LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Rinuncia al ricorso: conseguenze e spese processuali

La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito della sua formale rinuncia. La rinuncia al ricorso è stata motivata da una causa sopravvenuta: la cessazione della misura cautelare e la concessione della sospensione condizionale della pena. Di conseguenza, il ricorrente viene condannato solo al pagamento delle spese processuali, senza l’ulteriore sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, proprio a causa della sopravvenuta carenza di interesse a proseguire l’impugnazione.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 30 novembre 2025 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Rinuncia al Ricorso in Cassazione: Analisi della Sentenza n. 25788/2024

La rinuncia al ricorso è un atto processuale fondamentale che può determinare l’esito di un procedimento in Cassazione. Con la sentenza in commento, la Suprema Corte chiarisce le conseguenze di tale atto, soprattutto in relazione al pagamento delle spese e delle eventuali sanzioni. Analizziamo insieme un caso pratico per comprendere meglio la dinamica e le implicazioni legali.

I Fatti del Caso

La vicenda ha origine con l’arresto in flagranza di un soggetto per un reato previsto dalla normativa sugli stupefacenti (art. 73 D.P.R. 309/90). Inizialmente, il Tribunale di Genova applica la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Successivamente, accogliendo una richiesta di aggravamento, il Tribunale del riesame sostituisce tale misura con gli arresti domiciliari.

Contro quest’ultima decisione, la difesa dell’imputato propone ricorso per Cassazione, lamentando un’errata applicazione delle norme sulle misure cautelari e un’illogicità nella motivazione del provvedimento.

Tuttavia, prima che la Cassazione si pronunci, si verifica un fatto nuovo e decisivo: nel giudizio di primo grado, il giudice dichiara cessata la misura cautelare e concede all’imputato il beneficio della sospensione condizionale della pena. Questo evento cambia completamente le carte in tavola.

La Rinuncia al Ricorso e la Decisione della Cassazione

A seguito della cessazione della misura cautelare, il difensore, munito di procura speciale, deposita una formale dichiarazione di rinuncia al ricorso presentato. L’interesse a contestare l’ordinanza che aveva imposto gli arresti domiciliari era infatti venuto meno, dato che la misura stessa non era più in vigore.

La Corte di Cassazione, prendendo atto della rinuncia, dichiara il ricorso inammissibile. Questa decisione è una conseguenza diretta e automatica della rinuncia, come previsto dal codice di procedura penale agli articoli 589 e 591.

Le Motivazioni della Corte

La Corte Suprema fonda la sua decisione sulla base della formale rinuncia pervenuta. Il punto centrale della motivazione, tuttavia, non riguarda tanto la declaratoria di inammissibilità, quanto le conseguenze economiche per il ricorrente.

Il provvedimento chiarisce un principio importante: quando la rinuncia al ricorso è determinata da una “causa sopravvenuta di interesse a coltivare l’impugnazione”, come in questo caso la cessazione della misura, non si applica la condanna al versamento di una somma in favore della Cassa per le ammende. Si tratta di una sanzione pecuniaria tipicamente associata all’inammissibilità di un ricorso, ma che viene esclusa quando l’inammissibilità deriva da una perdita di interesse giustificata e sopravvenuta.

Nonostante ciò, la Corte condanna comunque il ricorrente al pagamento delle sole spese processuali. La rinuncia, infatti, seppur motivata, determina la chiusura del procedimento attivato dallo stesso ricorrente, il quale deve quindi farsi carico dei costi generati.

Le Conclusioni

Questa sentenza offre due importanti spunti di riflessione pratica:

1. Effetto della Rinuncia: La rinuncia formale a un’impugnazione ne determina l’immediata inammissibilità, chiudendo di fatto la questione davanti al giudice adito.
2. Conseguenze sulle Spese: Se la rinuncia è causata da un evento sopravvenuto che fa perdere interesse alla decisione (es. cessazione della misura cautelare), il ricorrente evita la condanna al pagamento della sanzione alla Cassa delle ammende, ma resta comunque obbligato a sostenere i costi del processo (spese processuali). È una distinzione cruciale che mitiga le conseguenze economiche per chi rinuncia a un’impugnazione non per capriccio, ma per il mutamento delle circostanze fattuali e giuridiche.

Cosa succede se si rinuncia a un ricorso in Cassazione?
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ponendo fine al procedimento di impugnazione.

Chi rinuncia al ricorso deve sempre pagare una sanzione pecuniaria?
No. Se la rinuncia è causata da un evento sopravvenuto che fa venir meno l’interesse a proseguire (come la cessazione della misura cautelare), il ricorrente non è condannato al pagamento della somma in favore della Cassa per le ammende.

In caso di rinuncia al ricorso, chi paga le spese del processo?
Il ricorrente che presenta la rinuncia è comunque condannato al pagamento delle spese processuali, ovvero i costi sostenuti per l’attività giudiziaria fino a quel momento.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)

Articoli correlati