Ricorso Tardivo: La Cassazione Sottolinea l’Importanza dei Termini
Nel processo penale, il rispetto dei termini è un principio cardine che garantisce certezza e ordine. Un recente provvedimento della Corte di Cassazione ha ribadito con forza questa regola, dichiarando inammissibile un appello a causa di un ricorso tardivo. Questa decisione offre un’occasione preziosa per comprendere come vengono calcolati i termini per le impugnazioni e quali sono le conseguenze del loro mancato rispetto.
I Fatti del Caso: Un Appello Presentato Oltre la Scadenza
Il caso ha origine da una sentenza della Corte di Appello che, pur ridimensionando la pena, confermava la condanna di un imputato per il reato di furto aggravato. La difesa dell’imputato decideva di presentare ricorso per cassazione avverso tale pronuncia. Tuttavia, il ricorso veniva depositato telematicamente il 6 marzo 2023, una data che, come vedremo, si è rivelata fatale per le sorti dell’impugnazione.
Il Calcolo dei Termini e il Ricorso Tardivo
Il cuore della questione risiede nel calcolo dei termini processuali. La Corte di Appello si era riservata novanta giorni per il deposito delle motivazioni della sua sentenza. Questo termine è stato rispettato, con il deposito avvenuto il 31 ottobre 2022.
Dal momento della scadenza del termine per il deposito (in questo caso, il 9 dicembre 2022, poiché l’8 dicembre era un giorno festivo), la legge prevede un ulteriore termine di quarantacinque giorni per proporre ricorso per cassazione. Di conseguenza, la data ultima per presentare l’impugnazione era il 23 gennaio 2023.
Essendo stato presentato il 6 marzo 2023, il ricorso risultava depositato ben oltre la scadenza prevista, configurandosi così come un ricorso tardivo.
La Decisione della Corte di Cassazione
Di fronte a questa palese violazione dei termini, la Corte di Cassazione non ha potuto fare altro che dichiarare l’inammissibilità del ricorso. Questa decisione impedisce alla Corte di entrare nel merito delle questioni sollevate dalla difesa, chiudendo di fatto la porta a un’ulteriore revisione del caso. Oltre alla dichiarazione di inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di quattromila euro in favore della Cassa delle ammende.
Le Motivazioni
Le motivazioni della Corte sono state lineari e si sono basate su un semplice ma inderogabile principio procedurale. Il rispetto dei termini per l’impugnazione non è una mera formalità, ma un presupposto essenziale per la validità dell’atto. La tardività del ricorso è un vizio insanabile che ne determina automaticamente l’inammissibilità, senza che il giudice possa valutare altre circostanze. La Corte ha meticolosamente ricostruito il calendario processuale, dimostrando in modo inequivocabile come il termine ultimo fosse scaduto da tempo al momento del deposito dell’atto di impugnazione.
Le Conclusioni
Questa ordinanza serve da monito sull’importanza cruciale della diligenza e della precisione nel monitoraggio delle scadenze processuali. Un ricorso tardivo vanifica ogni sforzo difensivo e preclude qualsiasi possibilità di riesame della decisione. La pronuncia sottolinea come i termini processuali siano posti a garanzia della certezza del diritto e del rapido svolgimento dei processi, e la loro violazione comporta conseguenze severe e definitive per la parte che li ignora.
Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché era un ricorso tardivo, ovvero è stato presentato oltre il termine perentorio di 45 giorni previsto dalla legge.
Come è stato calcolato il termine per presentare il ricorso in questo caso?
Il termine di 45 giorni è stato calcolato a partire dal 9 dicembre 2022. Questa data corrisponde al giorno successivo alla scadenza del termine di 90 giorni che la Corte d’Appello aveva per depositare le motivazioni della sentenza (scadenza che, cadendo in un giorno festivo, l’8 dicembre, è stata prorogata al giorno seguente).
Quali sono state le conseguenze per il ricorrente a seguito della dichiarazione di inammissibilità?
Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di quattromila euro in favore della Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 45504 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 5 Num. 45504 Anno 2023
Presidente: COGNOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 17/10/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da: COGNOME NOME nato il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 09/09/2022 della CORTE APPELLO di FIRENZE udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
La pronunzia impugnata è stata deliberata il 9 settembre 2022 dalla Corte di Appello di Firenze, che ha ridimensionato il trattamento sanzionatorio inflitto a NOME COGNOME dal Tribunale di Firenze, che aveva condannato quest’ultimo per il reato di furto aggravato.
Avverso detta sentenza ha proposto ricorso per cassazione – depositato telematicamente il 6 marzo 2023 – l’imputato a mezzo del difensore di fiducia.
Detto ricorso è tardivo in quanto il termine per la sua presentazione scadeva il 23 gennaio 2023, decorsi quarantacinque giorni dalla scadenza del termine di novanta giorni che la Corte di Appello aveva individuato per il deposito della sentenza (termine rispettato in quanto la motivazione è stata depositata il 31 ottobre 2022). Il termine di quarantacinque giorni – si precisa è stato calcolato a partire dal 9 dicembre 2022, considerato che quello per il
deposito della sentenza scadeva in giorno festivo, ossia 1’8 dicembre (Sez. U, n. 155 del 29/09/2011, dep. 2012, COGNOME e altri, Rv. 251495).
Ciò posto, il ricorso deve essere dichiarato inammissbile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro quattromila in favore della Cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro quattromila tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 17/10/2023.