi, non è una semplice comunicazione, ma un atto giuridico con una conseguenza diretta e automatica: l’inammissibilità del ricorso. Questo significa che il giudice dell’impugnazione perde il potere di decidere sul merito della questione. Le ragioni della ricorrente, per quanto potessero essere fondate, non sono state neanche prese in considerazione, poiché l’atto di rinuncia ha bloccato il procedimento sul nascere.

le conclusioni

La sentenza dimostra in modo emblematico la portata della rinuncia nel processo penale. È una scelta strategica che pone fine a ogni possibilità di revisione della decisione impugnata. Una volta formalizzata, essa rende definitiva l’ordinanza del Tribunale del Riesame, senza alcuna valutazione nel merito da parte della Cassazione. Questo caso sottolinea l’importanza di ponderare attentamente ogni atto processuale, poiché le conseguenze possono essere definitive e precludere qualsiasi ulteriore difesa delle proprie ragioni.

Cosa succede se si presenta una rinuncia al ricorso in Cassazione?
La presentazione della rinuncia comporta la dichiarazione di inammissibilità del ricorso. Di conseguenza, la Corte non esamina il merito delle questioni sollevate e il provvedimento impugnato diventa definitivo per la parte che ha rinunciato.

Per quale motivo era stato disposto il sequestro dei beni?
Il sequestro preventivo della somma di 14.000,00 euro era stato disposto perché il Giudice per le indagini preliminari riteneva sussistente il fumus (l’apparenza) di gravi reati a carico del marito della ricorrente, in particolare i delitti previsti dagli articoli 56 (delitto tentato), 629 (estorsione) e 416 bis.1 (associazione di tipo mafioso) del codice penale.

La Corte di Cassazione ha esaminato le ragioni della ricorrente sulla provenienza del denaro?
No, la Corte di Cassazione non ha esaminato nel merito le ragioni della ricorrente. A causa della rinuncia al ricorso presentata dal suo difensore, la Corte si è limitata a dichiarare l’inammissibilità dell’appello, come previsto dalla legge.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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