Ricorso Tardivo: La Cassazione e la Scure dell’Inammissibilità
Nel processo penale, il rispetto dei termini è un principio cardine che garantisce la certezza del diritto e il corretto funzionamento della giustizia. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ci ricorda le conseguenze perentorie di un ricorso tardivo, un errore procedurale che preclude ogni possibilità di esame nel merito della vicenda. Analizziamo come la Suprema Corte ha affrontato un caso di impugnazione presentata oltre i limiti temporali fissati dalla legge.
I Fatti del Caso
La vicenda processuale ha origine da una condanna per il reato di lesione personale, emessa dal Tribunale e successivamente confermata dalla Corte di Appello. L’imputato, non rassegnandosi alla decisione di secondo grado, decideva di presentare ricorso per Cassazione. Tuttavia, l’atto veniva depositato in una data che, secondo la Corte, superava il termine ultimo consentito dalla legge.
La Decisione della Corte di Cassazione sul ricorso tardivo
La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, concentrando la propria analisi esclusivamente sulla questione procedurale della tempistica. I giudici hanno ricostruito meticolosamente il calcolo dei termini per l’impugnazione:
1. Data della Sentenza d’Appello: 23 giugno 2023.
2. Termine per il Deposito: La Corte d’Appello aveva fissato un termine di quindici giorni per depositare le motivazioni della sentenza.
3. Decorrenza del Termine per l’Impugnazione: Il termine di trenta giorni per presentare ricorso è iniziato a decorrere dalla scadenza del termine di deposito, ovvero dal 7 luglio 2023.
4. Aumento per Assenza dell’Imputato: La legge prevede un’estensione di quindici giorni quando la sentenza d’appello è pronunciata in assenza dell’imputato, come nel caso di specie.
Sommando tutti questi periodi, la Corte ha stabilito che la data ultima per presentare il ricorso era ben anteriore all’8 novembre 2023, giorno in cui l’atto è stato effettivamente depositato. Di conseguenza, il ricorso tardivo non poteva che essere dichiarato inammissibile.
Le Motivazioni della Decisione
La motivazione della Corte si fonda sul principio della perentorietà dei termini processuali. Questi termini non sono mere formalità, ma elementi essenziali per garantire la stabilità delle decisioni giudiziarie e la ragionevole durata del processo. Ammettere un ricorso presentato oltre i limiti stabiliti creerebbe una situazione di incertezza giuridica inaccettabile. La tardività dell’impugnazione è un vizio insanabile che impedisce al giudice di entrare nel merito delle doglianze sollevate dal ricorrente. La conseguenza automatica, prevista dal codice di procedura penale, è la declaratoria di inammissibilità.
Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche
La decisione sottolinea con forza una lezione fondamentale: nel diritto, il tempo è un fattore cruciale. Le conseguenze di un ricorso tardivo sono severe e definitive. Primo, la sentenza impugnata diventa irrevocabile, con tutte le relative conseguenze penali. Secondo, come stabilito dall’art. 616 del codice di procedura penale, la parte che ha proposto il ricorso inammissibile viene condannata al pagamento delle spese processuali. Terzo, e non meno importante, viene anche condannata a versare una somma di denaro alla Cassa delle ammende, in questo caso fissata in 4.000,00 euro. Questa sanzione ha lo scopo di disincentivare impugnazioni dilatorie o presentate senza il dovuto rispetto delle regole procedurali, proteggendo l’efficienza del sistema giudiziario.
Quali sono le conseguenze di un ricorso tardivo in Cassazione?
La conseguenza principale è la dichiarazione di inammissibilità del ricorso. Ciò significa che la Corte non esamina le ragioni dell’impugnazione e la sentenza precedente diventa definitiva. Inoltre, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
Come si calcolano i termini per presentare un ricorso penale?
I termini decorrono dalla scadenza del periodo concesso al giudice per depositare le motivazioni della sentenza. A questo termine base (nel caso di specie, trenta giorni) si possono aggiungere ulteriori periodi previsti dalla legge, come l’aumento di quindici giorni nel caso in cui la sentenza d’appello sia stata pronunciata in assenza dell’imputato.
Perché la Corte condanna al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità?
Questa condanna è prevista dall’articolo 616 del codice di procedura penale. Ha una funzione sanzionatoria e dissuasiva, volta a penalizzare l’abuso dello strumento processuale e a scoraggiare la presentazione di ricorsi che, per motivi di forma o di tempo come un ricorso tardivo, non possono essere accolti.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 28270 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 28270 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 25/06/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
NOME COGNOME nato a PALAGONIA il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 23/06/2023 della CORTE APPELLO di PERUGIA
dato avviso alleiparrk udita la relazione svolta dal AVV_NOTAIO NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
che con la sentenza in epigrafe la Corte di appello di Perugia ha confermato la sentenza del 14 gennaio 2021 del Tribunale di Terni che aveva affermato la penale responsabilità di NOME COGNOME per il reato di lesione personale e lo aveva condannato alla pena ritenuta di giustizia;
che il ricorso è tardivo, atteso che la sentenza è stata pronunciata in data 23 giugno 2023 che il termine per il suo deposito era pari a giorni quindici e che entro detto termine la sentenza è stata depositata e che dalla scadenza di detto termine, in data 7 luglio 2023, ha iniziato a decorrere il termine di trenta giorni per l’impugnazione e che, anche considerando l’aumento di quindici giorni per essere la sentenza di appello stata pronunciata in assenza dell’imputato, il ricorso è stato proposto tardivamente in data 8 novembre 2023;
che all’inammissibilità del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e, ai sensi dell’art. 616, comma 1, cod. proc. pen., al pagamento in favore della Cassa delle ammende di una somma che si reputa equo fissare in euro 4.000,00.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro quattromila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 25/06/2024.