Rinnovazione Istruzione Appello: Quando il Giudice Può Rifiutare Nuove Prove?
La rinnovazione istruzione appello rappresenta un momento cruciale nel processo penale, ma non costituisce un diritto incondizionato della difesa. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i rigidi paletti entro cui tale richiesta può essere accolta, sottolineando come un quadro probatorio solido e coerente possa rendere irrilevante l’acquisizione di nuove prove. Analizziamo insieme la decisione per comprendere le sue implicazioni pratiche.
I Fatti del Caso: Un Furto e un Alibi Digitale
Il caso trae origine dalla condanna di un uomo per furto aggravato, confermata sia in primo grado che in appello. La difesa dell’imputato si basava su un alibi che egli riteneva decisivo: l’invio di alcuni messaggi vocali dal proprio telefono cellulare in un orario e da un luogo incompatibili con la commissione del reato. Per dimostrare la genuinità di tali messaggi, la difesa aveva richiesto in appello una perizia informatica, volta a verificarne l’autenticità e a escludere manipolazioni.
La Corte d’Appello, tuttavia, aveva respinto la richiesta, ritenendola non necessaria ai fini della decisione. Contro questa decisione, l’imputato ha proposto ricorso per Cassazione, lamentando una violazione di legge e un vizio di motivazione.
La Decisione della Corte: La solidità del quadro probatorio e la rinnovazione istruzione appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e, di conseguenza, inammissibile. I giudici supremi hanno avallato pienamente la motivazione della Corte territoriale, ritenendola logica, completa e immune da vizi.
La decisione di negare la rinnovazione istruzione appello non è stata arbitraria, ma fondata su una valutazione complessiva del materiale probatorio già acquisito, definito ‘granitico’. In particolare, sono stati evidenziati i seguenti punti:
1. L’attendibilità del riconoscimento: La persona offesa aveva riconosciuto l’imputato tramite fotografia, fornendo un identikit dettagliato e notando un tratto somatico peculiare (strabismo), elemento che ha reso il riconoscimento particolarmente credibile.
2. La fragilità dell’alibi: L’imputato sosteneva di trovarsi con la figlia per un esame medico al momento del furto, ma non ha mai prodotto alcuna documentazione a supporto, pur essendo una prova facile da reperire.
3. L’incertezza sulla titolarità del telefono: Il cellulare da cui sarebbero partiti i messaggi vocali era intestato alla moglie, non direttamente a lui, rendendo meno certa la sua riconducibilità all’imputato in quel preciso momento.
4. La rinuncia a un teste chiave: La difesa aveva rinunciato all’audizione del testimone destinatario dei messaggi vocali, indebolendo ulteriormente la tesi difensiva.
Infine, la Corte ha considerato una possibilità logica alternativa: l’imputato avrebbe potuto registrare i vocali con un altro dispositivo e farli inviare da un terzo tramite il suo telefono, una manovra semplice che vanificherebbe l’utilità della perizia.
Le Motivazioni Giuridiche
Il fulcro giuridico della decisione risiede nell’interpretazione dell’art. 603, comma 1, del codice di procedura penale. La norma stabilisce che la rinnovazione dell’istruzione in appello è possibile solo quando il giudice ‘non possa decidere allo stato degli atti’. Questa condizione, spiega la Corte, si verifica unicamente quando le prove già acquisite sono incerte o contraddittorie e la nuova prova richiesta è ‘decisiva’, cioè in grado di risolvere tali incertezze o di smentire le altre risultanze processuali.
Nel caso di specie, la Corte d’Appello non si trovava in una condizione di incertezza. Al contrario, disponeva di un quadro probatorio solido e convergente verso la colpevolezza dell’imputato. Di conseguenza, la perizia informatica, anche se avesse confermato l’autenticità dei messaggi, non sarebbe stata ‘decisiva’ per scardinare le altre prove. Il rigetto della richiesta è stato quindi ritenuto corretto e adeguatamente motivato.
Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche
Questa ordinanza ribadisce un principio fondamentale: il giudizio d’appello non è un ‘secondo primo grado’ dove si possono introdurre liberamente nuove prove. La richiesta di rinnovazione istruttoria è un evento eccezionale, subordinato a una rigorosa valutazione di necessità e decisività. Per la difesa, ciò significa che è fondamentale presentare tutte le prove a sostegno delle proprie tesi già nel corso del primo grado di giudizio. Attendere l’appello per introdurre elementi nuovi è una strategia rischiosa, che può essere vanificata se le prove d’accusa sono ritenute sufficientemente forti e coerenti dal collegio giudicante.
Quando è possibile chiedere la rinnovazione dell’istruzione nel processo d’appello?
È possibile solo quando il giudice ritiene di non poter decidere sulla base delle prove già acquisite (‘allo stato degli atti’) e la nuova prova richiesta è considerata ‘decisiva’, ovvero capace di eliminare le incertezze probatorie o di invalidare le altre risultanze.
Perché la Corte ha ritenuto non decisiva la perizia informatica sui messaggi vocali?
La Corte l’ha ritenuta non decisiva perché il quadro probatorio a carico dell’imputato era già molto solido, basato su un attendibile riconoscimento fotografico e sulla debolezza dell’alibi presentato. Inoltre, esisteva la possibilità alternativa che i messaggi fossero stati inviati da una terza persona su indicazione dell’imputato.
Cosa succede quando un ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
Quando un ricorso è dichiarato inammissibile, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende. Inoltre, come in questo caso, viene condannato a rimborsare le spese legali sostenute dalla parte civile nel giudizio.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 39894 Anno 2025
Penale Ord. Sez. 7 Num. 39894 Anno 2025
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 25/11/2025
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME NOME a IVREA il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 03/06/2025 della CORTE APPELLO di TORINO
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
. MOTIVI DELLA DECISIONE
Il ricorrente in epigrafe ha proposto ricorso per RAGIONE_SOCIALEzione avverso la sentenza del Corte di Appello di Torino del 3 giugno 2025 con la quale è stata confermata la sentenza -rtazirtio pronunciata dal Tribunale di gai che lo ha condanNOME per il reato di furto aggravato. Lament con unico motivo di ricorso, violazione di legge e vizio di motivazione in ordine al manc espletamento di una perizia informatica circa la genuinità dei messaggi vocali inviati dal tele cellulare dell’imputato in ora e luogo incompatibili con quelli del commesso furto.
Il motivo di ricorso è manifestamente infondato.
Alla rinnovazione dell’istruzione nel giudizio di appello, di cui all’art. 603, comma primo, proc. pen., può ricorrersi solo quando il giudice ritenga «di non poter decidere allo stato atti», sussistendo tale impossibilità unicamente quando i dati probatori già acquisiti siano in nonché quando l’incombente richiesto sia decisivo, nel senso che lo stesso possa eliminare le eventuali incertezze ovvero sia di per sé oggettivamente idoneo ad inficiare ogni altra risulta (Sez. 3, n. 35372 del 23/05/2007, COGNOME, Rv. 237410; Sez. 3, n. 47963 del 13/09/2016, COGNOME, Rv. 268657, che ha affermato anche che, nella prima ipotesi, le ragioni di riget possono essere anche implicite nell’apparato motivazionale della decisione adottata; Sez.5, n. 112 del 30/09/2021, COGNOME, Rv. 282728 – 01).
Tanto premesso, la Corte territoriale rende ampia ed esaustiva motivazione, totalmente immune da vizi di illogicità, ben spiegando le ragioni della ritenuta irrilevanza della rinnov istruttoria. In particolare, vengono diffusamente richiamate: 1) la incontrovertibile attend del riconoscimento fotografico effettuato dalla persona offesa, che non solo aveva fornito dettagliato identikit agli inquirenti, ma aveva altresì riconosciuto l’imputato la cui foto posta in comparazione con altri profili simili, evidenziando il tratto caratterizzante di quest ( strabismo degli occhi); 2) il fatto che il ricorrente, pur deducendo di aver accompagnat figlia ad eseguire un elettrocardiogramma al momento del commesso furto, non aveva fornito alcuna documentazione in proposito, benchè fosse del tutto agevole; 3) il telefono cellul asseritamente in uso all’imputato era intestato alla moglie, quindi non riconducibile a lu certezza; 4) il ricorrente aveva rinunciato all’escussione del teste da lui stesso indicato destinatario del messaggi vocali. In tale diffuso contesto argomentativo, la Corte consid inoltre la facile possibilità, per l’imputato, di registrare i vocali mediante altro dispos farli inviare da parte di un terzo cui avrebbe potuto essere consegNOME il telefonino conclusione circa la non decisività dell’accertamento, considerato il granitico quadro probatorio acquisito, è dunque sorretta da ampia motivazione priva di fratture logiche e ri principi enunciati dalla consolidata giurisprudenza di questa Corte di legittimità.
Essendo il ricorso inammissibile e, a norma dell’art. 616 cod. proc. pen, non ra assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità (Corte Cost. s del 13.6.2000), alla condanna del ricorrente al pagamento RAGIONE_SOCIALE spese del proc consegue quella al pagamento della sanzione pecuniaria nella misura indicata in dispos
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento RAGIONE_SOCIALE spese processua della somma di euro tremila in favore della RAGIONE_SOCIALE. Condanna inoltre il ricorrente alla refusione RAGIONE_SOCIALE spese di rappresentanza e difesa sostenute nel presente giudizio dalla par civile NOME COGNOME che liquida in complessivi euro tremila oltre accessori di legge.
Così deciso in Roma, 25 novembre 2025
Il Consigliere estensore
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