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Rimessione del processo: i motivi di inammissibilità

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l’istanza di rimessione del processo presentata da un imputato. La richiesta è stata giudicata carente sotto il profilo delle motivazioni, risultando generica e priva di riferimenti fattuali e giuridici concreti. Inoltre, il richiedente non ha fornito prova del deposito dell’istanza presso la cancelleria del giudice procedente né della notifica alle altre parti entro i termini di legge. La Corte ha chiarito che la rimessione del processo non costituisce un mezzo di impugnazione, escludendo quindi la condanna alle spese processuali ma confermando la sanzione pecuniaria verso la Cassa delle ammende.

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Pubblicato il 27 marzo 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Rimessione del processo: quando l’istanza è inammissibile

La rimessione del processo è un istituto eccezionale che permette di spostare la sede di un dibattimento penale quando gravi situazioni locali ne compromettono il regolare svolgimento. Tuttavia, la sua attivazione richiede il rigoroso rispetto di requisiti formali e sostanziali, la cui mancanza conduce inevitabilmente a una declaratoria di inammissibilità.

Il caso in esame

Un imputato ha presentato istanza di rimessione ai sensi dell’art. 45 c.p.p. in relazione a un procedimento pendente presso un tribunale siciliano. Oltre allo spostamento del processo, il richiedente sollecitava il sequestro dei fascicoli processuali. La Suprema Corte è stata chiamata a valutare la legittimità di tale richiesta, analizzando sia il contenuto delle doglianze sia il rispetto delle procedure di deposito.

La rimessione del processo e i vizi di forma

La decisione della Corte di Cassazione mette in luce due criticità fondamentali. In primo luogo, l’istanza è stata definita generica. Per ottenere lo spostamento di un processo, non è sufficiente lamentare un generico disagio ambientale, ma occorre indicare con precisione i dati di fatto e le ragioni di diritto che giustificano una misura così invasiva per la competenza territoriale.

In secondo luogo, è emerso un grave difetto procedurale. Secondo l’art. 46 c.p.p., l’istanza deve essere depositata nella cancelleria del giudice che procede e notificata alle altre parti entro sette giorni. Nel caso di specie, non è stata fornita alcuna prova dell’avvenuto deposito, rendendo l’atto nullo sul piano processuale.

Sanzioni pecuniarie e spese processuali

Un aspetto interessante della sentenza riguarda le conseguenze economiche dell’inammissibilità. L’imputato è stato condannato al pagamento di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende. Tuttavia, la Corte ha specificato che non è dovuta la rifusione delle spese del procedimento. Questo perché la rimessione del processo non è classificabile come un mezzo di impugnazione (come l’appello o il ricorso per Cassazione), rendendo inapplicabile l’art. 616 c.p.p. che disciplina le spese per i ricorsi rigettati.

Le motivazioni

Le motivazioni della Suprema Corte si fondano sulla natura eccezionale dell’istituto della rimessione. Essendo una deroga al principio del giudice naturale precostituito per legge, l’onere probatorio in capo al richiedente è estremamente elevato. La genericità delle deduzioni impedisce al giudice di legittimità di verificare la reale sussistenza di un pregiudizio alla libertà di determinazione delle persone coinvolte nel processo. Inoltre, il mancato rispetto delle formalità di notifica e deposito lede il principio del contraddittorio, impedendo alle altre parti di interloquire su una richiesta che inciderebbe direttamente sulla sede del giudizio.

Le conclusioni

In conclusione, la sentenza ribadisce che la rimessione non può essere utilizzata come strumento dilatorio o basato su sospetti non documentati. La corretta instaurazione del procedimento di rimessione esige una precisione tecnica assoluta, sia nella redazione dei motivi che nell’esecuzione degli adempimenti di cancelleria. L’inammissibilità non solo preclude lo spostamento del processo, ma espone il richiedente a sanzioni pecuniarie significative, pur restando esclusa la condanna alle spese processuali tipica delle impugnazioni ordinarie.

Quali sono i requisiti per depositare correttamente una richiesta di rimessione?
L’istanza deve essere depositata nella cancelleria del giudice che procede e notificata alle altre parti entro sette giorni dal deposito, allegando i documenti necessari a supporto delle proprie ragioni.

Cosa rischia chi presenta un’istanza di rimessione generica?
L’istanza viene dichiarata inammissibile e il richiedente può essere condannato al pagamento di una somma tra mille e tremila euro in favore della Cassa delle ammende.

La rimessione del processo è considerata un mezzo di impugnazione?
No, la giurisprudenza di legittimità ha chiarito che la rimessione non ha natura di mezzo di impugnazione, pertanto non si applicano le norme sulla condanna alle spese processuali previste per i ricorsi.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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