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Ricorso tardivo: quando l’appello è inammissibile

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso penale perché presentato oltre il termine di 15 giorni previsto dalla legge. La sentenza impugnata era stata letta in udienza, facendo scattare immediatamente i termini per l’impugnazione. A causa del deposito tardivo, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

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Pubblicato il 11 gennaio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso tardivo: la Cassazione conferma l’inammissibilità per mancato rispetto dei termini

Nel processo penale, il rispetto dei termini è un principio fondamentale a garanzia della certezza del diritto e della ragionevole durata del processo. Un ricorso tardivo può vanificare ogni possibilità di revisione di una sentenza. Con l’ordinanza in esame, la Corte di Cassazione ribadisce le severe conseguenze derivanti dal deposito di un’impugnazione oltre i limiti temporali stabiliti dalla legge, dichiarandola inammissibile e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.

Il caso in esame: un appello depositato fuori tempo massimo

La vicenda processuale riguarda un imputato che ha presentato ricorso per cassazione avverso una sentenza del Tribunale. Il provvedimento impugnato era stato emesso e letto in udienza il 3 aprile 2024, alla presenza sia dell’imputato che del suo difensore. Tuttavia, l’atto di ricorso è stato depositato solo il 5 giugno 2024, ben oltre il termine perentorio previsto dalla normativa.

Il ricorso tardivo e le conseguenze processuali

Il codice di procedura penale è molto chiaro riguardo ai termini per impugnare. L’articolo 585, comma 1, lettera a), stabilisce che il termine per proporre impugnazione è di quindici giorni per i provvedimenti emessi in seguito a un procedimento in camera di consiglio e per quelli per cui la legge non stabilisce un termine diverso. Nel caso di una sentenza letta direttamente in udienza, come avvenuto in questa fattispecie, il termine di quindici giorni inizia a decorrere immediatamente dalla data della lettura stessa. Di conseguenza, il termine ultimo per presentare l’appello scadeva il 18 aprile 2024. Il deposito avvenuto a giugno ha quindi reso il ricorso tardivo.

La decisione della Corte di Cassazione

La Corte Suprema, rilevata la palese tardività del ricorso, ha deciso di trattare il caso con una procedura semplificata, cosiddetta ‘de plano’, ai sensi dell’articolo 610, comma 5-bis, del codice di procedura penale. Questa modalità, introdotta per accelerare la definizione dei ricorsi manifestamente infondati o inammissibili, consente di decidere senza la formalità di un’udienza pubblica.

Le motivazioni

La motivazione della Corte è stata lineare e ineccepibile. Il ricorso è stato depositato oltre il termine di 15 giorni previsto dalla legge, che era già decorso al momento della presentazione. La Corte ha sottolineato che non sono emersi elementi per ritenere che la parte avesse proposto il ricorso tardivamente senza colpa. La tardività ha quindi determinato una causa di inammissibilità che impedisce qualunque esame del merito delle doglianze sollevate dal ricorrente.

Le conclusioni

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Tale decisione comporta due conseguenze significative per il ricorrente: in primo luogo, la condanna al pagamento delle spese processuali; in secondo luogo, il versamento di una somma, fissata equitativamente in tremila euro, in favore della Cassa delle Ammende. Questa ordinanza serve come monito sull’importanza cruciale del rispetto dei termini perentori nel processo penale, la cui violazione preclude la possibilità di far valere le proprie ragioni e comporta sanzioni economiche.

Qual è il termine per presentare ricorso se la sentenza viene letta in udienza alla presenza dell’imputato?
Il termine per presentare l’impugnazione è di 15 giorni, come previsto dall’art. 585, comma 1, lett. a) del codice di procedura penale. Tale termine decorre dalla data stessa della lettura del provvedimento in udienza.

Cosa accade se un ricorso viene depositato dopo la scadenza del termine previsto?
Se un ricorso viene depositato oltre il termine perentorio, viene dichiarato inammissibile. Di conseguenza, la Corte non procede all’esame del merito delle questioni sollevate e la sentenza impugnata diventa definitiva.

Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso dichiarato inammissibile per tardività?
Il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese del procedimento. Inoltre, è tenuto a versare una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende, il cui importo viene stabilito equitativamente dal giudice. Nel caso specifico, la somma è stata fissata in tremila euro.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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